Concorsi Funzionari di Polizia – Ampliamento categoria dei titoli di studio richiesti e/o integrazione del ruolo tecnico

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Ultimo aggiornamento 26/11/2021

Concorsi per l’accesso alla carriera dei Funzionari di Polizia. Ampliamento categoria dei titoli di studio richiesti e/o integrazione del ruolo tecnico

Riportiamo il testo della lettera inviata in data 24 novembre u.s. al Pref. Lamberto Giannini, Capo della Polizia:

Signor Capo della Polizia,
riteniamo necessario riproporre alla Sua attenzione un tema ordinamentale, di cogente attualità, su cui già avevamo avuto modo di esprimere riserve e preoccupazioni quando ancora la revisione dei ruoli, definita con l’entrata in vigore del D. L.vo 95/2017, era in fase di elaborazione. Timori che si rivelano oggi, pur a distanza di pochi anni dall’avvio della fondamentale novella riformatrice, del tutto fondati e che richiedono un intervento immediato per garantire la piena ed efficace funzionalità dell’Amministrazione.

Ci aveva infatti lasciati molto perplessi la constatazione che per partecipare ai concorsi per l’accesso alla carriera dei Funzionari di Polizia fosse stato previsto quale titolo di studio la laurea magistrale – ovvero triennale per i concorsi riservati agli interni – o specialistica ad esclusivo contenuto giuridico, ovvero di altra laurea conseguita sulla base di un numero di crediti formativi universitari in discipline afferenti al settore scientifico disciplinare “IUS” non inferiore ai due terzi del totale.

Avevamo al riguardo segnalato come l’aver escluso, tra l’altro, la possibilità di concorrere a quanti avevano completato un percorso di studio con il conseguimento di lauree in aree afferenti alle scienze economiche si ponesse in stridente contrasto con l’esigenza di disporre di personale qualificato in grado di poter fornire competenze specifiche – tra l’altro, ma non solo – nelle indagini patrimoniali, che rappresentano il momento più rilevante e qualificante degli accertamenti investigativi sulla criminalità organizzata.

Che le nostre critiche meritassero più attente riflessioni da parte del Legislatore e, prima ancora, da parte del Dipartimento nel progetto di riforma, lo aveva certificato anche il Consiglio di Stato nel parere consultivo reso in esito all’Adunanza della Commissione Speciale del 12 aprile 2017 (nr. 915/2017). In tale parere aveva per l’appunto evidenziato come l’articolato del Riordino “mantiene il solo indirizzo giuridico e sopprime il diploma di laurea ad indirizzo economico quale titolo di studio valido per la partecipazione al concorso pubblico per accedere alla carriera dei funzionari di Polizia, senza che l’Amministrazione abbia proceduto ad esplicitare le ragioni di tale scelta soprattutto con riguardo ai rilevanti fenomeni di attività economiche anche internazionali della criminalità organizzata. Pertanto, allo stato non risulta possibile valutare compiutamente l’intrinseca logicità e compatibilità della disposizione con le finalità dichiarate dall’Amministrazione relativamente alla medesima disposizione, atteso che potrebbe non ritenersi conforme alla ratio di valorizzare la professionalità degli appartenenti alla Polizia di Stato, l’eliminazione della preparazione in materia economica in considerazione del rilievo che tale competenza ha nell’ambito organizzativo – funzionale di qualsiasi ordinamento complesso quale è per l’appunto quello della Polizia di Stato”.

Per rafforzare questa severa critica, che, seppur espressa con la rituale eleganza espositiva istituzionalmente richiesta, appariva ad ogni effetto come una sferzante, lapidaria censura, l’Alto Consesso ha concluso la disamina della questione di cui siamo ad occuparci ribadendo come non restasse “che evidenziare il profilo di criticità derivante dalla disposizione de qua, invitando l’Amministrazione ad esplicitare con maggiore chiarezza, nelle forme e nei modi ritenuti più opportuni, le motivazioni sottese a tale decisione prima dell’approvazione definitiva del provvedimento”.
Abbiamo purtroppo dovuto prendere atto che quell’inedita, malcelata ruvida reprimenda non è evidentemente bastata a far rimeditare l’Amministrazione. Ed oggi, a distanza di pochi anni, i guasti di questo incomprensibile irrigidimento cominciano a manifestarsi con sintomi che determineranno ricadute di non scarso momento. E tanto, beninteso, non solo relativamente al pur delicato ambito del contrasto ai fenomeni criminali.

L’assenza di personale qualificato con competenze nella gestione aziendale, che è una delle specializzazioni dei corsi di studi universitari in materia economico commerciale, si riverbera infatti anche sulla gestione quotidiana della complessa struttura della Polizia di Stato, che richiede un sempre maggiore impegno organizzativo in una sconfinata prateria di incombenze che vanno dalla predisposizione delle gare d’appalto per l’ordinaria amministrazione delle migliaia di immobili o per l’approvvigionamento dell’equipaggiamento, l’armamento e gli automezzi, fino ad interessare la elaborazione di progetti finalizzati all’utilizzo di fondi comunitari su settori strategici quali il P.O.N. o l’immigrazione.

