Esito Incontro – Riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza

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Ultimo aggiornamento 23/04/2022

Nel pomeriggio del 21 aprile u.s., alla presenza del Capo della Polizia, Direttore Generale della PS, Prefetto Lamberto Giannini, si è tenuto l’esame congiunto richiesto dal SIULP riguardo il progetto di riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della pubblica sicurezza.

Erano presenti per la delegazione di parte pubblica, oltre al Capo della Polizia, il vice Capo Vicario, Prefetto Maria Luisa Pellizzari, il vice Capo della Polizia per il coordinamento, Prefetto Maria Teresa Sempreviva, il Capo della Segreteria del Dipartimento, Prefetto Sergio Bracco, il responsabile del Gruppo di Missione, Prefetto Luigi Savina, i Direttori Centrali competenti per materia, Prefetto Giuseppe Scandone (DAGEP), Prefetto Stefano Gambacurta (Ufficio per l’Amministrazione Generale), Dirigente Generale Daniela Stradiotto (Specialità e Reparti Speciali della Polizia di Stato) e il Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis.

Durante l’incontro il SIULP, così come sostenuto nel precedente esame del 29 marzo u.s., riguardante i posti funzione, ha pregiudizialmente messo in evidenzia la necessità di analizzare l’atto ordinativo unico degli uffici periferici congiuntamente e simmetricamente all’atto relativo all’individuazione dei posti funzione riservati alle qualifiche dirigenziali di livello non generale dei Funzionari della Polizia di Stato, a quest’ultimo strettamente collegato.

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Pur non entrando nel tecnicismo sotteso al progetto, il SIULP ha sollecitato alcune riflessioni che scaturiscono da un esame di ampio respiro che muove dall’esigenza di assicurare un’organizzazione flessibile e capace di adattarsi anche alle mutevoli esigenze, oggi imprevedibili, che potrebbero presentarsi nel tempo nelle singole realtà territoriali. Fra queste ad esempio: prevedere, di lasciare ai Questori, la possibilità di poter rideterminare, seppure in minima parte e per il tempo strettamente necessario, gli assetti interni della Questura al variare delle condizioni locali.

Tale puntualizzazione si è ritenuta necessaria poiché il progetto, irreprensibile nella forma, nei contenuti potrebbe dirsi in qualche modo superato, giacché confezionato sulla base di rilevazioni delle attività svolte dagli uffici periferici, dall’anno 2015 all’anno 2017.

Varrà ancora una volta la pena ricordare che il provvedimento, è calibrato in base alla necessità di ridurre degli organici che, in ottemperanza della legge delega 124/2015 (cd Legge Madia), prevede il ridimensionamento della forza organica della Polizia di Stato, entro il 1° gennaio 2027, da 117.291 a 108.403 unità. Vale a dire di un atto che teneva conto delle esigenze politiche, economiche e sociali di quel periodo, ma che non tiene minimamente conto delle ingenti e incombenti emergenze che sono state affrontate negli ultimi 7 anni. Prime tra tutte quella pandemica e quella dell’esodo dei cittadini ucraini a seguito del conflitto in atto in quel Paese.

Per questo il SIULP, attesa anche l’esigenza conseguente al particolare momento storico che prevede un incremento della spesa militare pari al 2% del PIL, ha rivendicato risorse per gli adeguamenti di organico, per le esigenze attuali del sistema sicurezza.

Lo spirito della razionalizzazione delle funzioni di Polizia, evocato dalla Legge Madia, andrebbe dunque riletto alla luce delle crescenti incombenze e responsabilità affidate agli operatori di Polizia di Stato, non da ultimo in materia di Polizia cibernetica.
E’ stato evidenziato come le pressoché unanimi recriminazioni riguardo le scarse dotazioni di personale, pianificate sulle Questure e sugli uffici dipendenti, soprattutto riferite al ruolo degli Agenti e degli Assistenti, si registrano in maniera omogenea su tutto il territorio.

Il SIULP ha sottolineato l’importanza che è saldamente legata alla nuova filosofia investigativa sottesa alla riorganizzazione territoriale delle Sisco e dei Nosc (nuclei operativi di sicurezza cibernetica). Organismi per i quali è stata chiesta una partenza congiunta per poter tradurre e delineare in modo efficace e tempestivo i nuovi assetti di contrasto alla criminalità.

La simultanea partenza dei nuovi organismi e dispositivi di contrasto sopraindicati nel delineare chiaramente una rimodulata strategia e filosofia investigativa favorisce anche la comunicazione ai cittadini – rispondendo alla percezione di sicurezza in tal senso avvertita – circa la competenza esclusiva attribuita alla Polizia di Stato in una materia pervasiva ed insidiosa come quella della Cyber Security.

Relativamente a quest’ultimo aspetto, e per ottimizzare le competenze anche rispetto alle altre FF.OO. è stata evidenziata la necessità di una Direzione Nazionale per la Cyber Security, che coordini e omogenizzi l’azione giudiziaria di contrasto ai crimini informatici su tutto il territorio, nel rispetto delle richiamate competenze.

L’Amministrazione, ha chiarito che il provvedimento di riorganizzazione, essendo attuato da un Decreto del Capo della Polizia – Direttore Generale della PS, potrà essere modificato – ad invarianza di spesa – con un analogo atto, garantendo in tal modo la flessibilità necessaria a fornire nuove misure al mutare delle situazioni territoriali.

Riguardo l’entrata in vigore del provvedimento, il SIULP, nell’apprendere che l’iter amministrativo che porterà alla formale istituzione e all’operatività della Direzione Centrale per la Sicurezza Cibernetica è in stato avanzato, ha ottenuto l’assicurazione che la partenza delle nuove strutture investigative Sisco e Nosc, avverrà in maniera concomitante.

In tal senso si è favorevolmente appreso che già dal 2 maggio p.v. sarà riunito il gruppo di lavoro – appositamente costituito dal Sig Capo della Polizia – volto a definire l’attuazione della costituenda Direzione Centrale con particolare riguardo agli equilibri richiesti per il personale appartenente al ruolo tecnico ed al Servizio Polizia scientifica.

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