Direttivo Nazionale Documento finale 17 Dicembre 2020

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Ultimo aggiornamento 01/10/2021

Il Direttivo Nazionale Siulp,

riunito il 17 dicembre 2020 in videoconferenza, verificata la presenza del numero legale, ha aperto i lavori con un momento di raccoglimento dedicato al ricordo delle vittime della drammatica emergenza sanitaria, ed in particolare di vicinanza ai famigliari che piangono la perdita dei poliziotti prematuramente scomparsi a causa dell’infido virus Covid 19, dopo l’intervento del Segretario Generale,

APPROVA

all’unanimità la relazione e le conclusioni del medesimo e, in particolare,

ESPRIME

viva soddisfazione per gli eccellenti risultati in termini di proselitismo ottenuti a dispetto delle consuete puerili aggressioni autunnali di quanti cercano invano di metterne in discussione l’autorevolezza, anche attraverso iniziative estemporanee dietro le quali mal si celano inconfessabili interessi da cui i colleghi, ai quali esprime ringraziamenti per l’attenzione e la fiducia riposta nel SIULP, hanno imparato, da tempo, a prendere le distanze.

REGISTRA

il notevole apprezzamento degli iscritti per l’attivazione del ricorso finalizzato al ristoro dell’eventuale danno derivante dalla mancata attuazione della previdenza complementare che – ferma restando la posizione espressa da sempre dal SIULP che, con le attuali norme e soprattutto con le scarse risorse disponibili non si può avviare un sistema previdenziale integrativo senza arrecare danni ai Colleghi – offre la dimostrazione di come il Siulp, che diversamente da altri non è assillato dall’affannoso inseguimento del consenso, ha la forza morale ed organizzativa che gli consente di agire per la tutela dei Poliziotti durante tutto il corso dell’anno, e non solo in concomitanza con le note scadenze autunnali. Scadenze, invero, che rappresentano invece l’unico momento in cui, ormai, una consistente parte della rappresentanza sindacale della Polizia di Stato concentra le proprie attività per garantire la perpetuazione di rendite di posizione personali che ben poco hanno a che fare con gli interessi della categoria;

RITIENE

proprio per quanto precede, indifferibile porre in essere ogni iniziativa finalizzata alla rimozione dell’attuale illegittima prassi, colpevolmente assecondata dall’Amministrazione, per effetto della quale vengono attribuite quote di rappresentatività in stridente violazione delle chiarissime disposizioni ordinamentali, e che attraverso l’elusione dei precetti normativi posti a presidio della trasparenza delle relazioni sindacali, favoriscono fenomeni degenerativi che sviliscono l’autorevolezza delle stesse, così come disegnate dal legislatore. Ritiene quindi inevitabile, per la corretta procedura da seguire, diffidare gli uffici centrali e territoriali dell’Amministrazione dall’accreditare, ai fini della certificazione della rappresentatività al 31.12.2020, deleghe che non sono conferite al codice unico delle federazioni sindacali, e quindi rimuovere l’illegittima prassi di consentire la sommatoria delle deleghe attribuite alle singole sigle che le compongono su codici meccanografici diversi ed alieni a quello delle federazioni;

PRENDE ATTO

Che nonostante le risorse stanziate per il rinnovo del contratto di lavoro siano superiori a quelle messe a disposizione in occasione della precedente tornata, la congiuntura socio economica di medio periodo, che porta ad immaginare una fase di severo contenimento della spesa pubblica, sia necessario, concentrare per quanto più è possibile le somme disponibili sull’aumento della componente fissa della retribuzione, che soggiace alle regole generali della contrattazione, rinviando la necessaria ed urgente rivalutazione delle indennità che aumentano l’operatività all’apposito D.P.C.M. istituito quale contenitore per i finanziamenti finalizzati a ristorare la specificità del Comparto, che oltre ad essere unica nel panorama del pubblico impiego è anche riconosciuta per legge;

CONDIVIDE

in tal senso, l’esigenza di valorizzare al contempo la specificità – cristallizzata a livello normativo – del Comparto Sicurezza e Difesa per rivendicare l’appostamento di fondi che, attraverso il D.P.C.M. dedicato alle esigenze specifiche delle Forze di Polizia (già utilizzato per far convergere i fondi con i quali è stata finanziata l’indennità di controllo del territorio) individui dotazioni aggiuntive, non assoggettate ai parametri di adeguamento salariale applicati al pubblico impiego, per finanziare l’aumento delle indennità che compensano i peculiari disagi degli operatori del Comparto Sicurezza e imprimono maggiore efficacia all’operatività della mission istituzionale;

RITIENE

comunque indifferibile un adeguamento dell’importo dell’ora di straordinario, alla quale oggi viene riconosciuto un valore inferiore all’ora di lavoro ordinario, una situazione che gli stessi vertici dipartimentali hanno pubblicamente denunciato come inaccettabile anche a fronte dei tempi di attesa per il pagamento delle eccedenze contabilizzate; atteso che, per quanto precede, non sarà possibile attingere alle poste di bilancio contrattuali in quanto non sufficientemente capienti, l’unica soluzione praticabile ad invarianza di spesa non potrà che essere quella di recuperare le necessarie risorse per aumentare il costo unitario dell’ora di straordinario attraverso l’utilizzo dei fondi già stanziati e che attualmente finanziano il relativo capitolo di bilancio;

