RINNOVO CONTRATTUALE 2025 – 2027 AGGIORNAMENTO DEL TAVOLO TECNICO

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RINNOVO CONTRATTUALE 2025 – 2027 AGGIORNAMENTO DEL TAVOLO TECNICO
Riunione del 24 giugno 2026

Nella mattinata del 24 giugno 2026 si è svolta una nuova riunione del tavolo tecnico con la delegazione della parte pubblica, nel corso della quale sono state esaminate le ulteriori tabelle economiche e la bozza dell’articolato negoziale relativo all’ipotesi di accordo per il rinnovo contrattuale 2025-2027.

Il SIULP ha espresso un cauto apprezzamento per la nuova distribuzione delle risorse disponibili, che ha reso possibile ri determinare il punto parametrale (oggi a 195,50), portandolo dall’ultima ipotesi di 207,20 formulata nella precedente seduta del 26 maggio 2026, al valore definitivo che oggi si attesta a 207,510 a decorrere dal 2027. Si tratta di un risultato fortemente voluto e sollecitato dal SIULP nel corso di tutto il negoziato: un incremento di 12,01 punti parametrali rispetto al valore attuale, ed una crescita del 6,14%, che si traduce in un aumento medio mensile di 188,63 euro.

La scelta di concentrare il 90% circa delle risorse disponibili sul trattamento fondamentale fisso e l’impulso del SIULP a velocizzare al massimo la sottoscrizione dell’accordo, risponde a una precisa priorità rivendicativa: fare in modo che quanto spetta ai poliziotti raggiunga le loro tasche nel più breve tempo possibile, senza restare inutilmente immobilizzato nelle casse dello Stato.

Le risorse residuanti da tale operazione, che per la Polizia di Stato si attestano in circa 4 milioni di euro, le quali, a parere di questa O S potranno essere utilizzate, affiancate a quelle impegnate per il riconoscimento dell’indennità info-investigativa, anche per convenire, ad esempio, riconoscimenti economici per i servizi particolari o dei Reparti Speciali, o quelli legati all’immigrazione.

Rimane però aperta e senza risposta la ferita più profonda di questa trattativa che ha tradito le legittime aspettative delle donne e degli uomini in divisa rispetto le promesse fatte, ossia la totale assenza di stanziamenti da parte del Governo per riconoscere la specificità del comparto sicurezza e difesa, in ragione del complicato quadro economico e geo-politico venutosi a creare.

Le indennità di specificità sono ferme da oltre ventiquattro anni. Ventiquattro anni di silenzio istituzionale nei confronti di poliziotti che affrontano quotidianamente rischi, turni massacranti, condizioni di lavoro che nessun altro comparto del pubblico impiego conosce. Eppure, ancora una volta, nessuna risorsa è stata destinata a valorizzare la peculiarità, la professionalità e il sacrificio di chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dello Stato e dei cittadini.

Il SIULP ha ribadito che quello in corso di definizione sarebbe il terzo contratto consecutivo nel quale ci si limita alla pura e semplice redistribuzione delle risorse sulle voci economiche, rinviando ancora una volta la soluzione strutturale dei nodi che da anni gravano sulle condizioni di lavoro e sul futuro previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori delle Forze dell’Ordine.

Per questa ragione, abbiamo chiesto con determinazione la convocazione di un’altra seduta specificamente dedicata alla parte normativa del contratto, la quale non può continuare a essere trattata come un elemento secondario o rinviabile per la mancanza di risorse economiche da investire sui diritti. Essa è parte integrante del rinnovo contrattuale.

Tra gli adeguamenti non più differibili vi è, ad esempio, quelle relative alla perequazione di voci che insistono su altri contratti del pubblico impiego e quelle che invece non hanno alcun costo. Su questo versante, la chiusura dei precedenti contratti del pubblico impiego ha comportato incrementi significativi per i beneficiari di tali indennità in tutti gli altri comparti, mentre il personale della sicurezza e della difesa è rimasto escluso da qualsiasi adeguamento, accumulando un divario inaccettabile che non può essere ignorato ancora a lungo.

Analoga urgenza riguarda la regolamentazione delle attività di accompagnamento all’estero connesse alle espulsioni dei cittadini in posizione irregolare sul territorio nazionale, un’attività su cui il Governo ha annunciato un impegno crescente, ma sul quale non ha ancora appostato le risorse necessarie. Il quadro normativo che oggi disciplina le indennità del personale impegnato in questi servizi è del tutto anacronistico e non riflette la complessità operativa reale. Un impegno delicato e spesso rischioso che si trova ancora oggi privo di tutele adeguate tanto sul piano giuridico quanto su quello economico.

Tutte le questioni richiamate, assieme a congedi, permessi, e diversi altri istituti normativi di interesse del personale, dovranno essere affrontate e definite nel più breve tempo possibile e dopo lo stanziamento delle risorse necessarie.

Su un punto, tuttavia, il SIULP ha mantenuto una posizione assolutamente irrinunciabile, che costituisce per noi una vera e propria linea invalicabile: nel contesto del rinnovo contrattuale deve essere previsto un impegno esplicito, concreto e vincolante sulla PREVIDENZA DEDICATA. Chi ha trascorso la propria vita professionale in prima linea, affrontando turni notturni, servizi di ordine pubblico, emergenze, rischi quotidiani per garantire la sicurezza di tutti, non può essere lasciato solo al momento di andare in pensione. Non può essere condannato a trascorrere gli anni della vecchiaia in una condizione di ri strettezza economica che rappresenterebbe l’ennesima ingiustizia nei confronti di chi ha dedicato la vita al Paese.

20260624 – Tavolo contrattuale 24 giugno 2026

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