FIRMATO IL CONTRATTO SICUREZZA-DIFESA 2025-2027

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Risorse immediatamente disponibili. La firma non chiude la vertenza sulla specificità: ora previdenza dedicata e nuovi stanziamenti

Nel pomeriggio del 15 luglio, presso la Sala Tarantelli di Palazzo Vidoni, sede del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo relativa al rinnovo contrattuale 2025-2027 del personale non dirigente del Comparto Sicurezza-Difesa, riguardante le Forze di polizia a ordinamento civile e militare e le Forze armate.

La sottoscrizione, intervenuta nell’ambito della procedura prevista dall’articolo 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, rappresenta il punto di arrivo della complessa fase negoziale e, al tempo stesso, l’avvio del percorso necessario per rendere concretamente esigibili gli incrementi retributivi e le nuove tutele normative.

Sul piano economico, il valore del punto parametrale passa dagli attuali 195,50 euro a 200,90 euro dal 1° gennaio 2025, a 205,40 euro dal 1° gennaio 2026 e, infine, a 207,51 euro dal 1° gennaio 2027. L’incremento complessivo a regime è pari a 12,01 punti parametrali, corrispondenti a una crescita del 6,14 per cento, con un aumento medio mensile complessivo di 188,63 euro e un beneficio superiore ai 100 euro netti per la qualifica di Agente.

Due rinnovi in un anno e mezzo per il Comparto Sicurezza e Difesa significano aumenti complessivi, nelle due tornate contrattuali, pari ad almeno 200 euro netti mensili, già a partire dalle qualifiche iniziali. A ciò si aggiungono gli arretrati relativi agli anni 2025 e 2026, quantificati in 2.448 euro lordi. È un segnale chiaro e preciso dell’impegno del Governo sul tema dei rinnovi contrattuali e, in particolare, nei confronti delle circa 430.000 persone che ogni giorno garantiscono la sicurezza interna ed esterna del Paese, in un momento storico segnato da grandi complessità. Circa il 90 per cento delle risorse disponibili è stato concentrato sul trattamento economico fondamentale fisso. Si tratta di una scelta precisa, coerente con la necessità di trasferire rapidamente le somme stanziate nelle retribuzioni delle donne e degli uomini in divisa, producendo effetti strutturali anche sulla tredicesima mensilità, sul trattamento pensionistico e sull’indennità di buonuscita.

Non sottoscrivere l’accordo avrebbe significato lasciare inutilizzate risorse già disponibili e determinare un ritardo non quantificabile nella loro corresponsione, rinviando ulteriormente il pagamento degli incrementi e degli arretrati. Una simile scelta avrebbe prodotto un ulteriore e ingiustificabile danno al potere d’acquisto delle donne e degli uomini in divisa, già fortemente eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

La firma è stata pertanto una scelta di responsabilità verso il personale rappresentato: non perché il risultato raggiunto esaurisca le legittime rivendicazioni del Comparto, ma perché non era accettabile sacrificare benefici economici certi e immediatamente disponibili in attesa di risorse ulteriori che dovranno, comunque, continuare a essere rivendicate.

L’accordo interviene anche sull’indennità pensionabile, sui compensi per il lavoro straordinario e sul Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, prevedendo ulteriori stanziamenti e la possibilità di assegnare al Fondo le risorse che saranno individuate dalla legge di bilancio per il 2027.

Sul piano normativo vengono introdotte importanti tutele riguardanti la genitorialità, con il riconoscimento al lavoratore padre di specifici giorni di congedo in occasione della nascita del  figlio; l’innalzamento da dodici a quattordici anni dell’età utile per alcune forme di congedo parentale e per le assenze in caso di malattia del figlio; il chiarimento sul computo annuale delle 150 ore per il diritto allo studio, che varrà conteggiato sempre dal 1° gennaio al 31 dicembre; l’estensione a sessanta giorni del termine per il recupero dei permessi brevi e il congedo straordinario per gli accertamenti e gli interventi sanitari connessi alla donazione di organi.

LA FIRMA NON CHIUDE LA VERTENZA SULLA SPECIFICITÀ

La sottoscrizione del contratto non rappresenta, tuttavia, il punto conclusivo della nostra azione. Resta pienamente aperto l’obiettivo di reperire ulteriori risorse per remunerare concretamente la specificità, riconoscendo l’operatività, il rischio, il disagio, le responsabilità e i particolari obblighi ordinamentali che caratterizzano il lavoro del personale del Comparto Sicurezza-Difesa.

La specificità, riconosciuta dall’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, non può rimanere un’affermazione meramente formale: deve tradursi in tutele economiche, normative e previdenziali effettive.

In questo quadro assume valore centrale l’impegno formalmente assunto dal Governo ad aprire, entro novanta giorni dalla sottoscrizione degli accordi, un tavolo dedicato alle possibili soluzioni previdenziali connesse alla specificità delle Forze di polizia e delle Forze armate, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze professionali militari.

Questo contratto costituisce un valore aggiunto particolare, perché pone le basi per portare a compimento la previdenza dedicata, una salvaguardia studiata e voluta dal SIULP, purtroppo non compresa e ostacolata, per anni, da altri. 

Essa costituisce uno degli elementi valoriali e fondanti dell’intesa sottoscritta oggi, essendo la priorità delle priorità.

È la misura destinata a fare la vera differenza sui futuri trattamenti pensionistici, compensando almeno in parte il divario tra l’ultima retribuzione percepita e la pensione.

All’impegno sulla previdenza dedicata si aggiunge quello a ricercare, nell’ambito della legge di bilancio per il 2027 e nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, ulteriori risorse per il contratto 2025-2027, con priorità per il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali. È inoltre previsto, per il mese di luglio 2027, un confronto con le rappresentanze del personale per verificare congiuntamente l’andamento delle retribuzioni contrattuali ed effettive sulla base dei dati dell’ISTAT e della Ragioneria generale dello Stato.

Gli impegni ottenuti costituiscono un risultato importante, ma rappresentano un punto di partenza e non di arrivo. Il SIULP vigilerà affinché il tavolo sulla previdenza dedicata sia convocato nei termini stabiliti, affinché gli impegni sulle nuove risorse siano tradotti in stanziamenti effettivi e affinché gli incrementi e gli arretrati contrattuali siano corrisposti nel più breve tempo possibile.

Abbiamo firmato per non lasciare nelle casse dello Stato le risorse già conquistate e per difendere il potere d’acquisto del personale. Continueremo a rivendicare nuove risorse per dare piena attuazione alla specificità e per costruire una previdenza realmente adeguata alla funzione, ai sacrifici e ai rischi quotidianamente assunti dalle donne e dagli uomini in divisa.

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