Sicurezza: apertura Rinnovo Contratto con fibrillazione e tavolo separati

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Ultimo aggiornamento 26/04/2024

“Si è svolto mercoledì 24 a Palazzo Vidoni, un incontro presieduto dal Ministro della P.A. Zangrillo, con la presenza dei Ministri competenti per materia del Comparto Sicurezza e Difesa, e per la prima volta, con la presenza dei sindacati delle Forze Armate e Forze di Polizia militari.

I lavori si sono aperti all’insegna di importanti fibrillazioni: la contestazione dei sindacati maggioritari, in rappresentanza dell’80% dei poliziotti, ha riguardato il rispetto delle relazioni sindacali per il mancato riconoscimento del ruolo dei rappresentanti del personale di polizia,  che hanno chiesto tavoli negoziali separati tra Forze di Polizia Civili e Militari ma, soprattutto, pesa l’assenza delle necessarie risorse, indispensabili a garantire la funzionalità del sistema, quali ad esempio gli straordinari. L’ora di lavoro straordinario è sottopagata, come già sottolineato dal Premier on. Meloni, pur di fronte a turni sempre più lunghi e massacranti imposti per la carenza di organico; un organico che continua inesorabilmente ad assottigliarsi a causa dei pensionamenti, e per l’incapacità di sopperire e formare poliziotti per il naturale turn over. Il lavoro in straordinario non può essere pagato – sottolineano i leader sindacali – anche dopo due anni.

Frizioni anche per i fondi per la operatività finalizzati a riconoscere il disagio e i servizi di prossimità con i cittadini, così come la tutela legale e sanitaria, e l’apertura del tavolo di confronto per la previdenza dedicata, atteso che sono trascorsi oltre 25 anni senza poter attivare quella complementare, per mancanza di fondi. Aspetto quest’ultimo che ha creato un grave vulnus economico per i destinatari. Infine la mancata riconvocazione del tavolo dell’area dirigenziale per la definizione del primo contratto dei dirigenti aperto sette anni fa e mai chiuso per mancanza di fondi: una cosa inammissibile. A conclusione dei lavori, non si sono dipanate le frizioni. Auspichiamo, che nella prossima convocazione dell’8 maggio, ci siano elementi risolutivi che possano farci meglio comprendere come affrontare la criticità rappresentate”.

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