Rassegna Stampa 2 Febbraio 2026

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Dopo le vergognose scene di devastazione e violenza di sabato scorso a Torino, ieri, televisione e carta stampata hanno ospitato le reazioni dei nostri rappresentanti. Tutti i video degli interventi televisivi di ieri sono consultabili sul nostro sito ufficiale, nonchè attraverso i nostri profili social: dal Segretario Generale Felice Romano (TG5 edizione delle 13 e delle 20 e TGCOM24), passando per il Segretario Generale di Torino, Eugenio Bravo (TGCOM) fino alla straordinaria interpretazione del Segretario Generale di Varese, Paolo Macchi a Fuori dal Coro condotta da Mario Giordano. Di seguito, infine, articoli ed agenzie stampa. 

https://www.youtube.com/watch?v=PJ4Bni1gAEs 

https://www.youtube.com/watch?v=aPb1d6nseBE

https://www.youtube.com/watch?v=J8mRCuIbInw 

SIULP, violenza e devastazione a Torino Romano: ‘Basta linciaggi in nome di una falsa democrazia’

 

(ANSA) – ROMA, 31 GEN – “In ogni democrazia i conflitti sociali dovrebbero essere gestiti e risolti dalla politica. Anche la protesta, se non violenta ed esercitata nel rispetto delle regole basilari del quieto vivere civile è una delle prerogative che si possono esercitare. Ma quando i tentativi di mediazione falliscono e il diritto alla protesta si trasforma in aggressione, devastazione e soprattutto linciaggio di chi rappresenta lo Stato e la legalità, lo Stato ha il dovere di intervenire per ristabilire la legalità”. Lo afferma, in una nota, Felice Romano, il segretario generale del SIULP sui disordini avvenuti al corteo di Torino. “La chiusura di Askatasuna, ha portato oggi quasi 15000 manifestanti per le strade di Torino. Il finale, visti i prodromi, purtroppo – aggiunge – sembrava già scritto: non diritto alla protesta ma solo violenza e devastazione. Le immagini tremende di delinquenti certi della totale impunità che mostrano un branco di codardi linciare un poliziotto a terra con una violenza inaudita, se ce ne fosse ancora bisogno, sono la prova di chi veramente deve essere perseguito rispetto a chi invece, si trova li solo per adempiere al proprio lavoro e al proprio dovere. Ci auguriamo che non serva un’altra tragedia come quella del collega Raciti per far comprendere chi sono i violenti, chi i delinquenti e chi invece tale violenza la subisce”. Il sindacalista ha espresso vicinanza “a tutti i colleghi feriti, quasi 70, ovviamente in particolare al collega vittima del violento linciaggio”.

Milano-Cortina: Siulp scrive a capo polizia, ‘grave disinteresse’ Lettera a Pisani, ‘Ennesima debacle organizzativa, correggere con urgenza’

 

(ANSA) – ROMA, 30 GEN – “Non siamo in grado di capire, e per questo già abbiamo sollecitato l’accesso agli atti, quali siano state le valutazioni di chi ha ritenuto che le temperature estreme delle località dell’arco alpino in cui si svolgeranno le competizioni” olimpiche, “interessate dalla presenza di svariate centinaia di poliziotti per il dispositivo di sicurezza, potessero essere affrontate con due paia di calze, un fuseaux a tre quarti di gamba, un sotto giubbotto, uno scaldacollo ed un berrettino in tessuto sintetico”. A scriverlo, in una lettera inviata al capo della polizia Vittorio Pisani, il segretario generale Felice Romano che definisce “inappropriata” la dotazione di capi di vestiario fornita ai poliziotti in campo per le Olimpiadi. “La frustrazione e la rabbia dei nostri operatori sono poi esplose quando hanno visto i colleghi dell’Arma” sottolinea Romano “con ben altro corredo”. “Ecco perché siamo costretti a chiederle come sia stato possibile che non si sia riusciti a ritagliare un qualche margine di spesa dai capitoli di bilancio per assicurare idonei e necessari capi di vestiario per garantire ai poliziotti di poter operare in sicurezza e ben protetti dalle intemperie che dovranno necessariamente affrontare” aggiunge. Il sindacalista parla di ennesima “debacle organizzativa” che, “se non corretta con urgenza e adeguatamente, andrà a certificare definitivamente l’assoluto disinteresse dell’Amministrazione per le condizioni di lavoro del personale e, quindi del relativo benessere”

