Errata rivalutazione della pensione e rimedi

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Ultimo aggiornamento 23/06/2023

Un nostro collega pensionato, nel ritenere errata l’operazione perequativa effettuata dall’INPS sulla propria pensione, ci chiede quali siano gli strumenti per ottenere una correzione del calcolo del proprio assegno pensionistico.

La Legge di Bilancio per l’anno 2023 ha previsto interventi di rimodulazione delle modalità di attribuzione della rivalutazione per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il trattamento minimo. Pertanto, l’INPS al fine di evitare la corresponsione di somme potenzialmente indebite, ha attribuito la rivalutazione ai soli beneficiari il cui importo cumulato di pensione non risulta superiore al limite di quattro volte il trattamento minimo, in pagamento nell’anno 2022 (pari a € 2.101,52).

A seguito dell’approvazione della legge 29 dicembre 2022, n. 197, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, è stata prevista la rivalutazione anche dei trattamenti pensionistici cumulati superiori al predetto limite sulla base dell’articolo 1, comma 309, della menzionata legge, che riconosce percentuali di rivalutazioni diverse a seconda dell’entità del trattamento in godimento, secondo la tabella di seguito riportata.

Ciò premesso, l’INPS, con la circolare n. 20 del 10 febbraio 2023, a integrazione delle informazioni fornite con la precedente circolare n. 135 del 22 dicembre 2022, ha illustrato le modalità relative alla rivalutazione delle pensioni di importo superiore a quattro volte il trattamento minimo per l’anno 2023, ai sensi dell’articolo 1, comma 309, della legge 29 dicembre 2022, n. 197.

Nel rimandare alle precedenti trattazioni dell’argomento, su queste pagine (n. 50/2021 del 17 dicembre 2021; n. 39/2022 del 23 settembre 2022; n. 50/2022 del 2 dicembre 2022; nr. 54/2022 del 30 dicembre 2022; n. 2/2023 del 13 gennaio 2023), se la rivalutazione del trattamento non corrisponde a quanto dovuto, occorrerà verificare, prima di tutto, se la mancata corrispondenza non sia effetto di un passaggio allo scaglione di reddito superiore dovuto a maggiori detrazioni IRPEF. Diversamente, in tutti i casi di errore di calcolo, si può utilizzare la specifica procedura INPS per i reclami utilizzando il modulo MV01.

L’Istituto di Previdenza garantisce una risposta entro 20 giorni lavorativi e l’attivazione di tutte le iniziative possibili per rimuovere le cause dei disservizi segnalati.

Ci si possono anche utilizzar altri canali non digitali e segnatamente:

  • inviare il reclamo alla struttura INPS interessata per posta tradizionale, elettronica
  • segnalare il reclamo al Contact Center chiamando il numero gratuito da rete fissa 803 164, o quello a pagamento 06 164 164 da rete mobile.

Per identificare la struttura competente a cui inviare il reclamo, può utilizzare il servizio online di “ricerca sede“, inserendo il Comune di residenza o il capo o il nome dell’ufficio troverà tutte le indicazioni.

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