Rotte migratorie algerine - Situazione esplosiva per i colleghi e per la popolazione sarda.
· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

La Sardegna perno cruciale delle rotte migratorie algerine. Romano (SIULP): “Situazione esplosiva per i colleghi e per la popolazione sarda. Il Ministro Piantedosi intervenga”.
Ogni giorno ne arrivano a decine. Tutti dall’Algeria. Le forze dell’ordine cercano di arginare il fenomeno ma la saturazione è oramai ai massimi livelli e da più parti si segnalano cittadini e commercianti esasperati per furti, rapine e pestaggi. Una situazione esplosiva che da un momento all’altro può sfociare nell’irreparabile. Dall’inizio del 2026, sono più di 3.400 gli sbarchi lungo la rotta Annaba-Sulcis. In condizioni di mare calmo, bastano 7-8 ore di navigazione con un barchino di legno di appena 5-6 metri per catapultare in Sardegna frotte di immigrati, alcuni dei quali scompaiono in mare aperto, morti delle quali non si saprà mai nulla: “Abbiamo sempre sottolineato come Siulp che la sicurezza di un territorio è la precondizione fondamentale affinché quello stesso territorio fiorisca sotto il profilo economico, culturale e sociale. L’integrazione è altresì un perno fondamentale del nostro futuro, ma quest’ultima non può avvenire senza un patto europeo che disciplini flussi regolari in relazione alle esigenze dei singoli territori, ma con altrettanta fermezza, per contrastare quella irregolare e tutte le forme di criminalità che stanno speculando sulla nuova tratta degli esseri umani tra Algeria e Italia, traendone profitto e minando la legalità”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Sappiamo che alla base di tali tratte, esistono vere e proprie associazioni a delinquere e grazie alla sapiente indagine della Squadra Mobile della Questura di Cagliari in collaborazione con il Sisco e coordinata dalla Dda di Cagliari, si è già potuta smantellare una prima organizzazione criminale con l'arresto di 8 persone, ma il fenomeno va avanti. E non si arresta. Soprattutto in mezzo a tanta brava gente, in cerca di un mondo migliore, si mascherano criminali i quali già in passato sono stati autori di azioni criminose in giro per l’Europa. La Sardegna è oramai, al pari di Lampedusa, allo stremo delle forze. Il Cas di Monastir è una bomba ad orologeria e si sente da più parti parlare di giustizia fai da sé e ronde tra la popolazione. Interverremo come Siulp presso il Ministro Piantedosi affinchè ponga in essere ogni possibile iniziativa per porre fine a questa piaga, iniziando con il richiedere il rinforzo degli organici di Polizia di tutta l’isola a partire dal suo capoluogo”.
Roma, 8 Ottobre 2026
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