Il Bonus Fibra 2026 si inserisce all’interno di una strategia più ampia delineata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che promuove interventi tecnici che permetteranno di portare la fibra ottica dall’esterno degli edifici direttamente all’interno delle singole abitazioni per facilitare l’accesso alla banda ultra-larga per circa un milione e mezzo di cittadini su tutto il territorio nazionale.
Si tratta del cosiddetto cablaggio verticale che consente di realizzare una connessione FTTH (Fiber To The Home), letteralmente “fibra fino a casa”.
Il bonus coprirà almeno parzialmente le spese necessarie per installare i cavi in fibra ottica che partono dall’esterno di un edificio, salgono verticalmente dal piano terra verso i piani superiori e raggiungono le singole unità abitative.
Il voucher avrà un valore massimo di 200 euro e, secondo le informazioni disponibili fino a questo momento, non sarà vincolato a limiti ISEE prestabiliti. Questo significa che potenzialmente tutti i cittadini italiani potranno accedere al beneficio, indipendentemente dal reddito familiare, salvo eventuali precisazioni che potrebbero arrivare con la pubblicazione dei criteri definitivi. Si stima che, oltre a un milione e mezzo di privati cittadini, anche circa 35mila imprese sparse sul territorio nazionale potranno beneficiare delle misure previste dal piano complessivo di digitalizzazione.
Il bonus dovrebbe seguire lo stesso schema dei voucher connettività nel senso che sarà sufficiente rivolgersi direttamente agli operatori del settore delle telecomunicazioni, che applicheranno il voucher sotto forma di sconto immediato sul costo totale dei lavori di installazione.
Chi desidera portare la fibra ottica nella propria abitazione potrà concordare l’intervento con l’operatore scelto e vedere ridotto il costo finale grazie all’applicazione automatica del bonus. Non ci saranno quindi anticipi da recuperare successivamente o rimborsi da attendere, ma un abbattimento diretto della spesa al momento del pagamento.
Un capitolo particolarmente significativo riguarda i Comuni sotto i 50mila abitanti, che riceveranno complessivamente 35 milioni di euro per digitalizzare le infrastrutture locali, coinvolgendo circa 4.300 amministrazioni comunali.






