Direttivo Nazionale – documento finale 5-6 dicembre 2018

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Ultimo aggiornamento 19/06/2019

Documento finale del Direttivo nazionale SIULP
Il Direttivo Nazionale del SIULP, riunitosi il 5 e 6 dicembre presso
l’Hotel “Mercure” in Roma;
APPROVA
La relazione introduttiva e le conclusioni del Segretario Generale Nazionale ed i riferimenti alle conferme di costante e crescente fiducia da parte della categoria rappresentata che, grazie all’incessante e qualificata opera di tutti i quadri del SIULP, ha visto riconosciuto nell’ultimo triennio un impegno economico vicino ai 4 miliardi di €uro, permettendo così lo sblocco del tetto salariale, il riordino delle carriere e la sottoscrizione della parte economica del primo contratto successivo al blocco che perdurava dal 2009; VALUTA
Con estrema soddisfazione, oltre che stimolo a continuare la propria azione nel solco sinora tracciato, il risultato del proselitismo, che per l’ottavo anno consecutivo registra una diminuzione del numero assoluto delle disdette presentate, considerato che oltre a consolidare ulteriormente il suo ruolo di leadership tra le rappresentanze del Comparto, conferma, alla luce del consistente numero di adesioni già raccolte grazie allo straordinario lavoro svolto dalle strutture provinciali e della sempre più accresciuta credibilità maturata fra i colleghi, che il modello SIULP è l’unico modello valido che i poliziotti riconoscono come idoneo alla difesa dei propri diritti;
CONSIDERA
Alla luce del processo degenerativo che si sta registrando nel
mondo della rappresentanza, che ha raggiunto livelli veramente
preoccupanti e dequalificanti non solo di chi si rende protagonista
di siffatti metodi ma anche dell’istituto stesso del sindacato, non
più differibile la revisione della disciplina della rappresentatività.
In tal senso ritiene pregiudiziale individuare una soglia minima a
livello nazionale, pari almeno al doppio di quella oggi prevista, e
l’introduzione di un secondo livello di sbarramento minimo a livello
territoriale per evitare che disturbatori di professione, privi di
oggettiva rappresentatività, possano sedere al confronto
decentrato per difendere nulla più che i loro interessi. Un sistema
che ha favorito una deriva squalificante alla quale sono approdati
mestieranti di professione che interpretano gli incarichi sindacali
come opportunità di proiezione in scenari esterni che con la tutela
del personale hanno ben poco a che fare. In particolare ritiene che possano essere individuati come livelli di effettivo e costruttivo esercizio del ruolo sindacale nei tavoli di confronto con il governo e l’Amministrazione quello del 10% a livello nazionale e del 5% a livello territoriale.
ESPRIME
La propria ferma insoddisfazione per le risorse attualmente appostate nella bozza della Legge di Stabilità destinate al rinnovo del contratto del pubblico impiego, in atto complessivamente pari a 1,750 miliardi di €uro a regime (a decorrere dal 2021), corrispondenti ad un aumento medio pro capite di circa 16 euro lordo-dipendente, cifra lontanissima da quella promessa e necessaria per poter aprire il confronto negoziale. Al tal fine da mandato alla Segreteria Nazionale di porre in essere ogni utile iniziativa per sensibilizzare il Governo sull’esigenza di riconoscere anche nei fatti, oltre che nelle parole, l’insostituibile sforzo compiuto dalle donne e dagli uomini delle Forze di Polizia attraverso il reperimento delle necessarie risorse per aprire il tavolo negoziale; in tal senso ritiene indispensabile ottenere un formale impegno del Ministro dell’Interno e dell’Esecutivo affinché nella legge di stabilità per l’anno 2020, qualora non sia possibile con quella che si sta per approvare, reperire le ulteriori risorse da destinare al rinnovo contrattuale e ad un adeguato riconoscimento della specificità dei lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa, oggi finanziato nella bozza con uno stanziamento di 210 milioni di euro; CONSIDERA
Necessario emendare il testo della Legge di bilancio che, nell’attuale stesura, prevede che i 210 milioni di €uro riconosciuti come anticipo sulla specificità del comparto sicurezza e difesa, prevede che non possono essere spesi se non previa apertura del tavolo contrattuale e in assenza del raggiungimento di un accordo, prevedendo invece che, anche nel caso in cui non venga aperta la fase negoziale, quella somma possa comunque essere resa disponibile per incrementare le risorse del secondo livello contrattuale (c.d. F.E.S.I) sino a quando non ci sarà il nuovo contratto;
RITIENE
Necessario l’incremento del suddetto importo, attribuito in virtù della specificità di cui alla Legge 183/2010, per poter attribuire nuove indennità per aumentare l’operatività della mission istituzionale (servizi controllo del territorio, ordine pubblico in sede, servizi notturni e festivi ecc), così come lo stanziamento dei 380 milioni di euro per il ripianamento dell’ulteriore 50% della vacanza dell’organico, contenuto nel Decreto Sicurezza c.d. decreto Salvini, che va ad aggiungersi a quanto già previsto nel cd. Decreto Minniti in tema di garanzia del turn-over al 100% e per l’assunzione del 50% della vacanza di organico rispetto a quello originariamente previsto dalla Legge Madia (106.000 unità rispetto alle 95.000 attualmente in servizio); CONSIDERA
