Sparatoria con rapinatore armato di pistola Rogoredo di nuovo teatro di un drammatico evento

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Sparatoria con rapinatore armato di pistola Rogoredo di nuovo teatro di un drammatico evento. ROMANO (SIULP): “Ignorare la sussistenza della legittima difesa sarebbe un ’opzione irricevibile

“Ci sarebbero stati gli estremi per pensare, sulle prime, a uno scherzo di pessimo gusto. Ed invece il drammatico resoconto dello scontro a fuoco avvenuto poco fa a Rogoredo conferma che i nostri allarmi per il degrado delle periferie metropolitane, e non solo quelle, non può più essere relegato, come è stato avventatamente fatto da miopi visioni inclini ad un ingiustificato ottimismo, a mera percezione di insicurezza. L’iperbole degenerativa della violenza di strada permea le cronache della quotidianità e gli operatori delle forze di polizia sono chiamati ad arginarla esponendosi al rischio per la propria incolumità e con l’unica certezza che, nella migliore delle ipotesi, se avranno la fortuna di riuscire a tornare a casa al termine del servizio, devono accettare il rischio di essere sottoposti ad una rigorosa disamina del loro operato. Quello che la collettività conosce con il nome di atto dovuto, algida formula che ritualmente accompagna le iscrizioni nel registro degli indagati, è per un poliziotto l’inizio di una indicibile serie di sofferenze, morali e patrimoniali, che si trascineranno per anni. Anche quando ci sarebbero stati i presupposti per evitare queste afflizioni che, in non pochi casi, sembrano più un asettico omaggio all’abitudine che una reale, effettiva, esigenza investigativa. E così, a distanza di pochi giorni da quando, con scelta che ha suscitato in noi non poche perplessità, un collega è stato indagato con l’accusa di aver volontariamente ucciso chi, secondo le ricostruzioni di cui disponiamo, ha reagito in presenza di cause di giustificazione scriminanti, ci troviamo oggi davanti ad altri operatori che hanno aperto il fuoco contro un antagonista che aveva esploso verso il loro veicolo colpi di un’arma di cui si era poco prima impossessato rapinandola ad una Guardia Giurata. Pur con le cautele imposte da una situazione di estrema delicatezza, se verrà confermata la tessitura dell’accaduto, faticheremmo a capire dove riposerebbe l’esigenza di considerare imprescindibile l’avvio di un’indagine nei loro confronti. Né sarebbe semplice capire quali potrebbero essere i presupposti di una simile iniziativa dell’Autorità Giudiziaria. Una cosa però è certa. Da come verranno condotti questi accertamenti, da quale cioè sarà il tipo di inquadramento della posizione giuridica che i colleghi assumeranno, dipende la credibilità di un sistema che pare considerare prioritario verificare la correttezza dell’agito dei poliziotti, ma che non dedica altrettanto zelo nei confronti di chi attenta alla loro incolumità.

L’auspicio è quello che, almeno stavolta, si trovi il coraggio di fare buon governo degli istituti del diritto penale, che offrono solidi approdi per poter assicurare l’esercizio della giurisdizione, e della ragionevolezza, evitando l’adozione di provvedimenti che acuirebbero il sentimento di frustrazione, e di rabbia, delle donne e degli uomini in divisa.

Non ce ne sarebbe davvero bisogno. Nell’esprimere pertanto la nostra fraterna vicinanza ai colleghi che sono stati costretti a ricorrere all’uso estremo della coazione, crediamo sia giunto il momento di mettere nell’agenda del dibattito di questo Paese l’indijferibile recupero del senso di deterrenza dei presidi normativi, perchè se non si riuscirà a restituire all’apparato repressivo una concreta efficacia la credibilità dello Stato verrà inevitabilmente compromessa. Non serve offrire ulteriori incentivi alla già oggi pervasiva attrazione esercitata da stili di vita antigiuridici, presi ad accattivante modello dalle giovani generazioni, e non solo da loro”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico.

SIULP CS#3-2026 SPARATORIA A MILANO

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