Un tasto, quello dei finanziamenti europei di cui, spesso, non si riesce ad approfittare appieno proprio per la mancanza di figure direttive/dirigenziali con profili professionali economici, reso ancora più dolente dalla comparazione con le esperienze di altre forze di polizia dell’area eurocomunitaria. Dove invece, anche a livello decentrato, vengono selezionati e formati dipendenti con il precipuo incarico di perfezionare progetti utili ad intercettare il tangibile sostegno delle istituzioni comunitarie per rafforzare o istituire nuove tecnologie a sostegno dell’espletamento della mission istituzionale.
Non è allora plausibile pensare di poter continuare a far fronte a questa crescente serie di esigenze senza dotarsi di professionalità altamente specializzate. A nostro sommesso avviso sussistono oggi le condizioni per recuperare e valorizzare il monito del Consiglio di Stato che, con raffinatezza, ha denunciato le medesime illogicità che il Siulp, da tempo risalente, e con toni altrettanto vigorosi, aveva invano segnalato sin dagli albori del processo di riordino che è stato appena concluso.

Non per alterigia, ma solo per dare continuità alla nostra consolidata cultura sindacale che ci impone di non limitarci ad una sterile azione di reclamo accompagnandola sempre con proposte concrete, ci sentiamo di poter elaborare una serie di proposte che riteniamo utili a superare le conclamate distonie di cui abbiamo sino ad ora discusso e che, se non corrette, potrebbero seriamente limitare sia l’azione di contrasto al crimine organizzato che la proficua funzionalità dell’Amministrazione.

E ciò intendiamo fare cominciando con il dire che, oggi, il solo limitarsi ad ammettere ai concorsi per funzionari anche i laureati in discipline economiche rischia di risultare una misura inadeguata. Quantomeno se, come è immaginabile, si continueranno a prevedere prove d’esame in materie esclusivamente giuridiche. Parliamo infatti di concorsi unanimemente ritenuti tra i più selettivi tra quelli per l’accesso ai ruoli delle pubbliche amministrazioni in generale, e dunque l’allargamento della platea dei candidati non consentirebbe, se non in casi eccezionali, ai non giuristi di potersi collocare utilmente in graduatoria per risultare vincitori.

Se dunque si condivide, come auspichiamo, l’idea di dotare la Polizia di Stato di qualificati funzionari esperti in materie economiche, che andrebbero ad affiancarsi alle altre figure tecniche specializzate che già fanno parte della nostra Amministrazione, la soluzione più immediata non potrebbe che essere quella di isolare, nell’ambito dei Ruoli Tecnici, una specializzazione ad hoc, anche per i concorsi interni. Nella quale magari far confluire, con passaggi diretti, anche eventuali professionalità presenti già oggi tra i ruoli dell’Amministrazione civile del Ministero dell’Interno.

A conferma di quanto rappresentato giova sottolineare come, secondo i riscontri che ci pervengono, sono sempre più frequenti i casi in cui i responsabili di uffici periferici, vuoi perché alle prese con delicate indagini che richiedono approfondimenti patrimoniali, vuoi per le difficoltà incontrate nella gestione di contratti di fornitura di servizi, attività non alla portata di chi dispone di una formazione squisitamente giuridica, vanno alla ricerca di personale che dispone delle richieste competenze anche attraverso la pubblicazione di una sorta di atipico bando interno.

In tale ambito una particolare menzione merita il Servizio Tep e Spese varie, unico ufficio deputato alla trattazione di tutti gli aspetti economici afferenti i poliziotti, il quale, anche per ragioni che attengono a scelte dell’Amministrazione civile del Ministero dell’Interno, oggi risulta gravare su un’unica figura professionale che, pur essendo dotata di infinita disponibilità ed elevate capacità, andrebbe dotata di immunità assoluta contro qualsiasi possibilità di assenza considerato che in tale prospettata malaugurata ipotesi, corriamo il serio attuale e concreto rischio di non poter nemmeno corrispondere lo stipendio ai poliziotti.

Una situazione questa, Signor Capo della Polizia, che se non affrontata per tempo si configura come una sorta di bomba ad orologeria destinata ad esplodere in qualsiasi attimo e nel momento meno opportuno.

Continuare a negare insomma la sussistenza di quella che a nostro modo di vedere è una drammatica carenza organica di figure professionali con il richiamato profilo in un settore nevralgico per un apparato che deve adeguare il suo funzionamento alle mutate esigenze del tempo corrente, realizza un paradosso che deve essere al più presto sanato. E che ricorda l’analoga tormentata vertenza nella quale il Siulp si è dovuto impegnare per evitare la soppressione della Polizia Postale proprio nel momento storico in cui la criminalità organizzata e pure quella diffusa stavano spostando il centro dei propri interessi sulle reti informatiche tant’è che, oggi, l’Amministrazione ha istituito una nuova Direzione Centrale proprio per rispondere a queste nuove e crescenti necessità.

Conoscendo la Sua sensibilità e la capacità di comprendere immediatamente la delicatezza e la portata della questione rappresentata, siamo certi che non mancherà di dedicare la Sua consueta attenzione a questa nostra sollecitazione per rinvenire l’idonea soluzione e darvi immediata attuazione.
Nell’attesa di un cortese riscontro, cogliamo l’occasione per rinnovare i nostri più sensi di elevata stima e inviarLe cordialissimi saluti rimanendo a disposizione per ogni eventuale chiarimento ritenesse d’uopo.

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