Futuro dei circa 120 lavoratori dipendenti delle Agenzie per il Lavoro inseriti nel progetto EMAS

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Ultimo aggiornamento 01/04/2022

“Signor Ministro,

il SIULP esprime forte preoccupazione per il futuro dei circa 120 lavoratori dipendenti delle Agenzie per il Lavoro inseriti nel progetto EMAS., somministrati presso gli uffici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che, a scadere nella giornata di oggi, 31 marzo 2022, hanno provvidenzialmente affiancato il personale della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno negli uffici immigrazione delle questure.

Il d.l. 21/2022 (contrasto effetti economici e umanitari crisi Ucraina), ha modificato il contratto stipulato a suo tempo con l’agenzia di somministrazione Gi Group per l’assunzione di lavoratori a tempo determinato, prolungandone l’efficacia al 31 dicembre 2022.

Tuttavia, il provvedimento testé citato sembra essere stato interpretato in maniera restrittiva dal Presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, Prefetto Saverio Ordine, il quale riterrebbe che – “fatte salve eventuali variazioni della norma de qua in sede di conversione del decreto legge” – la suddetta proroga garantirebbe il solo personale interinale in servizio presso la medesima Commissione e ai lavoratori attualmente impiegati nelle Commissioni e nelle Sezioni territoriali.

Dunque, dal tenore della nota del Presidente della Commissione Nazionale per il diritto di asilo, parrebbe che gli unici lavoratori a non vedersi prorogati i contratti di impiego siano coloro che oggi, a questo punto per l’ultimo giorno, stanno lavorando negli Uffici Immigrazione delle Questure.

È bene osservare che a nostro modo di vedere, il Governo attraverso il “Decreto Ucraina”, ha mostrato l’intenzione e la necessità di prorogare tutti i contratti in essere, ricomprendendo nel novero anche, e soprattutto, i 120 lavoratori impiegati negli uffici immigrazione delle questure che più di altri incarnano la prima linea dell’emergenza che sostanzia il decreto legge n.21/2022, vale a dire la crisi umanitaria scaturita dal conflitto armato che si sta consumando in Ucraina.

Non sfugge a nessuno, d’altronde, come la funzionalità delle Commissioni territoriali, è propiziata dal lavoro svolto dagli attuali impiegati degli uffici immigrazione delle questure, i quali, elaborano le istanze di protezione prima ancora che approdino alle Commissioni.

Occorre sottolineare che in un momento di straordinaria difficoltà, come quello che stiamo vivendo, l’apparato della Pubblica Sicurezza non può permettersi di rinunciare a nessuna delle risorse disponibili. Questi lavoratori si sono rivelati sinora fondamentali. Hanno sollevato i poliziotti dalle incombenze burocratiche per essere impiegati nei servizi operativi.

Si sono guadagnati l’apprezzamento dei colleghi e delle Autorità territoriali di Pubblica Sicurezza. Premesso quanto sopra, Le chiediamo un cortese e urgente intervento, finalizzato a chiarire la posizione dei 120 lavoratori attualmente impiegati presso gli uffici immigrazione delle questure della Repubblica, oggi ancora più indispensabili, nell’interesse della funzionalità dell’apparato della Pubblica Sicurezza e nell’ambito di crisi di così ampio rilievo.

Conoscendo la Sua sensibilità e l’impegno che profonde sul delicato tema dell’immigrazione, restiamo in attesa di un cortese riscontro, cogliendo l’occasione per inviare sentimenti di elevata stima.”

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