Emergenza alloggiativa del personale neo assegnato e in periodo di prova

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Emergenza alloggiativa del personale neo assegnato e in periodo di prova – necessità di una pianificazione nazionale degli alloggi collettivi di servizio della Polizia di Stato.

     Come ribadito dal SIULP nelle varie sedi istituzionali, sia sul territorio che a livello centrale, la situazione abitativa dei poliziotti è diventata un problema ricorrente e insopportabile in tutto il paese. Ed è per questo che non è più possibile pensare di risolvere questa difficoltà scindendola caso per caso, ma è necessario trovare una soluzione organica e unitaria.

    Le segnalazioni che riceviamo dalle nostre sedi territoriali, e in particolare dalla Segreteria Provinciale di Roma, descrivono una situazione preoccupante. I nuovi colleghi, appena usciti dalle scuole e dagli istituti di formazione, vengono assegnati a sedi lontane da casa e si trovano senza una soluzione abitativa adeguata. Questo succede proprio nel momento in cui sono chiamati a lavorare al massimo della loro capacità.

    Il caso degli agenti che alloggiano in alberghi in attesa di una sistemazione definitiva è solo la punta dell’iceberg. Il problema è più grande e riguarda l’intero sistema degli alloggi di servizio.

    Anche i vice ispettori tecnici del settore cibernetico, appena assegnati, nel periodo di prova, si troveranno in una situazione difficile.

    Riteniamo che questi colleghi non debbano essere trattati come allievi o studenti. L’ordinamento è chiaro, nel sostenere che il personale in prova ha diritto ad alloggiare nelle strutture dell’Amministrazione e, se disponibili, anche oltre tale termine.

    Il decreto-legge del 24 febbraio 2026 autorizza i vice ispettori a soggiornare per tre mesi presso i locali messi a disposizione dall’Amministrazione. Riteniamo che questa previsione debba essere applicata uniformemente in tutto il paese e senza eccezioni.

    La questione abitativa è una componente essenziale delle condizioni di lavoro e della funzionalità dell’Amministrazione. Le sedi a più alto costo della vita, come Roma, le città metropolitane e le località ad alta vocazione turistica, espongono i poliziotti a un onere economico insostenibile, soprattutto nei primi mesi di servizio.

    Proprio in questi casi che l’alloggio collettivo di servizio non si rivela una semplice concessione, ma uno strumento di buon andamento dell’Amministrazione e di tutela del personale, ed è importante che vengano emanate indicazioni chiare e vincolanti per tutti gli uffici territoriali, per superare le difformità applicative e garantire una linea di indirizzo unitario.

    È dunque necessaria l’applicazione della previsione del decreto-legge n. 23/2026, convertito nella legge n. 54/2026 (anche ai colleghi del ruolo tecnico), e che venga fatta una ricognizione nazionale delle disponibilità di alloggi collettivi di servizio, con particolare attenzione alle sedi a più elevata pressione abitativa.

    Per quanto riguarda le situazioni di personale attualmente collocate in sistemazioni alberghiere transitorie, chiediamo che vengano adottate misure per evitare interruzioni improvvisate della sistemazione e garantire i tempi necessari all’individuazione di soluzioni stabili.

    Poiché la logistica del personale è parte integrante della funzionalità del servizio e della tenuta complessiva dell’Amministrazione, chiediamo che la questione venga resa oggetto di consultazione strutturale in materia di alloggi di servizio, sia a livello provinciale sia a livello centrale, affinché la programmazione alloggiativa del personale della Polizia di Stato divenga oggetto di una strategia nazionale, stabile e non episodica.

                In attesa di un cortese cenno di riscontro, l’occasione è propizia per inviare distinti saluti.

20260611 – Emergenza alloggiativa

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