Impiego del personale del ruolo dei Sovrintendenti e del ruolo degli Ispettori nei servizi di controllo del territorio – rilievi ordinamentali e richiesta urgente di confronto
Si riporta il testo della nota inviata dalla Segreteria Nazionale al Dipartimento della P.S. in data 9 giugno 2026:
“Con riferimento alla nota concernente l’impiego del personale del ruolo dei Sovrintendenti e degli Ispettori nei servizi di controllo del territorio, questa O.S. condivide l’importanza delle considerazioni introduttive, laddove viene ribadita la centralità della prevenzione e della repressione dei reati, il valore strategico del controllo del territorio quale presidio di prossimità e la necessità di garantire dispositivi operativi adeguati, flessibili e coerenti con le esigenze dei territori.
Proprio la rilevanza del tema, tuttavia, impone di censurare il metodo seguito. La materia incide sull’organizzazione del lavoro, sui criteri di impiego del personale e sulla valorizzazione delle qualifiche, sicché non può essere affrontata mediante indicazioni operative unilaterali, senza un preventivo confronto con le Organizzazioni Sindacali rappresentative, secondo il modello partecipativo previsto dal D.P.R. 18 giugno 2002, n. 164 e dall’Accordo Nazionale Quadro del 31 luglio 2009.
L’intervento prospettato non ha natura meramente gestionale, ma investe profili ordinamentali. Le funzioni dei ruoli e delle qualifiche della Polizia di Stato sono infatti definite dal D.P.R. 24 aprile 1982, n. 335 e non possono essere modificate, compresse o rimodulate attraverso una circolare amministrativa. Una circolare può fornire istruzioni organizzative, ma non può innovare l’ordinamento né alterare le attribuzioni stabilite da fonti normative superiori.
In particolare, l’art. 24-ter del D.P.R. n. 335/1982 attribuisce al ruolo dei Sovrintendenti compiti esecutivi anche qualificati e complessi, con iniziativa e discrezionalità, nonché funzioni di comando, coordinamento e controllo di agenti o piccole unità operative. L’art. 26 del medesimo D.P.R., invece, colloca gli Ispettori quali diretti collaboratori dei superiori gerarchici, con compiti di ordine e sicurezza pubblica, polizia giudiziaria, attività investigativa, direzione di uffici o unità operative e coordinamento di più unità.
Ne consegue che l’eventuale impiego dei Vice Ispettori nel controllo del territorio può ritenersi coerente solo ove finalizzato a funzioni di raccordo, coordinamento, supporto qualificato, gestione di situazioni complesse o direzione funzionale. Non può, invece, tradursi in un impiego ordinario e indifferenziato negli equipaggi, poiché ciò trasformerebbe una figura ordinamentalmente destinata a compiti di collaborazione direttiva e coordinamento in una generica risorsa sostitutiva per sopperire alle carenze organiche.
Appare indispensabile precisare che l’impiego del personale dei ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori nei servizi di controllo del territorio deve costituire una forma di valorizzazione qualitativa della professionalità posseduta e non uno strumento ordinario di compensazione delle carenze organiche. La professionalità dei predetti ruoli non può essere utilizzata come mera aliquota fungibile, ma deve essere collocata dentro un disegno organizzativo coerente con le funzioni ordinamentali, con la qualifica rivestita e con le responsabilità proprie del ruolo.
Immaginare di spostare risorse professionalmente qualificate verso segmenti operativi, progetto che si percepisce tra le righe della bozza di circolare, finirebbe con il penalizzare fondamentali attività, quali quelle investigative – dove già oggi si registrano pesanti vuoti organici causati da errori di programmazione insorgenti dalla mancata armonizzazione delle previsioni ordinamentali del D. Lgs. 95/2017 con l’assetto delle dotazioni dei ruoli intermedi – dalle quali verrebbero inevitabilmente sottratte e per le quali le figure degli Ufficiali di P.G. risultano centrali ed indispensabili.
Siamo per questo sorpresi di aver preso atto di un’ipotesi elaborata non solo senza tener conto delle notorie criticità che si riscontrano nella gestione quotidiana degli uffici, ma che pure ignora le ricadute negative che si riverbererebbero sulle altre ed altrettanto importanti articolazioni.
Non sarà rimescolando le carte del mazzo che si potrà pensare di aumentarne il numero. La valorizzazione dei dispositivi di controllo del territorio attraverso l’impiego di figure professionali come quelle dei Sovrintendenti e degli Ispettori, in maniera stabile e non come mero serbatoio per supplire alle carenze di organico, ha quale indefettibile presupposto l’iniezione di consistenti risorse, soprattutto nel ruolo degli Ispettori che accusa un rilevante deficit, i cui effettivi andrebbero almeno raddoppiati rispetto ai dati odierni, anche approfittando della disponibilità dei circa 3 mila idonei non vincitori del concorso interno da 411 posti da Vice Ispettore che rappresentano una potenziale disponibilità da poter immediatamente immettere nel sistema.
Ulteriore criticità riguarda l’assenza di criteri oggettivi per valutare esperienza e professionalità. Il richiamo al “bagaglio esperienziale” non può essere rimesso a valutazioni discrezionali o disomogenee dei singoli uffici. Occorrono regole chiare e uniformi che considerino il servizio effettivamente svolto nel controllo del territorio, le pregresse esperienze operative, l’attività di polizia giudiziaria, gli incarichi di coordinamento, la formazione specialistica, le abilitazioni possedute, l’anzianità qualificata e la complessiva coerenza dell’impiego con la qualifica rivestita.
Per tali ragioni, questa O.S. chiede la sospensione di ogni iniziativa applicativa unilaterale e la convocazione urgente di un tavolo di confronto, al fine di definire criteri trasparenti, coerenti con il D.P.R. n. 335/1982, rispettosi dell’ordinamento del personale, del Regolamento di servizio e delle vigenti disposizioni contrattuali.
Il controllo del territorio rappresenta una funzione essenziale della Polizia di Stato e non può essere governato attraverso scorciatoie organizzative o forzature ordinamentali, bensì mediante regole chiare, confronto preventivo e piena valorizzazione delle professionalità.
Con sensi di elevata considerazione.”






