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Legge di Stabilità, Impegni totalmente disattesi. Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti. Sarà una stagione di proteste senza precedenti

· SIULP - Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia

Legge di Stabilità, Impegni totalmente disattesi. Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti. Sarà una stagione di proteste senza precedenti

Legge di Stabilità, la grande beffa sulla previdenza dedicata per il Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. Romano (Siulp): “Impegni totalmente disattesi. Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti. Sarà una stagione di proteste senza precedenti”

“Nessun impegno concreto, nessuna traccia delle risorse stimate e promesse per la previdenza dedicata. La lettura della bozza della Legge di Stabilità rivela un quadro sconcertante per le donne e gli uomini in uniforme. Nonostante le ripetute rassicurazioni ufficiali, giunte sia attraverso annunci pubblici sia durante i tavoli negoziali da parte di Ministri ed esponenti di spicco dell’Esecutivo e della maggioranza, il Governo ha tradito la parola data al personale della Polizia di Stato e dell'intero Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico, dopo l’analisi del testo della bozza di legge di stabilità licenziata dal CDM: “Ci teniamo a ribadire a chiare lettere un concetto fondamentale: la previdenza dedicata non è una pretesa di privilegio né un "qualcosa in più", ma la diretta traduzione di un principio già sancito per legge, quello della specificità del lavoro svolto. È uno strumento indispensabile ed urgente per sanare le pesantissime sperequazioni causate dall’introduzione del sistema contributivo puro — che oggi restituisce una pensione pari ad appena il 60/65% dell’ultima retribuzione — aggravata dalla mancata attivazione della previdenza complementare. Una paralisi istituzionale dovuta all’impossibilità di applicare la previdenza complementare a questo comparto perché per gli operatori in divisa si traduce in perdite stimate tra i 43.000 e i 53.000 euro.

A questo quadro drammatico si aggiunge l’ulteriore penalizzazione discendente dall’obbligo di cessazione dal servizio al compimento del 60° anno di età. Considerata l’età media di ingresso nei ruoli della Polizia di Stato — determinata dai titoli di studio elevati ormai richiesti per l'accesso — il limite dei 60 anni condanna chi decide di servire il Paese a uno scenario pensionistico iniquo, collocando questi lavoratori tra i nuovi poveri del futuro.

Questo tema rappresenta il "tema dei temi" nell'ambito delle relazioni sindacali e negoziali tra l'Esecutivo e il Comparto. Se il Governo manterrà questo atteggiamento di netta chiusura, il Sindacato non esiterà ad avviare una stagione di protesta senza precedenti. La sicurezza dei cittadini, della democrazia e dell’ordine pubblico passa inevitabilmente attraverso la serenità e la tutela economica di chi quella sicurezza la garantisce ogni giorno, a costo anche del sacrificio supremo. Non sfugge al Siulp la complessa congiuntura economica internazionale, segnata da tensioni geopolitiche e scenari bellici. Tuttavia, proprio dall’analisi del testo della bozza di stabilità emergono scelte di spesa incoerenti. È il caso, ad esempio dei finanziamenti destinati alla figura degli ausiliari: un ingente investimento di risorse pubbliche per creare lavoratori che non solo saranno sottopagati, ma destinati a trasformarsi in un vero e proprio precariato di Stato, privo di reali incentivazioni per espletare un servizio delicato e insostituibile.

La responsabilità della politica risiede nell'individuare le giuste priorità. E la priorità assoluta di uno Stato dignitoso deve essere quella di garantire serenità al futuro di chi rischia la vita per difendere le istituzioni e i cittadini. Per questo chiediamo di riconvocare immediatamente i tavoli di confronto sulla Legge di Bilancio. È un atto dovuto non solo perché previsto dalla normativa vigente, ma soprattutto di rispetto delle corrette e responsabili relazioni sindacali sinora tenute e per affrontare concretamente la previdenza dedicata e il tema drammatico delle assunzioni di figure chiave come gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria. Figure ormai a rischio estinzione a causa del blocco del turn over e dell'ondata di pensionamenti e che, ad esempio potrebbe essere arginata con lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per ispettori degli idonei non vincitori anziché spendere ulteriori risorse per nuovi concorsi. Rivolgiamo un appello accorato e fermo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a tutti i Ministri e ai leader della maggioranza: per noi la parola data e gli impegni presi si onorano. Si eviti che le donne e gli uomini in uniforme debbano scendere nelle piazze per rivendicare e difendere il fondamentale diritto alla propria sopravvivenza economica previdenziale”.

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Roma, Novembre 2026

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