Piano vaccinale – Esclusione del personale con età superiore ai 55 anni

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Piano vaccinale per il personale della Polizia di Stato. Esclusione del personale con età superiore ai 55 anni. Richiesta di chiarimenti.

Il piano vaccinale per il personale della Polizia di Stato, presentato alle OO. SS. nel corso della riunione del 9 febbraio, è stato poi trasposto nella circolare della Direzione Centrale di Sanità del giorno seguente. Il dato pacifico che emerge è che il vaccino scelto, prodotto dalla casa farmaceutica Astra Zeneca, è quello reperito dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, ragione per la quale non è possibile una diversa scelta.

Orbene, pur nella consapevolezza che, a causa della ristretta disponibilità di altri prodotti, non è possibile individuare una soluzione alternativa, si pone ora il problema della prescrizione di utilizzo che limita ai soggetti di età inferiore ai 55 anni la somministrazione dello specifico vaccino di cui siamo a discutere. Una precauzione che, come ci è stato spiegato, discende dallo scarso coinvolgimento negli studi finora effettuati di chi ha età superiori, per cui non può dirsi ancora provata l’efficacia del vaccino. Di talché L’ AIFA ha ritenuto di riservare il vaccino ai soli soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono, ad oggi, disponibili evidenze consolidate.

Nella richiamata circolare si da invero anche conto che, quanto alla vaccinazione degli operatori di età superiore ai 55 anni, erano comunque in corso interlocuzioni con gli organi preposti al fine di determinare la tipologia di vaccino da utilizzare. La criticità, che per quanto precede è evidente non sia ascrivibile al Dipartimento della P.S., sta però suscitando inquietudini sul consistente numero di operatori che, allo stato attuale, non si vedranno garantire la copertura vaccinale. Parliamo approssimativamente di circa 20 mila
dipendenti, quindi di una parte decisamente rilevante del totale, con una significativa incidenza sul gruppo della dirigenza che ricopre le funzioni più delicate nella gestione degli uffici territoriali. Ma che, non di meno, lascia esposto anche un non meno consistente gruppo di quadri intermedi che svolgono funzioni di raccordo gestionale di non trascurabile importanza.

Gli uni e gli altri, insomma, rappresentano risorse umane difficilmente fungibili, che in ragione dell’età sono anche i più esposti ai pericolosi effetti della malattia e che, in effetti, già li ha visti pagare un significativo tributo statistico in termini di contagio.

Nello spirito di poter offrire adeguate risposte alle comprensibili preoccupazioni degli interessati, siamo quindi a chiedere se, con ogni consentita sollecitudine, sia possibile disporre di più circostanziate informazioni sui tempi necessari a predisporre e dare attuazione ad un piano alternativo di somministrazione del vaccino agli ultra 55enni.

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