FESI 2024: INDENNITÀ INFO-INVESTIGATIVA IL SIULP CHIEDE DI CHIUDERE SUBITO L’ACCORDO

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FESI 2024: INDENNITÀ INFO-INVESTIGATIVA IL SIULP CHIEDE DI CHIUDERE SUBITO L’ACCORDO NONOSTANTE IMPIEGABILI GIRAVOLTE

Si è svolto oggi, presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, l’incontro sull’accordo integrativo del FESI 2024 dedicato all’istituzione della nuova indennità per l’attività info-investigativa, e come spesso accade quando si parla di soldi e di dignità del lavoro di strada, la giornata ha regalato più di una sorpresa, non tutte piacevoli, e non tutte dovute all’Amministrazione.

Il confronto era ripreso sulla base di una proposta che, seppur ancora perfettibile, teneva finalmente conto di gran parte delle richieste avanzate a suo tempo da tutte le sigle sindacali, SIULP compreso, quando nel luglio del 2025 la nota ricognitiva della Direzione Centrale per i Servizi di Ragioneria (TEP) sembrava escludere dal perimetro dell’indennità uffici fondamentali come la Polizia Scientifica, la trattazione degli atti di P.G. e il personale di DCPP, DAC, DCSA e DCPC impegnato in attività info-investigativa.

All’epoca, va detto con onestà, la protesta fu corale: comunicati su comunicati, firmati da tutti, nessuno escluso, per denunciare quella che veniva definita senza troppi giri di parole una ricognizione restrittiva e ingiusta.

Oggi, a distanza di mesi, con l’Amministrazione che ha fatto il suo dovere allargando l’elenco degli uffici aventi diritto fino a comprendere Squadre Mobili, DIGOS, SISCO, i corrispondenti uffici dei Commissariati, le Squadre di tutte le Specialità e le Sezioni di P.G. presso Procure e Tribunali per i Minorenni, i Gabinetti di Polizia Scientifica a ogni livello territoriale, l’Ufficio Trattazione Atti degli UPGSP e il personale info-investigativo di DCPP, DAC, DCSA e DCPC, ecco che quattro organizzazioni sindacali, riunite in quello che possiamo solo definire un cartello tanto compatto quanto improvvisato, hanno deciso di cambiare completamente registro e di chiedere all’Amministrazione di tornare indietro, escludendo proprio quei colleghi per la cui inclusione si erano tanto spesi appena qualche mese prima.

Una giravolta che definire sorprendente è quasi un eufemismo, perché parliamo degli stessi uffici, degli stessi colleghi, delle stesse ingiustizie che ieri venivano denunciate a gran voce e che oggi, evidentemente, non fa più comodo denunciare: fuori la Trattazione Atti degli UPGSP, fuori i Gabinetti di Polizia Scientifica con i relativi Posti territoriali, fuori alcune Divisioni della DCPP, fuori una divisione dello SCO, fuori tutta la Polizia Criminale del SCIP, fuori il Servizio III della DCSA, fuori parte della Polizia Postale e Sicurezza Cibernetica impegnata nei COSO.

Viene da chiedersi cosa sia cambiato in così poco tempo?

L’unica cosa che ci viene in mente è che forse sia cambiata solo la convenienza del momento. E viene soprattutto da chiedersi come spiegheranno ai colleghi di quei settori che il loro lavoro, ieri meritevole di tutela, oggi sia diventato improvvisamente sacrificabile.

Il SIULP non ci sta, e lo dice senza mezzi termini: non è accettabile penalizzare interi settori operativi, mortificando l’impegno quotidiano di migliaia di poliziotti che con pari dignità concorrono assieme agli altri all’attività investigativa e di polizia giudiziaria, tanto più quando i conteggi presentati al tavolo parlano di una differenza mensile individuale di appena 4,66 euro netti in meno per il 2024. Una cifra che non giustifica in alcun modo il sacrificio di così tante colleghe e colleghi, e che rende ancora più incomprensibile l’ostinazione di chi oggi chiede tagli ed esclusioni.

L’obiettivo del SIULP è, e resta chiaro, e non è mai cambiato da quando questo percorso è iniziato: sancire subito il diritto all’indennità e poi lavorare, con coerenza, per portarla gradualmente ad almeno 50 euro mensili, traguardo che le stime sugli stanziamenti potrebbero renderlo possibile già a partire dal FESI 2025.

È per questo che chiediamo con urgenza la chiusura immediata dell’accordo integrativo 2024, affinché il principio del riconoscimento economico dell’attività info-investigativa venga finalmente istituito e i fondi, oggi bloccati e privi di destinazione per colpa di un atteggiamento ostruzionistico che non ha alcuna giustificazione, tornino a essere quello che avrebbero dovuto essere sempre stati, cioè risorse nelle tasche di chi lavora per strada ogni giorno.

Non è contrapponendo poliziotti impegnati in attività diverse ma ugualmente essenziali che si costruisce un sistema di indennità giusto. Ed è per questo che il SIULP continuerà a sostenere questa posizione con la stessa coerenza di sempre, senza cedere a logiche di prevaricazione e senza prestarsi a nessun gioco delle parti. Perché abbiamo la sensazione, neanche troppo velata, che qualcuno al tavolo sia più interessato a mostrare muscoli e logiche di equilibrismo sindacale invece che pensare a tutelare chi sta giorno e notte sulla strada. Il Sindacato non è funambolismo e diventa irresponsabile quando scarica sulla pelle delle colleghe e dei colleghi alchimie finalizzate a logiche lontane dagli interessi dei lavoratori e forse per nascondere l’esiguità delle risorse che sono sul piatto.

Una logica di cui il SIULP non sarà mai complice.

Roma, 4 agosto 2026

La Segreteria Nazionale SIULP

20260804 Indennità Info-investigativa FESI 2024 (2).pdf

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