Ragazza scartata al concorso per un tatuaggio al polpaccio
4 settembre 2026 · Stefano Caponi Dev

Ragazza scartata al concorso per un tatuaggio al polpaccio. ROMANO (SIULP): “La Polizia di Stato deve aggiornare alcune evidenti arcaiche normative nell’attività di reclutamento di nuovo personale”.
Forte eco per la notizia che una ragazza è stata escluse dalle prove di ammissione ai ruoli della Polizia di Stato a causa di un piccolo fiore tatuato all’altezza del polpaccio. Norme che richiamano ad una tradizione oramai superata e obsoleta, più che ad una realtà inconfutabile, e che non possono continuare a creare un muro invalicabile di fronte all’insistente spinta di una realtà che parla di quasi un 70% degli italiani che possiede un tatuaggio sulla propria pelle: “Reputo assurdo a livello culturale, ed una palese violazione dei diritti umani, quanto accaduto alla giovane ragazza esclusa ad un nostro concorso. Ci sono alcuni limiti anacronistici nelle norme di reclutamento del nuovo personale per questioni come tatuaggi, favismo o celiachia. Norme oramai palesemente superate ed oltretutto in contrasto con cardini indiscussi che riguardano i diritti umani”. Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Oggi le donne hanno dimostrato di essere, sotto ogni aspetto, perfettamente in grado di svolgere le stesse mansioni degli uomini ed è assurdo che si torni a parlare di una questione, come quella dei tatuaggi, quando nella società civile quasi il 70% dei cittadini ne possiede uno. Il parere dell’avvocato della Corte di Giustizia Europea è sacrosanto, perché a parità di condizioni un uomo non avrebbe incontrato nessun problema nell’essere reclutato. E questa è una palese ed inaccettabile discriminazione di genere. Il Dipartimento apra un confronto quanto più celere al fine di colmare tale vuoto normativo”.
Roma, 4 Settembre 2026
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