Pandemia da COVID-19 Revoca divieto vaccinazione con Astrazeneca

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N. 850/A.P.1
Rif. 850/A prot. 0005220 del 15.03.2021
Seg. 850/A.P.1prot.0005319 del 16.03.2021

Facendo seguito alle circolari indicate in epigrafe, relative alla sospensione della vaccinazione con AstraZeneca, decisa in via precauzionale dall’AIFA in conseguenza della segnalazione di gravi eventi avversi, si rende noto che l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha confermato che il vaccino AstraZeneca è sicuro ed efficace e che i benefici del suo uso contro COVID-19 superano i rischi, escludendo problematiche legate alla qualità ed alla produzione e specificando che verranno effettuati ulteriori approfondimenti, ma che per il momento non c’è alcuna prova di una correlazione tra
vaccinazione ed eventi tromboembolici.

Dagli studi finora effettuati. infatti. l’incidenza complessiva di casi di tromboembolia osservata in seguito alla somministrazione dei vaccini non è superiore a quella della stessa tipologia di eventi nella popolazione generale.

Alla luce del recente pronunciamento dell’EMA sull’affidabilità e sull’efficacia del vaccino AstraZeneca e della revoca del divieto d’uso dello stesso espressa dall’ AIFA, si ribadisce l’assoluta necessità di una adesione quanto più ampia possibile da parte del personale alla campagna vaccinale in corso, che potrà ripartire con rinnovato impulso anche presso le strutture dell’’Amministrazione utilizzando il vaccino in questione, allo scopo di limitare la circolazione diffusa e prolungata di SARS-CoV-2 e scongiurare il
rischio della comparsa di altre varianti virali, estremamente pericolose perché capaci di conferire al virus un’aumentata capacità diffusiva e, potenzialmente, una ridotta risposta ai trattamenti terapeutici ed alla vaccinazione.

Nell’occasione, richiamando ancora una volta al rispetto delle comuni misure di profilassi sia in ambito familiare che lavorativo, si rappresenta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha modificato, al momento, le raccomandazioni sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e delle altre misure di prevenzione e controllo, non essendo stato ad oggi individuato, per le varianti virali, un diverso meccanismo di trasmissione dell’infezione.

Gli studi sembrerebbero, tuttavia, dimostrare una maggiore carica virale nelle vie aeree superiori delle persone infettate dalle nuove varianti, per cui relativamente al distanziamento fisico, pur non essendoci evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un aumento della distanza di sicurezza, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha fornito indicazione che, sebbene un metro rimanga la distanza minima da adottare, dove possibile, sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico a due metri, soprattutto nelle situazioni in cui si debba rimuovere la protezione respiratoria (ad es. in occasione del consumo di cibo e bevande).

A tal proposito, si ritiene che in contesti già codificati in ambito lavorativo si possano continuare a seguire le indicazioni fornite in precedenza da questa Direzione, facendo riferimento in particolare alla circolare n. 850/A.P1-3255 dell’8 maggio 2020, avendo, invece, cura di rispettare una maggiore distanza interpersonale qualora si rimuovano i dispositivi di protezione delle vie aeree in spazi comuni (ad es. momenti di
pausa lavorativa con consumazione di alimenti, condivisione temporanea di luoghi in cui siano collocati distributori di cibi e bevande).

È, inoltre, di fondamentale importanza che le misure di prevenzione socio-sanitarie e comportamentali vengano rispettate anche da parte di chi ha già avuto  l’infezione o è stato vaccinato, considerando i seguenti elementi:

  •  gli studi clinici finora condotti hanno permesso di dimostrare che tutti i vaccini anti-COVID-19 riducono significativamente la probabilità di sviluppare la malattia grave o sintomatica, ma nessuno dei vaccini finora in commercio conferisce un livello di protezione del 100%;
  • la durata della protezione vaccinale non è ancora stata stabilita e la risposta protettiva al vaccino può variare da individuo ad individuo;
  • è possibile che i soggetti vaccinati possano ancora acquisire SARS-CoV-2 senza presentare sintomi e possano trasmettere l’infezione ad altri.

Ogni appartenente all’ Amministrazione, pertanto, anche se ha completato il ciclo vaccinale, per proteggere se stesso, i colleghi ed i contatti in ambito familiare e comunitario, deve continuare a mantenere le stesse misure di prevenzione, protezione e precauzione valide per i soggetti non vaccinati, sia in ambito lavorativo sia al di fuori del luogo di lavoro; in particolare, dovrà osservare il distanziamento fisico, indossare un’appropriata protezione respiratoria, igienizzarsi o lavarsi le mani secondo le prassi consolidate.

Per quanto riguarda, infine, l’utilità della rilevazione e del monitoraggio del titolo anticorpale dopo vaccinazione anti-COVID-19, si precisa che non ci sono al momento indicazioni in tal senso nella comune pratica clinica, ma tali controlli trovano giustificazione solo nell’ambito di specifici studi scientifici/epidemiologici, essendo ancora in corso di identificazione il livello di anticorpi in grado di bloccare l’attività virale.

Considerata la purtroppo usuale ed incontrollabile circolazione di notizie allarmanti e fuorvianti che, inevitabilmente, continuano ad accompagnare i giorni di questa tragica pandemia, e che non avrà certo fine per quelli che restano, si fa affidamento sulla responsabilità e sulla professionalità di ogni componente della nostra comunità, che saprà mantenere, come sempre, la lucidità e l’equilibrio necessari per affrontare al meglio ogni situazione di propria competenza.

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