Si avvicinano i tempi in cui molti dei nostri colleghi saranno alle prese con le operazioni di dichiarazione dei redditi. Al riguardo, un argomento di stringente attualità è quello delle detrazioni spettanti in relazione ai carichi di famiglia.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto rimodulazioni delle detrazioni per figli e familiari a carico, tra cui spiccano lo stop alla detrazione per i figli oltre i 30 anni, la platea ristretta per gli altri familiari, il taglio per i residenti all’estero. Le modifiche investono anche gli sgravi per i carichi di famiglia.
La modifica più rilevante riguarda i figli maggiorenni. La detrazione per figli a carico, pari a un massimo di 950 euro per ciascun figlio, resta applicabile esclusivamente per i figli di età compresa tra 21 e 29 anni. Per i figli disabili, invece, la detrazione è confermata indipendentemente dall’età, in presenza di disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992. Restano invariati i limiti di reddito che il figlio deve rispettare per essere considerato fiscalmente a carico:
- il reddito annuo del figlio non deve superare 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili;
- per i figli di età non superiore a 24 anni, la soglia è elevata a 4.000 euro;
- per i figli che rientrano nella fascia 21-29 anni, la detrazione è confermata ma non è un importo fisso: si riduce progressivamente all’aumentare del reddito del genitore dichiarante, fino ad azzerarsi oltre una certa soglia. L’importo teorico massimo è di 950 euro per ciascun figlio, moltiplicato per un coefficiente che tiene conto del reddito complessivo.
La tabella seguente riepiloga i principali scenari:
Reddito del genitore Detrazione per ogni figlio
fino a 30.000 € circa 650 €
fino a 50.000 € circa 475 €
fino a 75.000 € circa 250 €
oltre 95.000 € (1 figlio) 0 €
La regola generale prevede la ripartizione al 50% tra i due genitori non separati, con possibilità di accordo per attribuire il 100% al genitore con reddito più elevato e maggiore capienza fiscale. Da ricordare che i figli sotto i 21 anni sono coperti dall’Assegno Unico Universale INPS: per loro non spetta la detrazione IRPEF in dichiarazione.
Cambia in modo significativo anche il perimetro degli altri familiari a carico, diversi dal coniuge non separato e dai figli. Fino al 2024, la detrazione fino a 750 euro era applicabile a una platea ampia: fratelli, sorelle, suoceri, generi, nuore e altri parenti, a condizione che fossero conviventi o destinatari di assegni alimentari.
Dal 2025, questa agevolazione è riservata ai soli ascendenti conviventi, vale a dire genitori e nonni che vivono effettivamente con il contribuente. Escono definitivamente dalla platea dei familiari detraibili i fratelli e le sorelle, anche unilaterali; i suoceri; i generi e le nuore; ogni altro parente collaterale precedentemente ammesso.
La terza modifica operativa riguarda i familiari residenti all’estero. Il sistema delle detrazioni per i carichi di famiglia si restringe in base alla cittadinanza del contribuente dichiarante. Per i cittadini italiani e per i cittadini di Stati membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE), le detrazioni per coniuge e figli restano applicabili anche se questi ultimi non risiedono in Italia. Per i contribuenti extra UE, invece, scatta la cancellazione totale degli sconti IRPEF sui familiari residenti fuori dai confini nazionali.



