Assegnazione vincitori dei concorsi interni. Aleatorietà delle determinazioni adottate.

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Esigenza di introdurre criteri che favoriscano la trasparenza.

Le assegnazioni dei vincitori dei concorsi interni per i ruoli intermedi, segnatamente quelli che prevedono il diritto di permanere nella medesima sede di servizio, nonostante gli sforzi operati dalla competente direzione centrale alimentano sistematicamente polemiche – che riteniamo di condividere – stante la perversa combinazione tra l’assenza di criteri predeterminati e – conseguente – debito di trasparenza.

Le segnalazioni che abbiamo ricevuto e che ci hanno consentito di monitorare un significativo numero di procedure concorsuali restituiscono in effetti l’impressione che la garanzia di permanenza nella stessa sede di servizio, soprattutto nei casi in cui i concorrenti – rispettivamente Assistenti Capo o Sovrintendenti Capo – sono in forza a Reparti Mobili, non sia accompagnata da adeguata chiarezza circa la scelta di criteri  in ordine a chi si vede accontentato nel mantenimento della medesima posizione lavorativa.

Le opacità che ci vengono consegnate, si ribadisce nonostante gli sforzi operati, si acuiscono nel momento in cui, dal raffronto di procedure successive, si ha modo di verificare come, pur non essendo mutato l’organigramma di riferimento, ovvero a parità di numeri del personale appartenente al ruolo dei Sovrintendenti o degli Ispettori, al Reparto Mobile vengono assegnati – rectius: restano solo – alcuni degli utilmente collocati della graduatoria più recente. E tanto sebbene buona parte dei vincitori della graduatoria precedente fossero stati assegnati alle Questure o ad altri uffici del territorio.

In altre parole non è dato capire per quale motivo una volta stabilito quale sia la consistenza del ruolo si proceda a colmarla in più passaggi successivi senza tenere conto di coloro che nelle procedure precedenti sono stati collocati in uffici diversi della medesima provincia. Ancor più oscuri, per gli interessati che lamentano l’opacità delle procedure, risultano i percorsi seguiti nel momento in cui vengono assegnati vincitori del bando di selezione più recente in eccedenza all’organico definito in precedenza. Senza che, è il caso di ribadirlo, siano mai stati indicati i presupposti in base ai quali l’opzione per gli uni o per gli altri è stata esercitata.

Nei fatti si dà luogo ad una disparità di trattamento potenzialmente produttiva di disutilità (patrimoniali e non solo) che il più delle volte induce gli interessati – per lo più quelli che concorrono per divenire Vice Sovrintendenti – a rinunciare alla progressione in carriera per non perdere un incarico ottenuto dopo anni di specializzazione e professionalizzazione e di defatigante attesa. Ragionamento che potrebbe invero essere replicato anche per altri uffici – Polfer, RPC…- che vedono altrettanto lunghe liste di attesa.

Quel che insomma è stato lamentato è l’assoluta mancanza di protocolli trasparenti e certi che, secondo i colleghi interessati, lascerebbe all’Amministrazione eccessivi margini di discrezionalità, che a loro giudizio finiscono con lo sconfinare nell’arbitrio, in stridente insanabile contrasto con principi portanti dell’ordinamento.

Non si vede, in sostanza, per quale ragione, a meno che non si intenda privilegiare un potere di scelta svincolato da ogni controllo, l’individuazione degli aventi diritto non possa essere effettuata attribuendo alla posizione in graduatoria valenza prioritaria, il tutto accompagnato da un meccanismo che consente, nelle fasi successive, di poter rientrare al proprio ufficio così come avviene per i perdenti sede.

Conoscendo la sensibilità e l’impegno profuso dalla DAGEP e dallo stesso vertice del Dipartimento per garantire meccanismi trasparenti e certi sulla mobilità, anche alla luce della grave situazione degli alloggi collettivi che comporta un ulteriore danno economico a chi sceglie di accrescere la propria professionalità e responsabilità per una migliore funzionalità dell’Amministrazione, auspichiamo dunque che per l’immediato futuro si intervenga sulla materia introducendo disposizioni che consentano un allineamento al più che perfettibile impianto che siamo a commentare, anche per evitare l’insorgenza di contenziosi che, per quanto detto, anche in considerazione di precedenti che abbiamo avuto modo di reperire, non è da escludere, anzi è decisamente probabile, possano essere favorevolmente apprezzati dalle curie amministrative.

Ed è proprio in questa ottica di leale e costruttiva collaborazione che siamo a richiedere un apposito confronto sul tema al fine di sviscerare tutte le criticità rappresentate al sindacato, comprendere le modalità con cui attualmente si procede ed elaborare ogni possibile strategia che possa rendere quanto più trasparente e comprensibile il sistema in modo da eludere tutte le criticità emerse e per meglio rispondere alle aspettative dei concorrenti e alla funzionalità dell’Amministrazione.

In attesa di conoscere la data dell’incontro, ringraziando per la consueta sensibilità verso il benessere del personale, l’occasione è gradita per inviare cordialissimi saluti e sensi di elevata stima.

 

Il Segretario Generale

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