Carenza delle dotazioni Equipaggiamento del personale impiegato

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Equipaggiamento del personale impiegato nel controllo del territorio per la difesa passiva e attiva. Generalizzata carenza delle dotazioni. Indifferibile l’adozione di un piano straordinario di approvvigionamenti

Si riporta il testo della nota inviata il 30 gennaio 2026 al Capo della Polizia:

”Dobbiamo purtroppo insistere nel denunciare la demoralizzante inefficienza delle articolazioni preposte all’approvvigionamento del vestiario e dell’armamento, reduci da non entusiasmanti prove della capacità di stare al passo con le esigenze ed i tempi richiesti da un moderno modello organizzativo. Un’inadeguatezza che si riverbera inevitabilmente sulla qualità dell’attività di servizio – e pensiamo in particolare al controllo del territorio – ma che soprattutto accentua l’esposizione al rischio degli operatori non assicurando il rispetto dei livelli di sicurezza offerti dall’evoluzione tecnologica. E questo vale sotto molteplici crinali di osservazione, perché come noto accrescere i presidi di difesa attiva e passiva per un verso ridurrebbe il numero degli operatori feriti e l’entità delle lesioni riportate, e per l’altro consentirebbe un più agevole contenimento di soggetti non collaborativi con, in ogni caso, un maggior effetto deterrente. Non da ultimo, il precipitato di quanto precede contribuirebbe ad attenuare l’enfasi mediatica alimentata da episodi di cronaca di attività operative i cui esiti, in presenza di più performanti dotazioni, potrebbero essere assai meno impattanti. L’uso del condizionale e la prospettiva di dover attendere a lungo prima di poter andare oltre al piano del mero auspicio sono per l’appunto indicativi dell’incresciosa lentezza con la quale questi fondamentali strumenti vengono acquisiti e distribuiti.

Non è ammissibile che a distanza di anni da quando, superata la fase sperimentale, il taser è entrato a far parte del previsto armamento di reparto, buona parte degli equipaggi operativi non sia nelle condizioni di poterlo utilizzare. O perché la disponibilità nei reparti è ampiamente inferiore alle effettive necessità. O perché, altro sintomo di grave improvvisazione del sistema, agli operatori non è stata somministrata la richiesta formazione per la mancanza delle munizioni per l’addestramento.

Lo sconfortante scenario si rivela poi ulteriormente deprimente se si volge lo sguardo agli altri, non meno importanti, accessori che dovrebbero far parte del corredo di ciascuno di quanti vengono impegnati in attività di servizio con proiezione esterna. Siamo sempre in attesa che vengano assegnati i giubbini tattici balistici, che secondo quanto comunicato nei lavori della specifica Commissione venivano dati come pronti per la consegna entro il primo trimestre dell’anno corrente.

Così come i guanti antitaglio, che nel frattempo sono diventati uno degli articoli maggiormente venduto nei negozi specializzati ai poliziotti disamorati dalla noncuranza dell’Amministrazione.

Al punto da rendere plausibile l’ipotesi che dietro queste disfunzioni si nasconda la perversa filosofia di invertire l’onere della tutela, scaricando sul personale i costi dell’acquisto del materiale protettivo.

Una tendenza che riguarda anche le bodycam, che se verranno replicati i consueti ritmi potranno venire indossate dai primi fortunati assegnatari non prima di qualche anno. Quali che siano le cause di un non più tollerabile inventario di disagi, nell’elenco dei quali, beninteso, occupano un posto di rilievo anche le carenze nel riassortimento delle forniture di vestiario, le fragilità gestionali, o quantomeno l’indisponibilità di risorse umane e patrimoniali coerenti con le risposte da dare, rappresentano un fronte di criticità cui deve essere dedicato ogni utile sforzo per far sì che l’Amministrazione riesca a recuperare il divario di credibilità che sta allontanandola dai bisogni del proprio personale. Siamo come sempre disponibili ad offrire il nostro contributo alla riflessione, e restiamo in attesa di quella che a nostro sommesso avviso è una indifferibile sessione di confronto che si occupi in via assorbente di questo spinoso problema, anche se del caso prescindendo dalla presenza di altri interlocutori che non dovessero avere altrettanta sensibilità per le tematiche in argomento.

L’occasione è gradita per inviarLe cordialissimi saluti e sensi di elevata stima””.

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