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DIRETTIVO NAZIONALE SIULP RIUNIONE DEL 17 E 18 SETTEMBRE 2026

· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

DIRETTIVO NAZIONALE SIULP  RIUNIONE DEL 17 E 18 SETTEMBRE 2026

 

Il Direttivo Nazionale SIULP

Riunito a Pomezia il 17 e 18 settembre 2026,

 

APPROVA

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La relazione introduttiva del Segretario Generale, accogliendo con soddisfazione la proiezione del dato associativo nazionale. L'andamento attuale registra un trend di crescita degli iscritti per l’anno in corso, a conferma della forte capacità attrattiva del SIULP quale modello di sindacalismo confederale e dell'efficacia delle sue politiche a tutela della categoria, con un'attenzione particolare rivolta ai colleghi neoassunti, e della sicurezza dei cittadini.

STIGMATIZZA

 

i recenti episodi di vile aggressione perpetrati ai danni delle Forze dell’Ordine, verificatisi con inusitata e cruenta frequenza, per ultimo a La Spezia, Ravenna e Palermo. Tali eventi testimoniano una preoccupante escalation di attacchi contro chi rappresenta le istituzioni, con il personale costretto a fronteggiare in inferiorità numerica orde di delinquenti, che trovano l’humus nel dilagante senso di impunità che si riverbera negativamente sull’intera collettività. Il Direttivo rinnova la propria solidarietà ai colleghi vittime di questi gravissimi episodi, purtroppo ormai all'ordine del giorno e la ferma condanna nei confronti degli autori di queste violenze.

 

RICONOSCE

 

la volontà dell’Amministrazione di confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali prima di predisporre il testo definitivo dell’Atto Unico Ordinativo; sebbene tale provvedimento rientri nelle prerogative datoriali, esso non può discendere da scelte unilaterali che ignorino la prospettiva delle rappresentanze di categoria. Le scelte organizzative in questione, infatti, non si limiteranno a incidere sulla strutturazione degli uffici di Polizia, ma dovranno concorrere a definire il nuovo modello di sicurezza per il Paese e per gli stessi poliziotti.

 

RIBADISCE

 

che il contributo del SIULP per addivenire alla stesura definitiva del provvedimento resterà fedele ai principi cardine che hanno sempre contraddistinto l’operato della nostra Organizzazione: un confronto leale, franco e costruttivo, orientato a salvaguardare i due pilastri del modello democratico di sicurezza costruito negli anni.

Da un lato, la centralità dell’Autorità nazionale, provinciale e locale di Pubblica Sicurezza, esercitata dal Ministro dell’Interno per il tramite del Capo della Polizia – Direttore Generale della P.S., e dell’Autorità provinciale in capo a Prefetti e Questori, quali garanti di un apparato capace di declinare la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica senza cedere a derive securitarie invocate da alcune parti politiche, spesso improntate a rigurgiti militaristici e contrabbandate come la panacea per gli enormi problemi di coesione sociale che affliggono i territori. Dall’altro lato, la salvaguardia della professionalità, della dignità e della sicurezza delle donne e degli uomini della Polizia di Stato che sono il cuore e il motore del sistema.

 

RITIENE

 

inderogabile che qualsiasi modello organizzativo trovi il suo presupposto fondante nel necessario riallineamento degli organici, da anni in perenne deficit a causa degli effetti esiziali di politiche decennali basate su drastici tagli al servizio pubblico, in particolare al Comparto Sicurezza e Difesa.

 

MANIFESTA

 

profonda preoccupazione per l’assoluta mancanza, nella bozza dell’Atto Unico Ordinativo, di riferimenti concreti alle qualifiche intermedie. Tali ruoli rappresentano il naturale trait d'union tra la dirigenza e le funzioni esecutive, senza il quale l’intero sistema rischierebbe il collasso. A tal fine, il Direttivo invoca con forza lo sblocco di provvedimenti legislativi a oggi incompiuti, in particolare quelli necessari a consentire lo scorrimento dei concorsi per le qualifiche di Ufficiale di Polizia Giudiziaria e Ufficiale di Pubblica Sicurezza, garantendo così una filiera organizzativa armonica, efficiente ed efficace. Rivendica, altresì, la proroga della fase transitoria del riordino delle carriere, che finora ha trovato attuazione soltanto attraverso decretazione d'urgenza, in attesa dell'approvazione di un disegno di legge ancora in itinere che possa dare risposte certe alle aspettative dei lavoratori. Si coglie l’occasione per ribadire la necessità di sollecitare l’amministrazione all’attuazione dei previsti concorsi per l’accesso alla qualifica di Ispettore Superiore, Vice Ispettore e V. Sovrintendente.

