Avvicendamenti nelle sedi di servizio tra personale trasferito con la mobilità ordinaria e neo Agenti in Prova assegnati. Insorgenza criticità abitative. Richiesta di valutare soluzioni alternative per temperare i disagi
Riportiamo il testo della nota inviata dalla Segreteria Nazionale al Direttore DAGEP, Pref. Forgione, e al Direttore dell’Ispettorato Scuole, Dott.sa Terribile, in data 3 agosto 2026:
“Illustrissimi,
con la prossima assegnazione dei neo Agenti in Prova torneranno a presentarsi le criticità che già avevamo avuto modo di rappresentare nel corso di una riunione tenutasi ad inizio anno avente ad oggetto l’organizzazione dei servizi connessi ai giochi olimpici e la relativa accoglienza del personale.
Venendo ai giorni nostri, il disallineamento tra la data di arrivo dei nuovi Colleghi presso i reparti, fissata nel prossimo 7 agosto, e quella di decorrenza dei trasferimenti della mobilità ordinaria del ruolo di base, non ancora nota, ma verosimilmente differita alla fine del periodo estivo come già nel recente passato è avvenuto, fa sì che, in alcune realtà, in particolare quelle medio piccole come le Sottosezioni autostradali e talune Questure delle regioni settentrionali, dove i numeri del turn over in proporzione alle potenzialità strutturali sono consistenti, non vi siano adeguate disponibilità ricettive.
Non si discute dell’opportunità, più che condivisibile, di evitare che i trasferimenti intersechino un segmento temporale in cui gli uffici hanno da tempo stabilito il proprio piano ferie.
Nemmeno si può però trascurare l’alta probabilità, se non addirittura la certezza, che personale in procinto di essere mobilitato si senta chiedere di liberare l’alloggio di servizio poche settimane prima di lasciare definitivamente quella sede di servizio.
Anche a voler lasciare in disparte il tutto tranne che irrilevante sovraccarico economico che da ciò discenderebbe, il periodo feriale rende quantomeno improba la ricerca di alternative abitative specialmente nelle località interessate dal picco stagionale di turisti. C’è invero da tenere in considerazione che anche in un non disprezzabile numero di centri minori, che rappresentano la generalità delle sedi disagiate maggiormente gravate da questa problematica, soluzioni residenziali proprio non ce ne sono.
Ed allora, anche per evitare che vi sia parte del personale costretto ad andare incontro ad una gravosa penalizzazione, e per scongiurare il ricorso a rimedi estremi, ma purtroppo per nulla inediti, come quelli di adibire a giaciglio di fortuna l’abitacolo del proprio veicolo, è a nostro avviso necessario approntare con urgenza linee guida per rimuovere, o quantomeno per attenuare, le impattanti disutilità in commento.
Dobbiamo riconoscere che in precedenza, per l’appunto in esito all’incontro mirato a ragionare del piano per affrontare al meglio gli eventi sportivi olimpici, codesti autorevoli interlocutori, compresa la portata di quanto avevamo segnalato e le ricadute che ne sarebbero derivate, hanno saputo individuare più che ragionevoli criteri per superare la difficile fase si affacciava all’orizzonte.
Riteniamo che quel modello organizzativo possa essere oggi replicato, e ci permettiamo altresì di aggiungere un ulteriore possibile percorso amministrativo per ridurre il periodo di concomitanza in narrativa. Si tratterebbe di autorizzare tutti gli interessati dalla mobilità in uscita, o almeno quelli le cui sedi di destinazione siano ad una apprezzabile distanza, a fruire del congedo straordinario per trasferimento, a cui potrebbe aggiungersi anche qualche giorno di congedo ordinario, prima della data della prevista presa in forza presso il nuovo ufficio. Un’ipotesi che sarebbe per l’Amministrazione economicamente neutra, posto che quei giorni comunque verrebbero fruiti in seguito, e priva di conseguenze negative per l’Ufficio cedente, che nel frattempo avrebbe infatti già a disposizione un equivalente numero di operatori di prima nomina.
Confidiamo che la risaputa sensibilità dimostrata dai destinatari della presente ogni qualvolta sono state poste loro tematiche relative al benessere lavorativo, e la parimenti nota capacità di offrire solerti riscontri alle istanze mirate a rendere più agevole la vita di relazione del personale, troveranno ulteriore conferma nella vicenda sottoposta al loro vaglio con l’odierna nostra sollecitazione.
In attesa di un cordiale urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare cordialissimi saluti e rinnovare sensi di elevata stima.”





