150° anniversario unità d'Italia.Governo invita a festeggiare a spese dei cittadini lavoratori

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Ultimo aggiornamento 08/07/2013

Di seguito riportiamo il comunicato SIULP emanato nel corso del 7° Consiglio Generale, tenutaosi a Roma i 10 e 11 marzo 2011. La notizia è stata ripresa dalle principali agenzie di stampa.

Dopo gli annunci elettorali, le roboanti promesse nell’azione di governo, ancora una volta, le decisioni deliberate dell’Esecutivo gravano esclusivamente sulle tasche dei lavoratori.
Ad affermarlo è il Consiglio Generale del SIULP, la massima espressione del più grande sindacato del Comparto Sicurezza che, riunito a Roma, ha stigmatizzato la scelta del governo di decurtare di un giorno le ferie dei lavoratori per proclamare il 17 marzo p.v. festa nazionale.
È veramente singolare, continua il SIULP, come mentre da una parte si decide unilateralmente di chiudere gli uffici e i posti di lavoro senza dare alcuna indicazione su chi e come potrà fruire di questa festa, dall’altra “ope legis” scarica questo costo su chi non è stato nemmeno interpellato.
Il tutto mentre, proprio quest’anno, ben due festività, il 25 aprile, Festa della Liberazione, e il 1 maggio Festa dei Lavoratori, ricadono in due giornate già festive e, pertanto, comporteranno un risparmio per l’erario che però non viene restituito alle tasche dei lavoratori.
Per questo, conclude il SIULP, è il caso che il Governo superati i contrasti interni, rifletta e corregga immediatamente il provvedimento emesso affinchè il costo del 17 marzo sia compensato con la mancata spesa per il 1° maggio e il 25 aprile.
Se così non sarà ci troveremo di fronte all’ennesimo atto di non rispetto per tutti i lavoratori e, in particolare per le donne e gli uomini in divisa che si sacrificano per la sicurezza e la democrazia del Paese.

I lnci di agenzia
ITALIA 150: SINDACATI POLIZIA, FESTA 17 A SPESE LAVORATORI (ANSA) – ROMA, 11 MAR – Si fa a spese dei lavoratori la festa dell’unita’ d’Italia del 17 marzo. E’ quanto lamentano i sindacati di polizia Siulp ed Anfp. ”E’ veramente singolare – spiega il Siulp – come, mentre da una parte si decide unilateralmente di chiudere gli uffici e i posti di lavoro senza dare alcuna indicazione su chi e come potra’ fruire di questa festa, dall’altra ‘ope legis’ scarica questo costo su chi non e’ stato nemmeno interpellato”. Il sindacato invita quindi il Governo a correggere ”immediatamente il provvedimento emesso affinche’ il costo del 17 marzo sia compensato con la mancata spesa per il primo maggio e il 25 aprile”. ”Indigna – sottolinea da parte sua l’Anfp – che le evidenti divergenze interne alla maggioranza sulle celebrazioni dell’unita’ di Italia fanno ricadere i costi del 17 marzo sui dipendenti. Quella che dovrebbe essere una festa condivisa si trasforma in una diffusa occasione di polemica”.

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ITALIA 150: SIULP,GOVERNO INVITA A FESTEGGIARE A SPESE LAVORATORI (AGI) – Roma, 11 mar. – “Dopo gli annunci elettorali e le roboanti promesse nell’azione di governo, ancora una volta le decisioni deliberate dall’esecutivo gravano esclusivamente sulle tasche dei lavoratori”. Ad affermarlo e’ il Consiglio generale del Siulp, il Sindacato che stigmatizza “la scelta del governo di decurtare di un giorno le ferie dei lavoratori per proclamare il 17 marzo festa nazionale”. “E’ veramente singolare – denuncia il sindacato – come mentre da una parte si decide unilateralmente di chiudere gli uffici e i posti di lavoro senza dare alcuna indicazione su chi e come potra’ fruire di questa festa, dall’altra scarica questo costo su chi non e’ stato nemmeno interpellato. Il tutto mentre, proprio quest’anno, ben due festivita’, il 25 aprile e il primo maggio ricadono in due giornate gia’ festive e, pertanto, comporteranno un risparmio per l’erario che pero’ non viene restituito alle tasche dei lavoratori”. “Per questo – conclude il Siulp – e’ il caso che il governo, superati i contrasti interni, rifletta e corregga immediatamente il provvedimento emesso affinche’ il costo del 17 marzo sia compensato con la mancata spesa per il primo maggio e il 25 aprile. Se cosi’ non sara’ ci troveremo di fronte all’ennesimo atto di non rispetto per tutti i lavoratori e, in particolare, per le donne e gli uomini in divisa che si sacrificano per la sicurezza e la democrazia del Paese”.

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