La frase shock di Concita Borrelli riguardo lo stupro. ROMANO (SIULP): “Sdegno e condanna. Parole indecorose per tutte le donne, in particolare per tutte quelle impegnate contro questa piaga come le donne in divisa”.
Non si placano le polemiche a seguito di quanto affermato da Concita Borrelli ieri sera nella trasmissione di Bruno Vespa, “Porta a Porta”: “Affermazioni gravissime e soprattutto inaccettabili. Quando a pronunciare queste frasi deliranti è una donna, allora quelle parole diventano anche pericolose, macigni che travolgono dignità, storie, sofferenze e lotte fatte a tutela delle donne. Sì, perché questa dichiarazione, uscita dalla bocca di una donna, “sdogana”, e quasi legittima, la perversa idea machista che in fondo in fondo alla donna piaccia essere violentata, umiliata e sottomessa. Chi l’ha pronunciata non deve solo chiedere scusa davanti ad una telecamera. Deve chiedere scusa davanti ad una delle tantissime vittime di violenza sessuale, guardandola negli occhi, respirando l’odore della sua paura e della sua sensazione di essere “sporca e sbagliata” proprio per affermazioni come quelle sentite ieri sera che abbiamo dovuto combattere sinora e che ritenevano che la donna, in fondo in fondo se l’era cercata. Quello che addolora e che chi le ha pronunciate sembra debba ancora rendersi conto che frasi simili hanno un peso e se pronunciate da un salotto televisivo considerato serio e rispettabile, sul canale primario della TV di Stato, possono “normalizzare”, se non autorizzare, le fantasie malate di stupratori e violenti”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Con una simile dichiarazione, purtroppo corriamo il rischio di spazzare via anni di sforzi in campo culturale prima ancora che legislativo, gettare nel fuoco codici rossi, squadre specializzate nella raccolta delle denunce di stupri, che riescano a fare aprire le donne vittime di questo REATO esecrabile. Un tempo sulle donne violentate si era portati a credere che in fondo se l’erano cercata per il tipo di abbigliamento o stile di vita. Ieri sera a Porta a Porta abbiamo sentito dire, dopo decenni di lotte, che non solo se l’erano cercata, ma avevano anche coronato una fantasia sessuale. Riportando lo sdegno e il risentimento del “Coordinamento donne e politiche di genere del Siulp” che, invece, nel ribadire il proprio impegno contro questo odioso crimine ritenendo che le scuse, sempre e comunque tardive in questo caso, debbano essere sporte oltre che alle vittime anche alle decine e decine di donne e uomini in divisa, della magistratura e del volontariato che, quotidianamente, sono impegnate a dare il massimo sforzo anche in termini di preparazione ed empatia. Lo stupro, vogliamo ricordare alla signora Borrelli, nella testa di tante donne, non è presente come una fantasia sessuale o come un sogno, ma come il peggiore degli incubi”.
Citazione
“Noi donne riteniamo che una violenza carnale sia incommensurabile…Si tratta di rifiutare una narrazione consolidata, una cultura inquisitoria che trasforma la donna da vittima ad imputata, minandone la credibilità e indugiando nei dettagli degli abusi subiti trattando qualche volta le donne alla stregua di merci”.
(Avvocato Tina Lagostena Bassi nell’arringa del processo “del Circeo”. 1979)
Roma, 16 Maggio 2026