Insufficienti gli attuali fondi previsti per i correttivi all’ultimo riordino delle carriere di cui al d.l.vo 95/2017, dovendosi necessariamente procedere – alla luce del permanente tavolo di confronto che il SIULP è riuscito a mantenere – ad uno o più provvedimenti che evitino nel modo più assoluto di lasciare parti incomplete (anche in riferimento alle decorrenze giuridiche dei ruoli ante e post riordino) che, se non portate a compimento, rischierebbero di penalizzare la categoria con conseguenti comprensibili aree d’insoddisfazione alle quali, necessariamente l’attuale esecutivo deve dare risposte concrete considerato che l’investimento di un miliardo di euro che quello precedente ha operato; tra le criticità urgenti rientrano sicuramente l’individuazione delle risorse necessarie a consentire la retrodatazione della decorrenza dei concorsi interni da Vice Ispettore banditi in forza del Riordino, fissando il principio dell’annualità della decorrenza anche per questi concorsi, e la conseguente anteriore decorrenza dei già frequentatori del IX e del X corso, rispetto a quella già prevista dalla clausola di salvaguardia contenuta nel D.Lgs. 95 del 2017. Parimenti, anche alla luce dell’alta preparazione personale che i frequentatori possono vantare, va rimodulata la durata del X Corso per Vice Ispettori attualmente in atto, in analogia a quanto già accaduto per i corsi da Commissario capo, prevedendo una considerevole riduzione oltre che la garanzia per i già appartenenti all’Amministrazione di poter tornare presso le proprie sedi di provenienza. Incarica la Segreteria Nazionale, nell’ambito dei correttivi da apportare al riordino delle carriere, di richiedere sia l’allungamento dell’età ordinamentale per il collocamento in quiescenza dei Dirigenti, oggi ferma a 60 sino a Primi Dirigenti, 65 per i dirigenti Superiori e 65 per i Dirigenti Generali poiché tali limiti sono estremamente penalizzanti per la maturazione di una adeguata pensione considerando l’età avanzata di ingresso in amministrazione, sia una delega da inserire nel testo emendato affinché entro 12 mesi dall’approvazione del nuovo testo si proceda all’emanazione di un testo unico delle norme che disciplini la vita dei Poliziotti, dall’assunzione al collocamento in pensione, denominandolo “Codice dell’Ordinamento della Polizia di Stato” nel quale racchiudere tutte le norme attualmente vigenti e di difficile individuazione per una corretta consultazione.
RIVENDICA
Il valore innovativo dell’art. 33 del recente Decreto Sicurezza, ottenuto grazie al fortissimo impegno del SIULP e alla sensibilità e disponibilità degli uffici dipartimentali preposti, grazie al quale, da un lato rende spendibili i 38 milioni di euro già stanziati con la legge finanziaria precedente, destinati al pagamento dello straordinario eccedente, e dall’altro risolve definitivamente il problema del ritardo del pagamento dello straordinario che si verificava all’inizio di ogni nuovo anno in attesa dell’emanazione del DPCM con cui venivano ripartite le somme da destinare ad ogni singola amministrazione e che sino ad ora non consentiva il pagamento dello straordinario sino al mese di marzo; un assurdo orpello che penalizzava in modo incomprensibile e ingiustificabile tutti coloro che rivendicavano il pagamento delle prestazioni aggiuntive effettuate e che provocava una forte demotivazione. Oggi, per effetto di tale opportuna modifica lo straordinario maturato nel mese di dicembre potrà finalmente essere corrisposto già con lo statino paga di gennaio;
DEFINISCE
Assolutamente insoddisfacenti la gestione e i contenuti delle attuali convenzioni con autostrade e ente FS perché creano, rispetto a quelle precedentemente vigenti, gravi e ingiustificate sperequazioni tra i Colleghi che operano in quegli ambiti e perché hanno ridotto l’Istituzione in una posizione di totale e supina subalternità rispetto agli enti con cui sono state sottoscritte le convenzioni. Il tutto con l’aggravante che le modalità e gli importi delle indennità aggiuntive vengono decise dall’Amministrazione in modo unilaterale e non corrispondente alle aspettative dei Colleghi. A questo si aggiunge una gestione del rapporto convenzionale da parte dell’Amministrazione che mentre è improntata in modo maniacale a soddisfare gli impegni assunti nei confronti dei convenzionati (garanzia delle pattuglie che costringe al coinvolgimento anche degli altri uffici non rientranti nella convenzione), nulla o quasi pone in essere per far rispettare anche gli impegni che questi hanno assunto nei confronti della Polizia di Stato e dei suoi appartenenti (strutture inadeguate, mezzi, fringe benefit). Ciò premesso incarica la Segreteria Nazionale di attivare ogni utile iniziativa affinché si possa addivenire, attraverso modifiche o rinnovo del rapporto convenzionale in essere, ad un nuovo impianto che ripristini condizioni di reciprocità e di pari dignità e non più sperequative nella distribuzione delle indennità che vede oggi tanti Colleghi penalizzati.
