Giochi olimpici e paraolimpici invernali Milano-Cortina 2026 tra approssimazione logistica e rischi per la salute. Richiesta di urgente intervento e di accesso agli atti
“Al tavolo di confronto dello scorso 20 gennaio nel corso del quale erano stati discussi gli aspetti organizzativi relativi ai giochi olimpici invernali che avranno inizio tra pochi giorni, erano state espresse articolate perplessità per un impianto organizzativo che, già prima facie evidenziava preoccupanti momenti di improvvisazione.
Dalle notizie che ci vengono restituite dai territori interessati dall’arrivo dei primi aggregati, in disparte le irrisolte ambiguità sull’avvicendamento bisettimanale del personale, su cui era stato assunto un preciso impegno, si è appreso che le dotazioni previste per affrontare le rigide temperature attese sull’arco alpino consisterebbero in qualche capo di biancheria intima senza ricambio, quasi che il diritto all’igiene personale sia considerato un lusso, un paio di guanti ed un copricapo. Nulla a che vedere con la tanto decantata divisa invernale sperimentale per i servizi di ordine pubblico.
Se questa prima impressione trovasse conferma saremmo di fronte all’ennesima grave disattenzione per le condizioni di lavoro del personale in un contesto che comporta esposizioni di lunga durata a rigidità climatiche non comuni. Che si vorrebbe venissero affrontate con i medesimi indumenti utilizzati in ambienti urbani ordinari.
Tutto ciò è semplicemente offensivo per la dignità degli operatori e rende evidente l’incapacità dell’Amministrazione non solo di assicurare un minimo di decoro e di benessere al personale, ma anche, qualora il problema fosse nella scarsa disponibilità delle voci di bilancio, di riuscire a recuperare minime risorse dai 2,4 miliardi di euro impegnati per l’evento olimpico. Una bruciante delusione ancor più indigeribile se si pone mente al fatto che ciascuno delle centinaia di tedofori che hanno portato la fiaccola olimpica per percorrere il non esattamente ragguardevole tratto di strada di 200 metri, sono stati vestiti di tutto punto con sfavillanti completi.
Manco le briciole del luculliano banchetto allestito per celebrare le italiche virtù.
Per dire che la prossima volta che ci si verrà a parlare degli sforzi dell’Amministrazione per contenere le cause di disagio potrebbe trovarci un attimino contrariati. E siccome questo non sarebbe che l’ennesimo svarione dell’apparato preposto alla logistica ed agli approvvigionamenti, crediamo sia giunto il momento di definire i piani delle responsabilità.
Siamo per l’effetto a chiedere, significando l’urgenza dell’istanza:
▪ se è stato fatto uno studio, e nel caso chi ne sia stato investito, per individuare quali fossero le caratteristiche minime dell’abbigliamento per assicurare standard adeguati di benessere nello svolgimento dei servizi in zone con temperature medie stagionali abbondantemente sotto lo zero termico, in ogni caso con acquisizione della relativa documentazione;
▪ quale sia stato lo stanziamento assegnato per l’acquisto dei capi di vestiario, e se sia stato fatto in relazione all’eventuale studio di cui al punto che precede, o se piuttosto il gruppo di lavoro che se ne è occupato si è dovuto attenere alle risorse appostate.
▪ quale sia la composizione del corredo che è stato e/o verrà distribuito a ciascun operatore;
▪ quale sia il costo impegnato per l’acquisto di ciascun corredo.
In attesa della documentazione in narrativa porgiamo i nostri più distinti saluti.”






