Attività mafiosa nella Valle Peligna - Romano: “Troppo silenzio sulla mafia. Il Governo ascolti le richieste del Siulp"
· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

La Polizia di Stato sgomina attività mafiosa nella Valle Peligna. Romano (Siulp): “Troppo silenzio sulla mafia. A Sulmona plauso al lavoro straordinario dei nostri operatori. Il Governo ascolti le richieste del Siulp”
Un vero e proprio incubo criminale nel quale si sono ritrovati gli abitanti dell’hinterland della Valle Peligna e che grazie alla Polizia di Stato è stato sradicato con un’ordinanza fatta di ben 20 misure cautelari. Un colpo letale alla mafia che a Sulmona aveva gettato le sue basi da tempo a causa di un boss siciliano che scontata la sua pena, aveva deciso di rifarsi una vita criminale proprio a Sulmona. Sin dal suo arrivo aveva terrorizzato piccoli e medi imprenditori, imponendo una ferrea legge del terrore fatta di minacce, estorsioni e attentati incendiari, riuscendo in pochi mesi a garantirsi il controllo assoluto del mercato della droga nella valle, anche grazie ad alleanze strategiche con la camorra napoletana: “C’è troppo silenzio sulla mafia. Troppo, atteso che parliamo di una guerra che non è stata ancora vinta. Anzi. La mafia continua ad operare in silenzio. E continua a terrorizzare tutti, gettando nell’incubo decine di imprenditori e lavoratori seri e silenziosi come quelli che a Sulmona e in tutta la Valle Peligna hanno dovuto sopportare sin dall’arrivo di questo mafioso siciliano. E c’è da chiedersi se il fine rieducativo e di recupero alla legalità che le carceri dovrebbero avere sia effettivo oppure no”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Un'indagine partita nel 2024 grazie al lavoro della Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo dell’Aquila e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura aquilana. Operatori cui va il nostro plauso per aver sgominato una pericolosa banda di criminali mafiosi. Operatori che sono sempre più merce rara tra le fila dei nostri organici, a causa di gestioni scellerate a partire dalla Legge Madia. Oggi quelle professionalità vanno tutelate, ma soprattutto rafforzate. Come Siulp da tempo abbiamo lanciato allarmi su alcune lacune gravi che rischiano di minare l’efficacia della nostra azione, a causa dei vuoti di organico. E quella della dell’ufficiale di PG, oggi ridotto a circa la metà di quanto previsto in organico, nell’attività di investigazione, è una figura cruciale. Il Governo ci ascolti e approvi il prima possibile i provvedimenti che giacciono in Parlamento, a cominciare da quelli inerenti allo scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori dei concorsi già espletati. Assumere velocemente nuovo personale da affiancare a quello in servizio per quei pochi anni che ancora lo avremo a disposizione, deve essere un obiettivo diretto anche alla figura dell’ufficiale di PG e non solo al ruolo di base. Sono loro che lavorano alla nostra sicurezza. Sono loro che sanno, capiscono, intuiscono, elaborano e intervengono. Tutte componenti che si acquisiscono con anni di lavoro in strada e che non possiamo lasciar cadere nel vuoto”.
Roma, 4 Novembre 2026
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