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Il Siulp dice no alla militarizzazione dell’Ordine Pubblico tipico dei regimi totalitari

· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

Il Siulp dice no alla militarizzazione dell’Ordine Pubblico tipico dei regimi totalitari

Sicurezza dei cittadini e libertà di espressione. Romano (Siulp): “Il Siulp dice no alla militarizzazione dell’Ordine Pubblico tipico dei regimi totalitari”.

 

Nel prossimo Consiglio dei Ministri, si rincorrono indiscrezioni sempre più insistenti e attendibili circa la volontà del Governo di disporre l’impiego dei militari nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica: “Si tratta di un’ipotesi scellerata che comprime i diritti costituzionali e sfiducia le Forze di Polizia ad ordinamento civile. Il Siulp esprime profonda preoccupazione e ferma opposizione di fronte ad uno scenario che segnerebbe l’inizio della militarizzazione della sicurezza e una gravissima compressione dei diritti di cittadinanza attiva e di dissenso garantiti dalla nostra Costituzione. Un simile orientamento non appartiene a un Paese civile e democratico. La gestione militare dell'ordine pubblico è propria di regimi autoritari in cui le libertà fondamentali e il diritto alla protesta vengono soffocati con l'uso smodato della forza. L'Italia è una Repubblica democratica e non merita una deriva di questo tipo. Le nostre Forze Armate sono eccellenti negli scenari di guerra, dove non è chiesta la mediazione, ma solo l’abbattimento del nemico. Esse non possono però sostituire l’azione di gestione dei conflitti sociali che si basa invece sulla capacità di conciliare gli interessi degli uni e degli altri, con quelli della collettività”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Il SIULP rivolge un accorato appello a tutte le forze politiche democratiche, alle istituzioni e alla società civile affinché si uniscano nel contrastare questa decisione, e ribadisce con vigore il proprio NO a qualsiasi deriva militare nella gestione della piazza e preannuncia fin d'ora l'attivazione di ogni forma di mobilitazione. NO alla militarizzazione. SÌ a Sicurezza e Libertà con una gestione civile dell’ordine pubblico. Dal Governo ci aspettiamo invece interventi normativi di intesa con tutti i poteri dello Stato che interagiscono nella gestione dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica e consentano di infliggere sanzioni immediate e certe, non siano necessariamente detentive, e che invece incidano sul rilascio delle autorizzazioni amministrative quali uno dei requisiti che ne pregiudicano l’ottenimento. Aspettiamo altresì politiche alloggiative sicure e necessarie a fidelizzare il personale sui singoli territori, unitamente agli stanziamenti per saldare lo straordinario arretrato dal 2025 ad oggi, che si tramuta in una cesura nell’utilizzo delle Forze di Polizia nonostante la loro piena disponibilità ad essere impiegate, sottolineando che su tali temi esiste solo una professionalità: quella dell’Autorità, degli ufficiali e degli agenti di Pubblica Sicurezza. Giacchè solo loro sono addestrati giuridicamente ed operativamente alla gestione dei conflitti sociali”.

 

Roma, 20 Ottobre 2026

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