Esami diagnostici in farmacia

0

Dal primo gennaio le farmacie diventano veri e propri presidi sanitari territoriali capaci di effettuare esami diagnostici completi, senza fare code e senza spostarsi dalla propria città.

Questa assistenza sanitaria di prossimità è prevista dal decreto attuativo della riforma dei servizi farmaceutici. Le farmacie potranno effettuare esami di laboratorio completi, utilizzando strumentazioni certificate e affidandosi a personale adeguatamente formato. Trattasi di analisi ematiche per la rilevazione degli ormoni, controlli approfonditi sulla funzionalità renale ed epatica, marker cardiaci per valutare la salute del cuore, test infiammatori e persino screening oncologici rapidi. Tra questi ultimi figurano il test del PSA per il tumore della prostata e gli esami per il carcinoma del colon retto.

Un aspetto molto importante riguarda la validità di questi referti: non si tratta di semplici indicazioni orientative, ma di documenti clinicamente riconosciuti che verranno inseriti direttamente nel fascicolo sanitario elettronico di ciascun paziente.

L’obiettivo del legislatore è quello di ridurre drasticamente i tempi d’attesa che attualmente caratterizzano il sistema sanitario nazionale e rendere i controlli di routine accessibili a tutti, senza discriminazioni geografiche o economiche.

I pazienti diabetici, ad esempio, potranno beneficiare enormemente di questa innovazione. Lo stesso vale per chi deve tenere sotto controllo la funzionalità tiroidea, i valori epatici o i marker cardiaci, evitando spostamenti onerosi e lunghe attese.

Secondo la riforma, saranno, tuttavia, le singole regioni a definire con precisione l’elenco degli esami consentiti in farmacia e le modalità attraverso cui verranno rimborsati i costi sostenuti dai cittadini, permettendo a ciascuna amministrazione regionale di calibrare l’offerta in base alle esigenze specifiche della popolazione locale.

Le farmacie che intendono aderire al nuovo sistema dovranno però dotarsi di spazi riservati dove garantire la privacy dei pazienti durante il prelievo e l’esecuzione degli esami. Le apparecchiature utilizzate dovranno essere conformi agli standard di sicurezza e qualità previsti dalla normativa vigente, con l’obiettivo di contrastare il proliferare di una diagnostica improvvisata o poco affidabile. La certificazione degli strumenti e la formazione specifica del personale farmaceutico rappresentano i pilastri su cui si fonda questa trasformazione, garantendo ai cittadini la stessa affidabilità che troverebbero in un laboratorio ospedaliero.

L’implementazione di un cambiamento così profondo non avverrà in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, ma procederà attraverso una fase sperimentale che coinvolgerà inizialmente le regioni più attrezzate dal punto di vista organizzativo. Nei prossimi mesi partiranno i primi progetti pilota in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, tre delle regioni italiane con il maggior numero di farmacie e una consolidata tradizione di innovazione sanitaria. Questi territori fungeranno da laboratorio per testare l’efficacia del nuovo modello, individuare eventuali criticità e mettere a punto le procedure operative che, successivamente, verranno estese al resto d’Italia.

Advertisement