L’intervento vede protagonista Alessandro Stefanì (Segretario Nazionale SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) in collegamento con Paolo Del Debbio a “4 di Sera”.
I temi principali sono:
- Critica ad Amnesty International: Stefanì definisce “assurdo” il seminario organizzato da Amnesty su come difendersi dalla polizia. Sottolinea che in una democrazia i cittadini non dovrebbero temere le forze dell’ordine, il cui gradimento è anzi in crescita.
- Inefficacia della giustizia: Il vero problema, secondo il sindacato, non è l’operato della polizia ma il sistema giudiziario che lascia liberi soggetti pericolosi (viene citato il caso di un criminale con 23 condanne a piede libero o sottoposto a semplici obblighi di firma).
- Il rischio “fai da te”: La paura del SIULP è che i cittadini, percependo l’assenza dello Stato, inizino a volersi difendere da soli dai criminali.
- Lo Stato che indietreggia: Del Debbio ipotizza che gli agenti abbiano paura ad intervenire per il rischio di conseguenze legali e mediatiche. Stefanì conclude con un concetto forte: quando un poliziotto è costretto a scappare o indietreggiare di fronte alla violenza, è lo Stato stesso che sta indietreggiando.