Torino: Siulp, ‘basta linciaggi in nome di una falsa democrazia’  

 

Adn kronos – “In ogni democrazia i conflitti sociali dovrebbero essere gestiti e risolti dalla politica. Anche la protesta, se non violenta ed esercitata nel rispetto delle regole basilari del quieto vivere civile è una delle prerogative che si possono esercitare. Ma quando i tentativi di mediazione falliscono e il diritto alla protesta si trasforma in aggressione, devastazione e soprattutto linciaggio di chi rappresenta lo Stato e la legalità, lo Stato ha il dovere di intervenire per ristabilire la legalità. La chiusura di Askatasuna, ha portato oggi quasi 15000 manifestanti per le strade di Torino. Il finale, visti i prodromi, purtroppo sembrava già scritto: non diritto alla protesta ma solo violenza e devastazione. Le immagini tremende di delinquenti certi della totale impunità che mostrano un branco di codardi linciare un poliziotto a terra con una violenza inaudita, se ce ne fosse ancora bisogno, e la prova di chi veramente deve essere perseguito rispetto a chi invece, si trova li solo per adempiere al proprio lavoro e al proprio dovere. Ci auguriamo che non serva un’altra tragedia come quella del collega Raciti per far comprendere chi sono i violenti, chi i delinquenti e chi invece tale violenza la subisce”. Così in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp.

    “Sono vicino a tutti i colleghi feriti, oltre 15, ovviamente in particolare al collega vittima del violento linciaggio. Esprimendo contemporaneamente un plauso per la professionalità, l’equilibrio e soprattutto per il senso dello Stato che hanno dimostrato anche stasera durante l’ennesima gravissima aggressione subita. Altresì ferma condanna in tutti coloro i quali scientemente anche solo da irresponsabili, si schierano dalla parte di questi delinquenti cercando di farli passare come povere vittime del sistema e non per quello che sono: picchiatori seriali. Colleghi che considero il vanto del nostro Paese, ragazzi che non hanno esitato a prendere servizio stamane, consapevoli di quello che avrebbero dovuto subire e che hanno puntualmente subito. Stanotte torneranno a casa vigliacchi con un passamontagna nascosto in tasca e uomini con una divisa sporca di sangue. L’Italia sia fiera dei nostri uomini in divisa”. (Sib/Adnkronos)  ISSN 2465 – 1222 31-Jan-2026 21:13

 

 

 

Milano Siulp sparatoria Rogoredo segno alto rischio per agenti

lunedì 02/02/2026 14:14

 

