Cinque poliziotti aggrediti con una spranga di ferro. Uno ha rischiato il cranio fracassato
· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

Poliziotti aggrediti a Crotone. ROMANO (SIULP): “Cinque poliziotti aggrediti con una spranga di ferro. Uno ha rischiato il cranio fracassato. Se l’aggressore sarà liberato è la conferma che in simili condizioni non si può più lavorare”.
Stavolta tocca a Crotone. Nemmeno una settimana fa l’aggressione di Palermo, mentre stamane, nella cittadina calabrese, un extracomunitario in evidente e forte stato di alterazione, ha selvaggiamente aggredito i poliziotti di tre volanti di Polizia, mandandone 5 all’ospedale con prognosi di 30 giorni. Il giovane nigeriano ha dapprima danneggiato auto in sosta e aggredito i cittadini che hanno cercato di fermarlo. Avvisata da una telefonata, la Polizia è intervenuta con tre volanti e ne è scaturita la solita selvaggia aggressione: “Non si può rimanere fermi a guardare i soliti violenti che, approfittando della certezza della totale impunità, aggrediscono poliziotti come bersagli predestinati perché preoccupati dalle conseguenze delle loro azioni professionali. Di fronte ad un giovane nel pieno della sua forza, in palese stato di alterazione, che utilizzava un tubo metallico lungo oltre un metro che è stato scagliato con inusitata violenza su tutti i colleghi presenti, colpendone uno tra spalla e volto e che soltanto per miracolo non si è ritrovato con il cranio sfondato, dico che è palese e giustificata la preoccupazione delle conseguenze che avvertono i poliziotti quando, di fronte ad azioni così violente, sono costretti a dover utilizzare la forza, come previsto per legge, per arrestare l’autore della violenza”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Cinque poliziotti in ospedale con prognosi tutte di 30 giorni. E dai 30 giorni alla tragedia, lo spazio è veramente breve. Perché se quel tubo metallico, invece di una spalla e mezzo volto, avesse colpito solo poco più in alto, adesso avremmo dovuto commentare l’ennesima tragedia. E soprattutto cosa sarebbe accaduto ai colleghi se la volante, per esigenze di servizio, sarebbe stata una sola?
Attesi i continui linciaggi mediatici, e non solo, che finora stanno subendo i poliziotti ogni qualvolta utilizzano la forza per arrestare una violenza, pur operando sempre nel solco dei protocolli operativi previsti dalla legge, la realtà che ne emerge è che oramai svolgono il proprio servizio di fronte a soggetti sempre più aggressivi e violenti, perché certi di rimanere impuniti, mentre il personale in uniforme viene aggredito e intimorito solo per aver svolto il proprio dovere. Questa situazione sta facendo emergere uno spaccato che metterà sempre più a rischio la sicurezza dei cittadini e quella dello stesso personale in uniforme. Se non si interviene con un’azione unitaria e decisa da parte dello Stato, ebbene, che si sappia che a queste condizioni non si può più lavorare”.
Roma, 21 Settembre 2026
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