SIULP, basta scarica barile politica e denigrazione Autorità perché il  rischio è lo scontro sociale irreversibile.

    35

    I fatti accaduti a Roma durante la manifestazione dei lavoratori dell’AST sono preoccupanti e fanno ritornare indietro l’orologio alla fine degli anni 70 quando, per miopia della politica del governo – che fu sordo alle esigenze e ai diritti fondamentali dei lavoratori e dei cittadini, e di alcuni partiti che avevano come unico scopo la denigrazione, a prescindere, dell’Autorità costituita ed in particolare di quella di pubblica sicurezza – le piazze e le strade del nostro Paese divennero incandescenti e ingovernabili sino alla deriva del seme sovversivo propagandato dal terrorismo.

    Ripetere oggi, per miopia politica o per giochi di potere tutti interni ai partiti per il mero fine di affermare chi comanda di più anche a costo di farlo sul pelle dei cittadini e dei  poliziotti, gli stessi errori degli anni di piombo, sarebbe veramente imperdonabile e foriero di tensioni sociali i cui sbocchi nessuno è in grado di immaginare.

    Ad affermarlo in una nota è Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP, il quale nell’esprimere la propria preoccupazione per il rischio di deriva che quel l’episodio può rappresentare, a prescindere dalla professionalità dei poliziotti o dalla giustezza delle rivendicazioni dei lavoratori, condanna senza riserva chiunque, per meri interessi personali, non ha esitato a far scontrare i lavoratori.

    Esprimere vicinanza e solidarietà ai poliziotti o ai lavoratori feriti in quella manifestazione non basta e non può essere l’unica cosa sensata da dire o da pensare dopo quanto accaduto. Giacché è necessario, sottolinea il leader del SIULP, definire immediatamente due questioni:

    la prima riguarda il fatto che bisogna sia rispettare il difficile e imponderabile lavoro che svolgono le Forze di polizia, che valorizzare, e non depauperare, la funzione dell’Autorità provinciale di P.S., politica e tecnica, atteso che è questo il livello su cui ricade, nei fatti la responsabilità di organizzare, prevede e gestire le manifestazioni di piazza in modo da garantire il diritto a manifestare ma anche il sereno e regolare vivere civile; la seconda si riferisce alla necessità che ognuno faccia fino in fondo, e nel rispetto massimo degli altri, il proprio dovere in modo da prevenire ed evitare ogni condizione o possibilità che si ripeta lo scontro tra lavoratori e rappresentanti delle Forze di polizia atteso che le risposte alle legittime e sacrosante aspettative dei lavoratori vanno date sul piano politico e dell’azione di governo e mai sul piano dell’ordine pubblico.

    In tal senso, e anche per dimostrare che il Siulp per primo è pronto a far la propria parte, continua Romano, lanciamo un appello al Governo e alla politica.

    Si convochi, come già fatto dopo gli scontri con gli studenti, immediatamente un tavolo intorno al quale far sedere i rappresentanti dei lavoratori che manifestano, quelli dei poliziotti e quelli della politica in modo da ritrovare una serena e condivisa condizione che consenta, nel rispetto dei ruoli e delle reciproche prerogative, una ritrovata fiducia e serenità affinché gli operai che scenderanno i piazza per manifestare le loro legittime aspettative possano trovare modalità e condizioni favorevoli pur nel rispetto delle norme e delle leggi che presiedono il diritto a manifestare di cui poliziotti, nell’interesse dei cittadini stessi, della democrazia e delle leggi sono i garanti.

    Mi aspetto, conclude Romano, che al di là delle solite frasi fatte o di circostanza che sentiamo ogni volta che si verificano queste triste situazioni ora si passi ai fatti e si accetti il nostro invito, nell’interesse dei diritti di tutti i lavoratori, in divisa e non, ma soprattutto nell’interesse della democrazia e del nostro futuro.

    Roma 31.10.2014

    Advertisement