Roma 2 feb. LaPresse – Quanto accaduto ieri a Rogoredo dove un cittadino ha sottratto una pistola a una guardia giurata dopo averlo aggredito con un bastone colpendolo alla testa e ha poi aperto il fuoco contro la Polizia che lo aveva intercettato intimandogli l alt certifica ancora una volta l altissimo livello di rischio in cui sono chiamati a operare gli uomini e le donne in divisa e i pochissimi istanti che hanno per decidere se e come intervenire . Cosi’ Felice Romano Segretario Generale nazionale Siulp Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia. Nell ultima settimana – prosegue Romano – ci sono stati due episodi entrambi a Milano nei quali i colleghi sono stati costretti a fare uso dell arma che per i poliziotti e’ e rimane l ultima risorsa a cui ricorrere nell espletamento del proprio servizio. E sottolineo costretti perche’ per condizioni di tempo luogo e per l agito delle persone affrontate era evidente il concreto e attuale rischio della propria vita pur essendo consapevoli che avrebbero dovuto affrontare un inevitabile calvario giudiziario e un possibile linciaggio mediatico. A conferma infatti che l uso dell arma per i poliziotti resta veramente l ultima alternativa nel proprio agire vi e’ il poliziotto brutalmente e vigliaccamente linciato a Torino ieri dove lo stesso anche mentre era a terra circondato da almeno una decina di persone e’ stato aggredito a martellate e da persone armate addirittura con un ascia durante un servizio di ordine pubblico. Tutto questo non ha nulla a che fare con l’invocazione al diritto che resta sacrosanto a poter manifestare il proprio dissenso. Qui si e’ avuto a che fare con delinquenti incalliti e recidivi in manifestazioni di inaudita violenza come quella che abbiamo visto dando sfogo a saccheggi e devastazione financo come detto ad arrivare a quello che per noi e’ e resta un tentativo di omicidio. Un crescendo alimentato dal senso di certezza dell’impunita’ che fa da sfondo a queste violenze. Mortificazioni fisiche e morali che i poliziotti subiscono per difendere la collettivita’. E’ necessario – aggiunge Romano – che la politica tutta e la societa’ civile prendano coscienza del livello di grave e concreta esposizione al rischio dell’incolumita’ che corrono i poliziotti e che la misura e ormai colma. Perche’ lo sconforto e la disaffezione cominciano a circolare in modo sempre piu’ evidente tra le donne e gli uomini che vestono l uniforme. A tutti questi Colleghi che sono un vanto per il nostro Paese va il nostro plauso e il ringraziamento per la professionalita’ l equilibrio e il senso del dovere dimostrato anche ieri durante la vile aggressione subita durante la manifestazione a Torino. Uno scenario aggravato poi dall’inadeguatezza retributiva che non riconosce in alcun modo il sacrificio richiesto che finisce con lo scoraggiare i lavoratori delle forze dell’ordine ingenerando un pericoloso disincentivo al prodigarsi per riaffermare la priorita’ della legalita’ andando ad accrescere la crisi vocazionale che stiamo registrando con crescente preoccupazione e denunciando con altrettanta determinazione. Ma il nemico piu’ subdolo e pericoloso e’ colui il quale cerca di giustificare queste violenze cercando ogni volta di coprire questi delinquenti con il rischio che misure piu’ concrete e stringenti possano mettere a rischio la liberta’ di esprimere il dissenso. Nessun pericolo in questo senso puo’ essere lamentato anche perche’ le donne e gli uomini in uniforme sono i primi a farsi promotori e strenui difensori della liberta’ di manifestare il proprio pensiero. Ma il limite del rispetto della legge e delle basilari norme di civile convivenza collante e fondamenta della coesione sociale e del vivere civile sono un presupposto imprescindibile per ogni esercizio dei diritti democratici che non sono negoziabili. Per questo condividiamo e facciamo nostra la puntuale analisi del Procuratore Generale di Torino Lucia Musti che ha denunciato l esistenza di una zona grigia che fiancheggia e sostiene questi focolai di rivoltosi. Un film gia’ visto e che nei cosiddetti anni di piombo abbiamo pagato a caro prezzo con troppi caduti nelle nostre fila in quelle dei magistrati dei professori universitari e dei sindacalisti sino alle piu’ alte cariche dello Stato. Auspichiamo allora che sulla sicurezza e soprattutto sulla tutela della liberta’ di tutti e non solo di chi ha propositi eversivi almeno per una volta la politica sappia esprimere una coesione trasversale evitando che questa barbarie possa tornare a spezzare vite di chi adempie al proprio dovere al servizio dello Stato e a difesa dell ordine e della sicurezza pubblica sia quella di tutti i cittadini che delle istituzioni democratiche. Nel ribadire la nostra vicinanza ai colleghi che sono stati costretti a ricorrere all uso estremo della coazione crediamo sia giunto il momento di mettere nell agenda del dibattito di questo Paese l indifferibile recupero del senso di deterrenza dei presidi normativi perche’ se non si riuscira’ a restituire all apparato repressivo una concreta efficacia la credibilita’ dello Stato verra’ inevitabilmente compromessa. Non serve offrire ulteriori incentivi alla gia’ oggi pervasiva attrazione esercitata da stili di vita antigiuridici presi ad accattivante modello dalle giovani generazioni e non solo da loro. Attendiamo fiduciosi e speriamo senza essere costretti a dover manifestare pubblicamente per coinvolgere l’opinione pubblica in questo nostro accorato appello per sollecitare l’adozione di risposte concrete e urgenti da parte delle preposte istanze . CRO LOM mdf pna 021403 FEB 26

3 – Rassegna Stampa 2 Febbraio 2026

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