ESPRIME
Soddisfazione ed elevato gradimento per la pronuncia della Corte Costituzionale che ha sancito la libertà per gli appartenenti a status militare del nostro Comparto di potersi costituire in organizzazioni sindacali a tutela dei loro diritti. Un risultato storico, frutto della battaglia di democrazia che il Siulp ha iniziato da oltre 20 anni e che deve essere interpretata come una emancipazione dei diritti di libertà dei Colleghi militari ma anche come un’ulteriore rafforzamento delle istituzioni democratiche. Un percorso che impegna il SIULP a proseguire nella sua azione di sostegno e affiancamento ai Colleghi militari sino a quando non riusciranno ad organizzarsi in autonome organizzazioni che, pur nel rispetto del quadro normativo che disciplinerà la nascita e la vita delle loro associazioni sindacali, potranno, in costante e fattiva collaborazione con il SIULP, interpretare le esigenze e le aspettative delle donne e degli uomini con le stellette e del delicato servizio che rendono al Paese;
RITIENE
Non più procrastinabile, l’esigenza di un nuovo e immediato sistema di tutela legale per ogni operatore della Polizia di Stato affinché chiunque nel compiere il proprio servizio, essendo coinvolto in procedimenti penali, possa continuare a prestare servizio senza dover essere assillato dal timore di non poter sostenere le spese legali per difendere la legittimità del proprio operato senza dover, come avviene oggi, gravare sul bilancio familiare. Parimenti ritiene urgente introdurre un sistema di tutela sia della salute, nel caso in cui sempre per ragioni di servizio o collegate allo stesso deve sottoporsi alle spese mediche di cura e riabilitazione conseguenti ai sempre più frequenti casi in cui soggetti spregiudicati si rendono autori di violente aggressioni, consapevoli della quasi certa e totale impunità per effetto di un quadro normativo lacunoso che un Legislatore maggiormente sensibile dovrebbe sentirsi in dovere di adeguare, sia della propria funzione. In tal senso incarica la Segreteria Nazionale di continuare l’azione di rivendicare un reato specifico che preveda pene certe ed immediate ogni qualvolta si usa violenza sui Poliziotti o sugli operatori delle cosiddette helping profession (Forze di polizia, medici, personale sanitario, insegnanti, tassisti, autisti di pullman o di ambulanze) prevendo, per anche per i casi non gravi il ricorso a condanne che obbligano gli autori a prestare lavori socialmente utili per un determinato periodo in modo da far maturare in loro la consapevolezza della delicatezza ma anche dell’indispensabilità che alcune professioni hanno per la sicurezza della società nel suo insieme;
DA MANDATO
alla Segreteria Nazionale di svolgere ogni più utile sollecitazione affinché il Governo convochi le rappresentanze sindacali per definire la coda contrattuale, in modo da affrontare la parte normativa relativamente ai vari istituti di tutela degli operatori (applicazione articolo 42 bis, L.104, permessi, congedo solidale ecc.) e per destinare le risorse già stanziate con la precedente legge di bilancio, pari a 150 milioni di euro, per la valorizzazione dell’impegno sempre più gravoso per le esigenze di ordine pubblico che ricade sulle articolazioni amministrative territoriali. In tale ambito rivendica un cospicuo aumento della corrispondente indennità di ordine pubblico in sede e la indifferibile necessità di riconoscere il disagio dei colleghi impegnati nel controllo del territorio nell’arco delle 24 ore con l’individuazione di una specifica indennità, da riconoscere in pari tempo anche al personale che dalle sale operative coordina questa fondamentale attività.
