Attagliamento dei candidati al concorso per 1350 Allievi Agenti

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Ultimo aggiornamento 07/05/2021

Attagliamento dei candidati al concorso per 1350 Allievi Agenti – Aggregazione personale dei C.R.I V.E.C.A. al Centro Polifunzionale di Roma disposta con nota prot. 33635 del 22/04/2021 della Direzione Centrale Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale. Richiesta chiarimenti

Riportiamo il testo della lettera inviata il 5 maggio u.s. al Dipartimento della P.S.:

“Con la circolare meglio in rubrica indicata la Direzione Centrale in oggetto ha disposto l’aggregazione presso il Centro Polifunzionale di Roma – Spinaceto di un dipendente per ciascuno dei C.R.I. V.E.C.A. regionali – a rotazione – nel periodo che va dal 26 aprile al 4 giugno p.v.
Parliamo quindi, complessivamente, di sette dipendenti che si alterneranno nel corso di sei settimante per – secondo quanto si apprende – le “attività relative all’attagliamento dei CANDIDATI del concorso in oggetto”.

Una prima criticità che rileviamo è la purtroppo non inedita tendenza a disporre l’invio fuori sede di personale senza alcun adeguato termine di preavviso. La nota dell’articolazione dipartimentale summenzionata reca infatti il protocollo del 22 aprile. Questo significa che il primo gruppo inviato in missione ha avuto tre giorni per potersi organizzare, inframezzati tra l’altro dal fine settimana. E siccome l’avvio delle prove selettive dei candidati al concorso da Allievo Agente erano da tempo programmate, questa improvvisazione davvero non si spiega.

Si spiega invero ancora meno la necessità di ricorrere all’ausilio di sette dipendenti per procedere alle prove delle uniformi dei candidati, registrandone le taglie. Sia perchè discutiamo di attività che qualunque generico operatore sarebbe stato in grado di fare. Sia perchè, in ogni caso, per quanto abbiamo avuto modo di verificare presso gli uffici che sono stati chiamati a contribuire a tali incombenti, non ci sono professionalità specificamente qualificate – o ve ne sono un numero ridottissimo – per le summenzionate esigenze.

Detto quindi che non sembra sarebbe stato così difficile immaginare di reperire sette – sette, mica settanta! – dipendenti della Polizia di Stato nell’ambito del bacino della Capitale, risparmiando per un verso qualche migliaio di euro, e per l’altro evitando di mettere sotto pressione i Centri Interregionali che, già limati all’osso con l’organico, si stanno occupando delle fondamentali operazioni di approvvigionamento e distribuzione dei dispositivi di protezione sanitaria a tutti gli uffici del rispettivo comprensorio, ci sono alcune ulteriori sfumature che rendono decisamente astrusa la determinazione di cui siamo ad occuparci.

Se, infatti, l’attagliamento interesserà tutti i candidati, e non solo quelli risultati idonei come sino ad ora è avvenuto, atteso che per statistica consolidata circa il 70% non supererà le selezioni, è evidente che, a fronte dei 1350 vincitori previsti, verranno inutilmente registrati i dati di circa ulteriori 3000 concorrenti. Una notevole mole di lavoro la cui inutilità suscita non poche perplessità.

Ma quand’anche si volessero superare i non pochi momenti di opacità sin qui passati in rassegna, resterebbe pur sempre non sanato l’aspetto che, al netto degli sprechi, concerne la salute e la tutela sanitaria del personale impiegato in questa atipica attività, che comporta una inevitabile esposizione al rischio. Non solo perchè gli stessi capi verranno fatti indossare a circa 5000 diversi candidati, quindi con una promiscuità che non può essere trascurata; ma anche perchè il “prendere le misure” postula una vicinanza, e financo un contatto, che elude la distanza minima interpersonale imposta dalle vigenti disposizioni.

Abbiamo ragione di ritenere che saranno stati adottati adeguati protocolli di prevenzione. Ma di certo queste deroghe, e questi fattori di rischio, non sono stati condivisi con le organizzazioni sindacali e/o comunicati ai RLS, che nella sostanza poi finiscono generalmente per coincidere.
Non siamo quindi a ragionare di un bagatellare sgarbo istituzionale, ma di una omissione che impone un immediato chiarimento al fine di apprendere informazioni essenziali allo svolgimento delle prerogative che, soprattutto in un tribolato periodo come quello che stiamo vivendo, devono essere rivendicate come inattingibili.

Confidiamo in una quanto più solerte replica che consenta di colmare il lamentato vuoto informativo, auspicando che per il futuro sia osservato con maggior scrupolo il doveroso rispetto della funzione di verifica che la legge demanda ai RLS.

Distintamente.”

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