Giochi olimpici invernali – Dotazioni distribuite al personale – Seguito e sollecito

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Giochi olimpici invernali Milano Cortina – Dotazioni distribuite al personale – Seguito e sollecito accesso agli atti.

Facciamo con la presente seguito alle note del 26 e del 29 gennaio scorso per ribadire l’interesse ad avere chiarimenti circa le determinazioni adottate in conseguenza delle suddette segnalazioni.

Abbiamo infatti informalmente appreso che, prendendo spunto da quanto avevamo lamentato, al personale che presta servizio in uniforme è stato distribuito altro vestiario apparentemente di qualità migliore del misero – sia per quantità che per qualità – corredo originariamente previsto. E riteniamo che anche la fornitura di un buono vestiario al personale che opera in abiti civili sia da collocare in questa appendice organizzativa.
Resta però irrisolta la questione di fondo, perché non sarà certo con due paia di calzettoni e qualche altro capo di biancheria che si può pensare di rimediare all’ennesima dimostrazione di un apparato che evidenzia disarmanti fragilità gestionali.
Dobbiamo invero alimentare le nostre critiche nel rispetto della doverosa cautela, atteso che ancora non siamo riusciti a capire, nonostante lo avessimo puntualmente chiesto, quale fosse lo stanziamento destinato a questo specifico evento per assicurare adeguate condizioni di benessere a quanti sono chiamati ad operare in condizioni di estremo disagio. Vogliamo in altre parole avere risposte non evasive sullo studio compiuto per individuare il corredo da fornire al personale e la relativa previsione di spesa.

Perché delle due l’una. O non ci si è minimamente preoccupati di istruire un procedimento finalizzato a valutare quali fossero i capi più idonei per attenuare gli effetti delle esposizioni alle intemperie ed alle rigidità climatiche tipiche dell’arco alpino. E questa sarebbe una gravissima lacuna che imporrebbe l’avvio di una inchiesta amministrativa per accertare i corrispondenti livelli di responsabilità anche alla luce delle precedenti analoghe situazioni nelle quali, invece fu distribuito materiale idoneo. O, il che sarebbe peggio, un progetto consono alle specifiche esigenze in parola era stato presentato, ma non si è dato ad esso corso perché ritenuto eccessivamente dispendioso.

Orbene, qualora si versasse nel sedime di questa seconda ipotesi saremmo alle prese con una ancor più imperdonabile mancanza di rispetto per la salute, e non di meno per la dignità, del personale. Un irriguardoso atteggiamento in cui, è giusto ricordarlo, non sono scadute altre Amministrazioni. L’aver constatato che l’Arma dei Carabinieri, diversamente da quanto ha fatto il nostro Dipartimento della P.S., è riuscita a mettere addosso alle proprie donne ed ai propri uomini un abbigliamento di primordine, con scarponcini e pantaloni ad elevata protezione termica ed in tessuto impermeabile autorizza ad affermare che non solo si poteva, ma anzi si doveva fare di più, molto di più di quel che si è fatto, alle nostre latitudini burocratiche.

Risulterebbe invero pretestuosa ogni argomentazione che facesse leva su una presunta incapienza dei fondi dedicati a questi impegni di spesa. Dagli inviti pubblicati dalle Prefetture per le gare di assegnazione dei servizi di alloggio del personale aggregato si evince che per ciascun operatore la spesa quotidiana di permanenza nelle località interessate dalle gare olimpiche è stimabile in non meno di 300 euro al giorno. Non ci si venga a dire che non si poteva spendere l’equivalente del fabbisogno giornaliero per vitto e alloggio per mettere qualcosa di decente addosso ai poliziotti.
Tanto premesso, non possiamo che rinnovare la sollecitazione all’accesso agli atti già formulata con le richiamate note del 26 e del 29 gennaio, alle quali rinviamo quanto alla documentazione richiesta. Lo rimarchiamo per evitare si faccia strada l’equivoco che il decorso del tempo possa far sfumare il nostro interesse, più che mai attuale e vivido.
Nell’attesa di un urgente cortese riscontro, cordiali saluti.

Il Segretario Generale

Felice Romano

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