L’omologazione dell’autovelox non è condizione necessaria per la legittimità delle sanzioni.

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L’omologazione dell’autovelox non è condizione necessaria per la legittimità delle sanzioni.

Il principio è stato enunciato dalla Cassazione con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, che ha stabilito che una multa per eccesso di velocità resta valida anche in assenza di omologazione se il dispositivo è stato regolarmente tarato e sottoposto a controlli.

Si tratta di una inversione di indirizzo, rispetto ad altre pronunce (Cass. n. 1332/2025, n. 10505/2024 e n. 20913/2024), dei giudici di legittimità.

La vicenda nasce dal ricorso di un automobilista sanzionato due volte per eccesso di velocità, a distanza di pochi giorni. In primo grado, il Giudice di Pace gli aveva dato ragione, ritenendo illegittime le multe per via della mancata omologazione dell’autovelox. Successivamente, però, il Tribunale ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Comune e riconoscendo la validità delle sanzioni anche con un dispositivo solo “approvato”.

Arrivato in Cassazione, il caso ha avuto un esito definitivo sfavorevole per l’automobilista.

I giudici della Cassazione hanno confermato la validità delle multe, chiarendo un principio chiave: ciò che conta è che l’apparecchio sia stato sottoposto a regolare taratura e verifiche periodiche di funzionamento. Nell’ordinanza si sottolinea, infatti, che i dispositivi di rilevazione della velocità devono essere controllati periodicamente, a prescindere dal fatto che funzionino automaticamente o con la presenza di operatori. Inoltre, in caso di contestazione spetta all’amministrazione dimostrare l’omologazione iniziale, la regolare taratura periodica. Tra un controllo e l’altro non devono passare più di 12 mesi. In conclusione, se in passato la mancanza di omologazione poteva essere un elemento decisivo per ottenere l’annullamento della multa, da oggi per contestare una sanzione sarà fondamentale verificare soprattutto se l’autovelox è stato tarato correttamente e se i controlli sono stati effettuati con regolarità. Se questi requisiti sono rispettati, anche un dispositivo non omologato può rendere valida la multa.

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