Anticipo TFR e TFS dipendenti pubblici

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Ultimo aggiornamento 15/10/2022

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proroga dell’accordo quadro per il finanziamento dell’anticipo sul TFR/TFS a favore dei dipendenti pubblici, intesa scaduta il 30 giugno 2022 e rinnovata con un decreto ad hoc siglato lo scorso luglio.

Valido altri 24 mesi, l’accordo con ABI agevola l’accesso al trattamento di fine servizio e fine rapporto nel Pubblico Impiego, con un prestito bancario a tasso agevolato.

È possibile prendere visione dell’elenco delle banche e istituti di credito che aderiscono all’Accordo attraverso il portale lavoropubblico.gov.it.

Dopo aver ottenuto dall’INPS o altro ente pensionistico la certificazione e la quantificazione del TFR/TFS maturato, previa procedura telematica dedicata, ci si può rivolgere a tali istituti convenzionati per richiedere un’anticipazione sul proprio TFR o TFS.

La prassi procedimentale prevede che dopo aver inoltrato la richiesta all’Ente erogatore (es. INPS), questi invia al lavoratore interessato la certificazione del diritto all’anticipazione. A quel punto si può andare in banca per chiedere il prestito fino ad un massimo di 45mila euro, con tasso di interesse dello 0,4%.

Per quanto riguarda la tempistica di erogazione dell’anticipo, sono previsti circa quindici giorni affinché la banca provveda all’accredito della somma anticipata sul conto corrente indicato dal richiedente. Si tratta, tuttavia, dello step finale di un iter che comprende il rilascio della certificazione del diritto all’anticipazione entro 90 giorni dalla richiesta, così come l’avvio di eventuali verifiche necessarie per definire il contratto di anticipo e ultimare, entro 30 giorni, l’approvazione da parte dell’istituto di credito.

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