DA’ QUINDI MANDATO

alla Segreteria Nazionale di farsi interprete di queste indicazioni al tavolo delle trattative, censurando al contempo l’ennesimo tentativo attraverso il quale l’esecutivo, dopo aver nuovamente disatteso il doveroso confronto preliminare in ordine ai contenuti della prossima legge di stabilità, ha previsto nella bozza della finanziaria medesima la diretta erogazione di fondi espressamente destinati ad istituti di natura contrattuale, determinazione che ove concretizzata, oltre ad un danno al personale delle Forze di polizia, andrebbe ad eludere le prerogative delle rappresentanze sindacali che si vedrebbero scippate del ruolo di intermediazione legislativamente previsto e costituzionalmente garantito;

CONSIDERA

parimenti necessario sollecitare il decisore politico a rivedere anche altre previsioni contenute nella bozza della legge di bilancio, e segnatamente quelle che stanziano significative risorse per l’assunzione straordinaria di personale nelle forze di polizia oltre al turn over al 100%. E questo in quanto tale ipotesi è destinata ad essere – quantomeno nel medio periodo – nulla più che una mera petizione di principio, in quanto gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato, rimanendo invariata la durata ed i programmi dei corsi e il perdurare delle limitate capacità ricettive per il rispetto delle norme anti Covid-19, già oggi non riescono a stare al passo con la formazione di tutti gli allievi vincitori dei concorsi per colmare le sole carenze del turn over. Il Direttivo Nazionale ritiene quindi che tali somme dovrebbero essere semmai dispiegate, almeno in parte, per sopperire alle esigenze di colmare i vuoti di organico nei ruoli intermedi attraverso uno scorrimento delle graduatorie degli idonei non vincitori dei concorsi interni da Vice Ispettore e da Vice Commissario.

ESPRIME

altresì preoccupazione per la perdita dei saperi professionali che, in ragione degli attuali vincoli ordinamentali, nei prossimi anni vedrà la collocazione in quiescenza di decine di migliaia di operatori che rivestono qualifiche medio alte, e per l’effetto, condivide la proposta di verificare se, su presupposti di esclusiva volontarietà e comunque non oltre il 2030, fase in cui vi sarà la maggiore criticità rispetto alle vacanze negli organici, sia possibile prevedere, alla stessa stregua di quanto già è stato sperimentato a cavallo degli anni ’80, la permanenza in servizio oltre il limite di età ordinamentale; limite invero puramente virtuale posto che, già sulla base dell’odierna legislazione, centinaia di operatori assunti in età avanzata – tra cui quelli provenienti dai VFP4 – e che pertanto non hanno maturato i requisiti minimi previdenziali al compimento del 60° anno di età, saranno costretti a rimanere in servizio ben oltre la soglia anagrafica in narrativa;

SOLLECITA

dando mandato in tal senso alla Segreteria Nazionale, di richiedere all’Amministrazione, per un ulteriore proficuo impiego delle predette risorse stante l’attuale catastrofica situazione afferente le qualifiche apicali del ruolo degli Ispettori, ogni utile intervento, anche normativo, che possa consentire la previsione di concorsi interni per l’accesso alla qualifica di Ispettore Superiore e/o per Sostituto Commissario. Ciò in considerazione del fatto che, stante la attuale progressiva e repentina uscita dal servizio dei colleghi che ricoprono tali qualifiche apicali, vi è, allo stato, se non si interviene con una accelerazione dei concorsi, il concreto e immediato rischio di avere un intero ruolo acefalo con tutte le conseguenze che ciò comporta in termini di attuazione delle direttive per il compimento della mission istituzionale;

PLAUDE

alla scelta di celebrare il quarantennale della legge di riforma della pubblica sicurezza con la stampa di un calendario storico, che sta riscuotendo notevole interesse, e che, ponendosi nel solco della continuità delle strategie di promozione del proselitismo e del rafforzamento della unicità dell’Organizzazione, anche all’esterno degli ambienti di lavoro, rappresenta non solo un segno distintivo dell’intero SIULP, ma anche la testimonianza del grande lavoro di innovazione e trasformazione operata sull’organizzazione dell’Amministrazione della P.S. quale unico e legittimo erede del Movimento Democratico per la smilitarizzazione della funzione di polizia e della sindacalizzazione degli appartenenti al disciolto Corpo della Guardie di P.S.;

DA MANDATO

alla Segreteria Nazionale, stante l’attuale grave criticità degli organici per i pensionamenti che si verificheranno nei prossimi 10 anni (circa 40.000) di richiedere l’apertura di un tavolo urgente di confronto con l’Amministrazione e il Governo per stabilire nuove procedure concorsuali, sulla base di quelle già adottate per l’assunzione degli Agenti Ausiliari e nel solco di quanto previsto nel codice unico militare relativamente alla figura dei Volontari delle Forze Armate, al fine di reintrodurre, almeno per la fase transitoria sino al 2030, la figura del Volontario nelle Forze di Polizia in modo da avere immissioni in tempi più brevi con l’eventuale completamento della fase formativa solo per coloro i quali decidessero di rimanere nei ruoli della Polizia di Stato.

Roma, lì 17 Dicembre 2020

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

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