Obesità riconosciuta malattia cronica

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La legge 149/2025, nota anche come “Legge Pella”, nel ridefinire i diritti all’invalidità precisa che l’obesità è diventata ufficialmente una malattia cronica.

Con il riconoscimento come malattia cronica progressiva, l’Italia si allinea alle posizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’American Medical Association (AMA), che da tempo classificano l’obesità come una patologia multifattoriale complessa, derivante da una combinazione di fattori genetici, metabolici, ambientali, psicologici e sociali.

Con la nuova legge, le prestazioni per la diagnosi e la cura dell’obesità entreranno ufficialmente nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Ciò comporta che visite specialistiche, esami diagnostici e trattamenti terapeutici (inclusi quelli dietetici, psicologici e farmacologici approvati) potranno essere erogati gratuitamente o con il pagamento di un piccolo ticket tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Oggi, con il riconoscimento come malattia cronica, in sede di Commissioni Mediche non si dovrà più valutare solo la complicanza “artrosica” come danno collaterale, ma si potrà richiedere che l’obesità in sé, come patologia cronica e progressiva, sia considerata come causa primaria di limitazione funzionale.

Se le complicanze limitano in modo grave la vita quotidiana (come la capacità di deambulare, la respirazione, l’autonomia personale, in coesistenza con i danni metabolici e cardiaci), è possibile richiedere e ottenere percentuali di invalidità molto più alte, e raggiungere livelli per l’accesso a prestazioni come la pensione di Inabilità (100%) nel caso in cui più gravi in cui il soggetto interessato risulti totalmente inabile a qualsiasi attività lavorativa.

L’inserimento nei LEA faciliterà l’accesso a tutte le prestazioni sanitarie compresa quella chirurgica ormai riconosciuta come risolutiva per i casi di obesità grave. La legge istituisce anche un Osservatorio Nazionale sull’Obesità per monitorare dati e politiche pubbliche. Tuttavia, l’attuazione piena del provvedimento dipenderà dai decreti attuativi delle Regioni. Non tutto, quindi, sarà immediato.

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