In questo articolo abbiamo già trattato l’argomento con riferimento al significato del codice 676. Oggi, su sollecitazione di un nostro lettore ritorniamo sull’argomento con riferimento al codice 75 anch’esso utile per interpretare correttamente un avviso di giacenza e ottenere un’indicazione preliminare sulla tipologia di comunicazione ricevuta.
Il codice raccomandata 75 appartiene a una famiglia di codici (75, 76, 77, 78 e 79) utilizzati per notificare atti giudiziari, multe e comunicazioni di carattere fiscale.
In molti casi, questi documenti vengono inviati direttamente dal tribunale oppure da privati tramite l’ufficiale giudiziario, che può delegare la consegna all’ufficio postale.
Oltre alle sanzioni amministrative, la raccomandata con codice 75 può contenere comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto nei casi di controlli sulla dichiarazione dei redditi o verifiche documentali. Per comprendere il contenuto potenziale di una raccomandata con codice 75, è utile ricordare quali documenti vengono notificati tramite ufficiale giudiziario.
Nell’ambito del processo civile, gli atti giudiziari includono, tra gli altri:
- una citazione in giudizio;
- la notifica di un decreto ingiuntivo;
- un precetto, ossia l’avviso con cui si informa il debitore che, in mancanza di pagamento entro dieci giorni, può scattare il pignoramento,
- la comunicazione di una sentenza o di un altro provvedimento del giudice.
Nel settore penale, invece, possono rientrare:
- la comunicazione di conclusione delle indagini,
- la fissazione dell’udienza preliminare,
- il decreto di citazione a giudizio,
- la richiesta di archiviazione;
- una citazione a comparire come testimone.
Se un automobilista è coinvolto in un sinistro stradale e nasce una controversia civile, la controparte potrebbe avviare un giudizio. In questo caso, la prima comunicazione ufficiale arriverebbe tramite un atto giudiziario notificato con un codice appartenente alla categoria del 75.
Una domanda frequente riguarda la necessità di recarsi o meno in posta a ritirare la raccomandata. Da un punto di vista strettamente legale, non ritirare la busta non evita le conseguenze del suo contenuto.
Il motivo risiede nel principio della compiuta giacenza: se una raccomandata rimane depositata presso l’ufficio postale per 30 giorni senza essere ritirata, si considera comunque notificata. Gli effetti giuridici iniziano quindi a decorrere a prescindere dall’effettiva presa visione.
Se un avviso con codice 75 viene lasciato nella cassetta postale il 1° luglio e la raccomandata non viene ritirata, dal 31 luglio, la comunicazione risulta legalmente notificata. Da quel momento iniziano i termini per eventuali opposizioni, ricorsi o adempimenti fiscali.
La compiuta giacenza per gli atti giudiziari è ancora più breve: se entro 10 giorni il destinatario non ritira l’atto, questo si riterrà ugualmente notificato.
Ignorare la raccomandata con codice 75, dunque, può comportare rischi concreti. Si potrebbe, ad esempio, perdere la possibilità di contestare una multa nei termini o di regolarizzare una posizione fiscale prima dell’applicazione di sanzioni più severe. Il destinatario potrebbe non accorgersi dell’avvio di un procedimento giudiziario o di un atto che richiede una risposta tempestiva.
In ambito fiscale, la mancata conoscenza del contenuto può comportare la perdita di agevolazioni o della possibilità di fornire documentazione aggiuntiva richiesta dall’Agenzia delle Entrate.






