Vicenda Bologna. ROMANO (SIULP): “Certi del corretto operato dei colleghi. No a strumentalizzazioni e piazze di parte”.

1035

In merito ai fatti tragicamente accaduti ieri a Bologna nella zona del Pilastro, che hanno visto la morte di Abderrahim Fakir nel corso di un controllo di polizia, non di iniziativa, ma richiesto dai residenti direttamente al numero unico di soccorso pubblico perché un cittadino palesemente esagitato e violento aveva aggredito dei passanti e danneggiato delle cose, interviene con pacatezza ma anche fermezza il Segretario Generale del SIULP, Felice Romano:

“Di fronte alla perdita di una vita umana, il nostro primo pensiero va al dolore della famiglia giacché quando si perde una vita, abbiamo perso tutti. Su questo non ci possono essere né divisioni né esitazioni. Al contempo, però, siamo assolutamente certi della correttezza dell’operato dei colleghi coinvolti. Una certezza che trova già un primo riscontro positivo nelle notizie riportate dai media in merito all’applicazione del registro modello 45 bis. L’intervento è stato condotto con la consueta professionalità e proporzionalità, tanto è vero che pur avendo il taser al seguito hanno utilizzato solo spray al capsicum, in un contesto operativo complesso, alla presenza di personale sanitario del 118 e di cittadini che coadiuvano gli Agenti ad immobilizzare Fakir che continuava ad essere in palese stato di esagitazione”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Pur nel rispetto delle istituzioni e senza voler scadere nell’errore di chi pare alimentare lo scontro piuttosto che rasserenare gli animi, stigmatizziamo con la massima fermezza le parole e le condotte di chi pare più interessato a cavalcare questa tragedia per evidenti scopi di parte. È gravissimo e inaccettabile che a farlo sia anche chi riveste un ruolo di altissima responsabilità istituzionale e che arrivi a dare persino l’impressione di soffiare sul fuoco, con il rischio di alimentare tensioni o promuovere processi di piazza che rischiano di sfociare in pericolosi scontri istituzionali, piuttosto che rasserenare gli animi e collaborare a fare piena chiarezza di quanto accaduto. La Polizia di Stato e gli operatori coinvolti si sono posti sin dal primo momento a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria. È primario interesse delle donne e degli uomini in divisa che ogni singolo dettaglio dell’intervento emerga con cristallina chiarezza, valutando l’intero sviluppo dei fatti e non meri spezzoni di video decontestualizzati diffusi sui social per alimentare l’emotività. Rinnoviamo la nostra totale fiducia nella Procura della Repubblica di Bologna e nel lavoro dei magistrati, gli unici titolati ad accertare la verità nello Stato di Diritto. Respingiamo ogni misero tentativo di trasformare un dramma umano in un ring di propaganda politica, a tutela dell’onore dei colleghi, della legalità e del rispetto dovuto alla persona deceduta”.

Roma, 20 Luglio 2026

Advertisement