Definizione dei criteri per la formulazione dei pareri ostativi al trasferimento del personale

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Nel pomeriggio del 27 maggio si è tenuto l’atteso incontro presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza incentrato sulle procedure di mobilità del personale della Polizia di Stato e, nello specifico, sull’avvio del Gruppo di lavoro incaricato di ridefinire i criteri per la formulazione dei pareri ostativi ai trasferimenti e per la gestione delle incompatibilità ambientali. Per l’Amministrazione era presente il vice prefetto Maria De Bartolomeis, Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, il dottor Massimo Ucci, Direttore del Servizio Sovrintendenti Assistenti e Agenti in qualità di coordinatore del Gruppo di lavoro, il dottor Patrizio Canale Parola, quale coordinatore supplente, e i vicari dei questori di Catanzaro, Napoli e Milano.

Abbiamo accolto positivamente l’apertura di questo tavolo di confronto, fortemente sollecitato a garanzia e tutela delle numerose posizioni pendenti, per introdurre finalmente trasparenza e uniformità in una materia delicatissima, nel rispetto e nell’osservanza delle norme che presidiano al procedimento amministrativo.

Il SIULP, nel prendere favorevolmente atto del lavoro preliminare già fatto dal Gruppo di lavoro, e nel richiamare la copiosa corrispondenza in materia, ha ribadito ed evidenziato con forza come l’attuale gestione dei pareri formulati dai Questori sia troppo spesso inficiata da provvedimenti carenti di motivazioni reali, se non addirittura basati su abnormi enfatizzazioni di circostanze del tutto irrilevanti. È stato infatti rimarcato come l’individuazione di criteri chiari, trasparenti e uniformi non sia più procrastinabile e come, in questo delicato processo di definizione, il Sindacato debba necessariamente esercitare un ruolo attivo.

Nel corso del confronto è stata evidenziata la necessità di prevedere una forma di contraddittorio prima dell’emanazione del parere negativo, un passaggio di civiltà giuridica indispensabile per evitare che l’Amministrazione proceda sulla base di valutazioni unilaterali. Altrimenti, i provvedimenti continueranno a produrre effetti devastanti su poliziotti che non hanno mai commesso nulla e che si vedono ingiustamente colpiti da fatti attribuiti a parenti mai frequentati o, spesso, perfetti sconosciuti.

Il SIULP ha voluto ricordare che le conseguenze di tali decisioni non sono soltanto un grave disagio personale, ma colpiscono pesantemente la sfera familiare, economica e professionale dei malcapitati. Un impatto umano così profondo che nessuna Amministrazione dovrebbe permettersi di sottovalutare. Risulta peraltro evidente che, una volta adottato un provvedimento di incompatibilità, nessuno potrà più restituire l’onore e la dignità persa al lavoratore e alla sua famiglia. Infatti, è inaccettabile che vengano sviluppati elenchi di precedenti penali o di polizia a carico di parenti e affini senza che vi sia alcun approfondimento sul potenziale e reale condizionamento che questi potrebbero comportare sul dipendente, arrivando al paradosso di motivare l’incompatibilità adducendo la condanna riportata da uno zio decine di anni fa, magari per un reato minore che nel frattempo è stato persino depenalizzato. A questo si aggiunge la superficialità di istruttorie amministrative che a volte non verificano nemmeno se il consanguineo in questione risieda ancora in quel territorio o se il poliziotto mantenga effettivamente rapporti stabili con lui.

Per questa ragione, il SIULP ha richiamato fermamente l’Amministrazione al rispetto di quanto sancito dal Consiglio di Stato nel 2021, secondo cui il giudizio di incompatibilità deve essere munito di adeguata motivazione, adottato sulla base di ragioni oggettive e rigorosamente proporzionato tra la tutela del prestigio dell’Istituzione e le legittime aspettative del dipendente. Abbiamo inoltre ribadito la necessità di rivedere le posizioni attualmente pendenti tenendo conto dei criteri oggettivi, nelle more dell’auspicata veloce determinazione del Gruppo di lavoro.

C’è dunque bisogno di un intervento strutturale, serio e definitivo, affinché si ponga fine a questi automatismi burocratici e a interpretazioni prive di oggettività, restituendo certezze e dignità al personale della Polizia di Stato. Per questo motivo, nel proseguo degli incontri, il SIULP chiederà la costituzione di un osservatorio da far riunire almeno su base annuale finalizzato alla verifica della esatta applicazione di quelli che saranno i principi condivisi.

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