Segnalazione: Concorso pubblico assunzione 13 commissari tecnici ingegneri

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Ultimo aggiornamento 21/05/2021

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 13 commissari tecnici ingegneri del ruolo degli ingegneri della carriera dei funzionari tecnici della Polizia di Stato. Segnalazione

“In riferimento al concorso in oggetto, bandito lo scorso 21 aprile, si segnala quanto segue.
All’articolo 3, comma n.1, lettera f), del richiamato bando, viene richiesto di “essere in possesso del diploma di laurea, conseguito presso una Università della Repubblica italiana o un Istituto di istruzione universitario equiparato, rientrante, ai sensi del decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, del 18 dicembre 2014 […]”

Per il “Settore Accasermamento”, in particolare, sono previsti i seguenti titoli:

  • Architettura e ingegneria edile-architettura (LM-4, 4/S)
  • Ingegneria civile (LM-23, 28/S)
  • Ingegneria dei sistemi edilizi (LM-24, 28/S)
  • Ingegneria della sicurezza (LM-26, 33/S)

Alla lettera g), è richiesta l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere e, alla lettera h), si chiede l’iscrizione nella Sezione A dell’albo professionale degli ingegneri.

Ciò premesso, è stato osservato che la previsione concorsuale testé richiamata sembra essere discriminatoria nei confronti degli architetti, dacché, da un lato si richiede il diploma di laurea in “Architettura e Ingegneria Edile – architettura (LM-4, 4/S), e dall’altro, nonostante il possesso della specifica laurea in architettura, si preclude loro la possibilità di partecipare alle selezioni laddove viene contemplata la sola iscrizione all’Albo professionale, come richiamato nella suddetta lettera h).

Si soggiunge che i requisiti richiesti sembrano essere persino in controtendenza rispetto le scelte adottate nell’ambito del concorso precedentemente bandito per la medesima figura professionale.
A tal proposito, difatti, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4^ Serie speciale “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per il conferimento di otto posti di direttore tecnico ingegnere del ruolo dei direttori tecnici ingegneri della Polizia di Stato, del 14 aprile 2015, all’articolo 3, comma 1, lettera f), veniva richiesto al candidato di essere in possesso di un diploma di laurea appartenente ad una delle seguenti classi delle lauree magistrali:

  • Architettura e ingegneria edile-architettura (LM-4)
  • Ingegneria civile (LM-23)
  • Ingegneria dei sistemi edilizi (LM-24)
  • Ingegneria della sicurezza (LM-26)

Doveva essere posseduto, dunque, un diploma rilasciato secondo il precedente ordinamento universitario, equiparato alle suddette lauree magistrali del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, conseguito presso un’università della Repubblica italiana, o di un diploma straniero dichiarato equipollente ai sensi della normativa vigente.

Alla lettera h), dell’articolo 3 del bando di concorso del 14 aprile 2015, diversamente da quello che oggi ci impegna, veniva richiesto il solo “possesso dell’abilitazione all’esercizio professionale […]”.
Il bando del 2015, dunque, consentiva la partecipazione ad entrambe le figure professionali, previo possesso del titolo abilitativo, ma senza penalizzazioni o esclusioni aprioristiche.

Nel bando di concorso ultimo, invece, gli architetti, pur se abilitati ed iscritti all’Albo professionale di riferimento, non sembrano annoverati tra coloro che potrebbero concorrere per il settore di riferimento.
Vale la pena di evidenziare, quindi, che in virtù delle sopradette modificazioni apportate rispetto l’ultimo concorso interno risalente all’anno 2015, agli architetti appartenenti all’Amministrazione sia praticamente preclusa ogni possibilità di progressione in carriera mediante concorso.

Atteso quanto sopra, tenuto conto dell’imminente scadenza dei termini per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso indicato in oggetto, si chiede di valutare ogni opportuna iniziativa volta alla rettifica dei requisiti di accesso nel senso richiesto, in maniera da consentire la partecipazione anche degli architetti abilitati all’esercizio della professione ed iscritti all’Albo professionale di riferimento degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori.

In attesa di un cenno di riscontro si rappresenta la massima urgenza, tenuto conto dei termini di presentazione della domanda e la delicatezza dell’argomento.

Distinti saluti.”

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