 

RIFIUTA

 

ogni tentativo di appiattimento o generalizzazione delle professionalità acquisite negli anni, segnatamente in settori strategici come la Cyber Security, nelle specialità della Polizia di Stato, in primis la Polizia Scientifica ma anche alcune articolazioni della Polizia Stradale, come il Reparto Operativo Speciale di Settebagni, da sempre struttura cardine per i servizi di scorta e staffetta alle più alte autorità nazionali ed estere. Il testo sottoposto evidenzia una perniciosa volontà di depauperare il know-how dei colleghi, sacrificato sull'altare di un progetto più attento a salvaguardare le posizioni di vertice che a tutelare i settori nevralgici della sicurezza. Cartina di tornasole di questa preoccupante tendenza è la totale assenza di adeguati sbocchi professionali per coloro che, pur possedendo competenze esclusive e altamente competitive nel mercato del lavoro privato, hanno scelto di metterle a disposizione della Polizia di Stato.

 

CONDIVIDE

 

Le strategie illustrate dalla Segreteria Nazionale volte a rivendicare migliori condizioni per la tutela e la sicurezza di tutto il personale, in particolare di quello che opera in prima linea. Tutto questo attraverso il coinvolgimento della politica su scala nazionale, organizzando momenti di confronto e verifica delle attività parlamentari sulle materie di specifico interesse, con un approccio bipartisan che ha sempre contraddistinto lo spirito confederale della nostra organizzazione rifiutando, come sempre, scorciatoie e facili promesse che - esperienza insegna - non hanno mai portato alcun beneficio o miglioramento per la sicurezza e per i suoi interpreti principali.

 

DÀ MANDATO

 

Alla Segreteria Nazionale di rivendicare la revisione dell’attuale sistema di controllo del territorio, partendo da alcuni fondamentali quali la modifica degli automezzi di servizio, ovvero le cosiddette autovetture specializzate, in modo da poter ritornare ad equipaggi composti da tre operatori. Infatti, bisogna prendere atto che il modello introdotto a fine degli anni ’90, che prevedeva equipaggi da due unità ma con una presenza capillare di pattuglie, in modo da garantire interventi in totale sicurezza, si è arenato davanti alla cronica carenza di personale, con risultati nefasti sia per l’efficienza del servizio sia per l’incolumità degli operatori.

 

PLAUDE

 

La Segreteria Nazionale per le ultime missive inviate ai vertici del Dicastero dell’Interno per sollecitare la definizione del contratto per la Dirigenza e rimettere in carreggiata il progetto sulla “Previdenza Dedicata”, anelata dai tantissimi lavoratori che, negli anni a seguire, saranno penalizzati da uno stringente sistema pensionistico, al momento ancora orfano dei necessari strumenti di compensazione

 

INVITA

 

la Segreteria Nazionale ad un focus sugli attuali percorsi formativi dei neo assunti, dei corsi di formazione per la progressione di carriera e dei corsi di secondo livello, ad oggi ancorati a modelli non più al passo con le reali esigenze professionali, inadeguati al raggiungimento di standard qualitativi ottimali per affrontare la complessità degli interventi in strada e delle peculiarità di alcune attività strategiche, come quelle dei servizi di specialità (Frontiera, Stradale, Ferroviaria); contestualmente si auspica l’eliminazione di qualsivoglia criterio arbitrario nella predisposizione dei punteggi finali assegnati ai corsisti, a cominciare da quello espresso dal Direttore dell’Istituto di formazione, spesso non sempre attinenti a valutazione oggettive e che offrono il fianco alle losche manovre di alcuni procacciatori del consenso. Manifestiamo vivo disappunto per alcuni comportamenti invasivi che registriamo presso alcuni istituti di istruzione, ad esempio le Scuole di Alessandria e Vibo Valentia. In species, nell’istituto vibonese opera una dirigenza distratta, che falsa la dialettica sindacale con perniciosa partigianeria a svantaggio del Siulp, le cui osservazioni sono puntualmente disattese dal Direttore, che di fatto non si confronta in modo paritetico con la nostra sigla. Pur essendo il primo sindacato abbiamo sempre rifiutato queste logiche, in particolare quando ricadono sui giovani assunti, che non possono trasformarsi in terreno di caccia per avventurieri travestiti da sindacalisti. Il Direttivo esprime solidarietà ai quadri sindacali del Siulp che operano nella citata provincia, invitando la Segreteria Nazionale ad intervenire presso gli organismi dipartimentali, affinché si ripristinino serene relazioni sindacali all’interno di un importante e storico istituto di formazione della Polizia di Stato.

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