Roma – Cortei Intervista audio al Segretario Generale Felice Romano

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Ultimo aggiornamento 13/07/2019

 

AMI Agenzia Italiana Multimediale

 

Infiltrati tra i manifestanti? Le immagini corrono sul web

 

 

 

Alcune foto della manifestazione lasciano spazio a ipotesi di infiltrazioni da parte delle forze dell’ordine. Il dubbio approda in Parlamento. La difesa del sindacato di polizia

 

Pubblicate sul web numerose immagini degli scontri che mostrano manifestanti con radioline, manette e manganello. O che vengono aiutati a rialzarsi e rivestirsi dalle forze dell’ordine. E poi l”uomo con la pala” che si aggira indisturbato prima tra manifestanti e poi tra i finanzieri. Le ipotesi di infiltrazioni rimbalzano in internet e approdano il Parlamento: su richiesta della Finocchiaro, Maroni riferirà alla Camera. La difesa di Felice Romano segretario generale del sindacato di polizia.

 

 

 

Felice Romano, segretario generale del Siulp (sindacato italiano unitario dei lavoratori di polizia) nega la possibilità di infiltrazioni. «Sono molto indignato: il pensiero che un poliziotto si infiltri in mezzo ai manifestanti per creare disordine lo ritengo un’offesa al sacrificio che le forze dell’ordine fanno per difendere garantire l’ordine pubblico e il diritto a chi non la pensa come il governo del momento a manifestare democraticamente il proprio dissenso».

 

 

 

Eppure sono molti gli elementi storici che inducono a pensare che che ci siano zone grigie di devianza all’interno delle forze dell’ordine che utilizzano infiltrati per stimolare scontri, utili a scuri progetti politici. La mente vola al G8 di Genova, alle comprovate ipotesi complottistiche degli anni settanta, alle “sparate” di Cossiga negli ultimi anni. «Che ci possa essere un’appartenente alle forze di polizia che possa abusare della propria funzione lo do per scontato in un apparato così complicato qual è quella della sicurezza lo do per scontato, fa parte dell’essere umano reagire in modo sbagliato sotto pressione».

 

 

 

Quella foto di quel povero finanziere che dopo essere aggredito e spogliato ha cercato di difendere la pistola per la sicurezza sua e degli altri manifestanti e la prima indicazione uscita è che lui avesse tirato fuori la pistola per usarla. Quasi sempre i fatti danno ragione alla polizia e quando non è così i poliziotti pagano perché noi non ci sottraiamo al giudizio dell’opinione pubblica né dell’autorità giudiziaria».

 

 

 

E “il signore con la vanga”?

 

«Lei pensa che se fosse un poliziotto o un finanziere se ne sarebbe stato così impassibile di fronte al finanziere che viene preso a calci in faccia da un manifestante. I nostri agenti in borghese hanno giubbotto, manganello e placca al collo».

 

Secondo il segretario, di fronte a queste ipotesi il maggior danno va ai poliziotti che quotidianamente garantiscono la sicurezza. «Inoltre gli scontri non hanno fatto altro che inquinare la protesta legittima degli studenti: qui si sta attaccando la democrazia e i processi democratici di un popolo civile».
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