SOLLECITA
Il Governo affinché apra immediatamente il primo tavolo contrattuale per i dirigenti in modo da poter adeguare le loro indennità accessorie – oggi ferme ad importi anche inferiori rispetto alle restante qualifiche – ovvero di prevederne altre in funzione della specificità legata alla titolarità della funzione di Autorità di P.S., il tutto previo reperimento di ulteriori risorse da destinare alla negoziazione oltre ai 990.000 euro, somma prevista dal provvedimento di riordino, che sono assolutamente insufficienti per compensare le indennità accessorie, il disagio e la responsabilità cui sono esposti i dirigenti di polizia;
CONDANNA
Il metodo, già utilizzato dai precedenti governi, con cui si è giunti alla definizione ed approvazione del nuovo pacchetto sicurezza considerato che lo stesso non agisce con una logica di insieme delle criticità che oggi i Poliziotti riscontrano nella quotidianità del loro servizio, ma tenendo conto dell’onda emotiva che si registra al momento rispetto solo a determinati tipi di reati. Nel complesso si riserva di esprimere una valutazione approfondita e completa considerato che da una prima lettura il testo presenta alcune importanti innovazioni ma non risponde a sollecitazioni operative che, in passato, hanno esposto i Poliziotti al vaglio dell’azione della magistratura per prassi operative che non erano codificate e non sono state previste nemmeno nel nuovo testo approvato.
VALUTA
Preoccupante lo stato in cui versano la maggior parte delle strutture dell’Amministrazione e le modalità con cui quest’ultima da attuazione alle previsioni normative della Legge 81/2008, dimostrandosi del tutto assente sotto il profilo della formazione e preparazione delle figure dei preposti alla sicurezza che, peraltro, vengono unilateralmente individuate dal datore di lavoro medesimo; una esigenza ancor più avvertita nel momento in cui, come dimostrano recenti e tragici eventi, la magistratura sottopone costoro a vaglio di responsabilità penale qualora gli stessi non abbiano efficacemente affrontato le criticità strutturali dei propri luoghi di lavoro che non erano conformi ai richiesti parametri di sicurezza. Esigenza ancora più cogente considerato che la stessa sorte, sebbene non è ancora chiaro il quadro giuridico entro il quale tali responsabilità siano state attribuite, è stata riservata anche ai lavoratori che operavano nella stessa articolazione pare perché rei di non aver segnalato le inosservanze alle norme e i rischi che insistevano in quell’ufficio per la sicurezza della loro salute. In merito, incarica la Segreteria Nazionale, oltre che ad attivare un’azione pressante e precipua al fine di richiamare l’Amministrazione alle proprie responsabilità e ai propri obblighi imposti dal delicato e complesso sistema delineato dal richiamato decreto 81/08 relativamente alla necessità di rimuovere i pericoli e di formare le figure preposte ma anche gli stessi lavoratori, di incrementare la già avviata formazione dei propri designati RLS, ampliandola anche agli stessi lavoratori. Questo ultimo aspetto al fine di renderli consapevoli delle proprie del proprio ruolo nei luoghi di lavoro e della opportunità di essere parte attiva nel segnalare al datore di lavoro le esposizioni ai rischi e le inadempienze che riscontro nella loro quotidiana attività in modo che l’Amministrazione non possa scaricare la propria diretta responsabilità in ordine al mancato adeguamento agli standard previsti.
SOTTOLINEA
Ed apprezza la qualità dell’attività svolta dal gruppo di lavoro che coordina il SIULP Funzionari e Dirigenti, che grazie ai puntuali interventi coordinati dalla Segreteria Nazionale sta registrando un crescente livello di attenzione ed una conseguente crescita del consenso fra i colleghi del ruolo dirigenziale, ma soprattutto perché offre un punto certo di riferimento, sia rispetto alla tutela dei diritti dei dirigenti, sia per l’elaborazione di piattaforme e strategie finalizzate alla definizione del primo contratto di lavoro e de percorsi certi di carriera.
PRENDE ATTO
Con soddisfazione che, grazie all’imminente ratifica dell’affiliazione con la FNP CISL che consentirà il rilascio dei codici Inps necessari per il conferimento delle deleghe, si avvierà finalmente l’esperienza del Siulp Pensionati quale soggetto autonomo che rappresenterà una irrinunciabile opportunità per sostenere le rivendicazioni dei colleghi in quiescenza, garantendo loro al contempo di essere seguiti con professionalità e con una assistenza continua nella delicata fase successiva alla vita lavorativa e l’accesso a tutti i servizi e le tutele che la CISL offre ai propri pensionati.
DA MANDATO
Alla Segreteria Nazionale di proseguire il confronto con il Governo e con la stessa Amministrazione al fine di portare a compimento tutte le questioni normativo-contrattuali ed economiche indispensabili per addivenire alla migliore soluzione possibile nell’interesse dei Poliziotti e della sicurezza del Paese.
APPROVATO ALL’UNANIMITA’
Roma, 6 dicembre 2018

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