U.O.P.I. FRONTIERA – Problematiche di impiego – Richiesta intervento

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Al Ministero dell’Interno
Dipartimento della P.S.
Direzione Centrale dell’Immigrazione
e della Polizia delle Frontiere
Dott. Giuseppe De Matteis
ROMA

e p.c. Al Ministero dell’Interno
Dipartimento della P.S.
Ufficio Relazioni Sindacali
ROMA

L’impiego del personale appartenente alle c.d. UOPI Frontiera è un argomento sul
quale, già nel recente passato, abbiamo stimolato le competenti articolazioni dipartimentali,
senza riuscire ad approdare ai chiarimenti richiesti.

Il Suo recente insediamento ci induce a riproporre la questione con l’auspicio di riuscire a dipanare le insolute criticità.

In premessa va ricordato che, a tenore del rispettivo decreto istitutivo del 2018, tali
unità operative “concorrono ai dispositivi di sicurezza predisposti in ambito aeroportuale
attraverso l’impiego in attività di vigilanza dinamica e protezione degli obiettivi a
particolare rischio di minaccia terroristica secondo le indicazioni fornite dalla Direzione
centrale Immigrazione e Polizia Frontiere. L’attività di vigilanza viene svolta secondo
itinerari prescelti e indicati in ambito aeroportuale nel piano Leonardo da Vinci…
nell’espletamento del servizio sono previste soste in prossimità di obiettivi sensibili e
comunque presso i siti ove la presenza delle uopi può avere effetti di deterrenza,
concretizzando l’attività di protezione e incidendo di conseguenza al livello di percezione di
sicurezza…”

Queste coordinate applicative, secondo i riscontri che ci vengono restituiti dal
territorio, e segnatamente dalla Segreteria Provinciale di Varese, risultano all’atto pratico
disattese. Al netto di un cambio di denominazione, la nuova Sezione Specializzata UOPI
Frontiera di Malpensa continua infatti a svolgere le medesime mansioni che erano affidate
alle Squadre Laser Antiterrorismo Aeroportuali.

Questo è quanto, almeno, accade presso l’Aeroporto di Malpensa, che ha in forza
una squadra UOPI composta da 14 operatori (dei quali peraltro solo 12 effettivamente
operativi), destinati quasi esclusivamente a presidiare l’area dei voli a rischio per 3 – 4 ore
consecutive. Quindi un servizio statico che contraddice i presupposti di operatività, mobilità
e visibilità declamati nel decreto istitutivo dianzi richiamato.

Tale lamentata opzione di impiego suscita non poche perplessità. Non è solo della
frustrazione del personale che aveva ben altre aspettative nel momento in cui ha preso parte alla severa procedura selettiva, ed al non meno gravoso periodo formativo, che ci
preoccupiamo. Quel che maggiormente ci interessa evidenziare è che ancora oggi non sono
state emanate le “indicazioni fornite dalla Direzione Centrale dell’Immigrazione e della
Polizia delle Frontiere” previste dall’art. 3 dell’atto istitutivo del 2018.

Un vuoto di integrazione ordinamentale che permane da ormai quattro anni e che,
anche a voler sottacere il più che comprensibile malessere dei diretti interessati, impone una seria riflessione intorno alla questione della mancata valorizzazione di risorse umane di
elevata specializzazione, chiamate ad assolvere agli stessi incarichi cui adempivano prima
del corso di alta formazione, che potrebbero essere disimpegnati da operatori generici.
Conoscendo la sensibilità di codeste istanze per i temi concernenti gli argomenti
dedotti nella presente, siamo allora a chiedere un quanto più sollecito intervento che possa
introdurre elementi di chiarezza nel senso qui proposto.

Cordiali saluti
Il Segretario Generale

U.O.P.I. FRONTIERA – Problematiche di impiego – Richiesta intervento 13.09.2022 (1)

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