Stato dei lavori per l’elaborazione di un modello di documento di riconoscimento per il personale in quiescenza
Riportiamo la nota del 21 settembre u.s. inviata al Capo della Polizia dal Segretario Generale:
“… ricorderà come, tra i temi oggetto della discussione dei lavori congressuali dello scorso mese di luglio, approfittando della Sua graditissima presenza avevamo avuto modo di rappresentarLe come il personale in quiescenza dovesse incontrare mortificanti difficoltà per accedere agli Uffici dell’Amministrazione, venendo omologato alle medesime procedure di identificazione a cui viene sottoposta la generalità dell’utenza. Anche quando l’esigenza è dovuta al disbrigo di pratiche diretta conseguenza dell’attività di servizio o per la definizione di incombenti di natura previdenziale.
Da cui l’opportunità, da noi declinata in quella circostanza, di disporre di un documento attestante il pregresso stato di servizio, funzionale anche ad un eventuale immediato riconoscimento dell’interessato che dovesse, in ipotesi, intervenire per reprimere attività delittuosa o, sussistendone la necessità, per prestare ausilio al personale operante.