174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato

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I 174 anni della Polizia di Stato. ROMANO (SIULP): “A 174 anni dalla sua Istituzione la conferma che la Polizia di Stato è saldamente radicata nei valori della Costituzione ma flessibile nelle strategie per ammodernare la sua azione”.

Si sono svolte oggi le celebrazioni del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato:

Un patrimonio inestimabile, quello umano, che rappresenta non solo la garanzia che le radici su cui è stata edificata l’Istituzione sono ben salde nei valori repubblicani ma anche la conferma di un patrimonio di professionalità che, attraverso una certosina e mirata flessibilità nelle strategie, la rendono sempre più efficace anche rispetto alle nuove e più insidiose sfide che l’evoluzione della nostra società e quella geopolitica dell’intero pianeta comportano per chi è chiamato a garantire i diritti fondamentali delle democrazie evolute e la sicurezza imprescindibile per la coesione sociale”.

Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico commenta la celebrazione del 174° anniversario della Polizia di Stato e il discorso del Capo della Polizia, Prefetto Pisani e del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi:

La centralità della risorsa umana, sottolineata dal Capo della Polizia e dal Ministro sono la conferma del valore attuale ed insostituibile della nostra gloriosa Istituzione. Così come quella della funzione dell’autorità di pubblica sicurezza, attribuita ai Questori a livello provinciale per la parte tecnica, è ancora oggi il caposaldo su cui poggia l’intera e complessa architettura del nostro sistema di sicurezza che, applicando le direttive dell’autorità nazionale, incardinata nella funzione del Ministro dell’Interno, fanno del nostro sistema uno dei migliori al mondo. E ciò perché le linee guida e le tecniche operative estrinsecate sono ancora saldamente radicate nei valori della nostra Carta Costituzionale che, come sottolineato dal Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rimane il faro che guida l’agire dell’intera Istituzione. Non solo, a questo radicato ancoraggio, frutto dell’illuminata scelta del legislatore che nel 1981 varò la legge n.121, si aggiunge l’insostituibile valore della risorsa umana che ha saputo interpretare, dal suo massimo vertice, il Capo della Polizia-Direttore Generale della PS sino all’ultimo poliziotto in senso cronologico di assunzione, anche una straordinaria flessibilità nelle strategie da adottare per contrastare il crimine e gestire ordine e sicurezza pubblica.

Il richiamo del Prefetto Pisani al valore aggiunto costituito dal personale appartenente ai ruoli tecnici quale punta avanzata dell’evoluzione delle nuove strategie adottate, sono un ulteriore punto di riferimento non solo per il contrasto che, come dimostrano i dati, ha fatto segnare un significativo decremento del numero dei reati, ma anche una straordinaria e certosina capacità di rinnovare ed adeguare le strategie di prevenzione e di tutte le attività infoinvestigative finalizzaste al contrasto del crimine organizzato e non, voluto dal legislatore nella legge di riforma. Punto cruciale di questo sviluppo positivo è il modello di coordinamento, introdotto con la legge 121, che attribuisce al Dipartimento della Pubblica Sicurezza e al Direttore Generale della PS–Capo della Polizia e a tutti i Questori, la centralità e la responsabilità di coordinare il complesso sistema interforze disegnato a garanzia delle Istituzioni democratiche e di tutte le libertà dei cittadini.

Ecco perché bisogna rafforzare il ruolo e le prerogative dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, in una logica sinergica con tutte le altre istituzioni democratiche, come giustamente sottolineato dal Ministro Piantedosi nel suo prezioso e autorevole intervento durante la celebrazione della festa. Per questo, nel condividere quanto indicato dal Ministro Piantedosi, ribadiamo l’urgenza e la necessità rappresentate anche dal Capo della Polizia, della indispensabile necessità di dotare questo sistema di risorse, mezzi e strumenti all’altezza di quelle in uso alla criminalità. Così come riteniamo un possibile tampone, non certo una risoluzione per fronteggiare la cronica carenza di organico, l’assunzione degli agenti ausiliari nelle modalità rappresentate, purchè questo processo non instauri un precariato di Stato o una modifica ai requisiti necessari per accedere ai ruoli della Polizia di Stato”. 

Roma, 10 Aprile 2026

 

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