Pensione di reversibilità ai figli inabili

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Il figlio unico inabile al 100% ha diritto alla pensione di reversibilità, a condizione di essere stato a carico della madre al momento del decesso. La soglia reddituale che determina questo requisito è specifica per i figli inabili totali e più alta di quanto comunemente si creda: 20.029,55 euro annui nel 2026. L’anno fiscale rilevante è quello dell’ultima dichiarazione presentata prima del decesso, quindi il Modello Redditi 2025 sui redditi 2024.

La circolare INPS 185/2015 definisce la vivenza a carico attraverso due condizioni, che operano diversamente a seconda che il figlio convivesse o meno con il genitore:

  • la non autosufficienza economica che sussiste quando il reddito individuale del superstite, al netto dei redditi non computabili per legge, non supera il limite previsto per la pensione di invalidità civile totale, pari nel 2026 a 20.029,55 euro annui;
  • il mantenimento abituale che ricorre quando il genitore concorreva in modo rilevante e continuativo al mantenimento del figlio.

Per ottenere la reversibilità, il figlio disabile a carico che era convivente con il genitore deve dimostrare almeno uno solo dei due requisiti. Se non conviveva, devono sussistere entrambi. Questo limite — parametrato alla soglia della pensione di invalidità civile totale — è più alto della soglia del trattamento minimo INPS maggiorato del 30%, che si applica invece ai figli studenti. Nel calcolo rientrano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF. Se il figlio è titolare di indennità di accompagnamento, il limite reddituale sale ulteriormente dell’importo dell’indennità stessa, che è esente IRPEF e non concorre al calcolo. Rileva l’ultima dichiarazione dei redditi presentata prima del decesso

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