Il Direttivo Nazionale SIULP
Riunito a Pomezia il 25 e 26 marzo 2026,
dedica in apertura dei lavori un commosso commiato a Pasquale La Notte, che per decenni, con la sua competenza e la sua determinazione, anche una volta cessato dal servizio attivo, ha diuturnamente contribuito a far crescere e consolidare i valori del Siulp mettendo a disposizione delle giovani generazioni di attivisti i suoi saperi e la sua saggezza.
APPROVA
Il bilancio consuntivo relativo all’anno 2025 e quello preventivo per l’annualità corrente a maggioranza dei presenti, con tre astenuti in ciascuna delle rispettive votazioni.
APPROVA
La relazione introduttiva del Segretario Generale Nazionale Felice Romano, prendendo atto dello straordinario risultato realizzato in termini di proselitismo che, grazie all’eccezionale impegno profuso dalle segreterie territoriali, ha consentito di confermare la consistenza associativa nonostante il rilevante numero di iscritti che hanno avuto accesso alla quiescenza. Un successo attestato anche dalla disamina della piramide generazionale degli iscritti, dalla quale si evince che il Siulp si rivela particolarmente attrattivo per la parte più giovane dei colleghi, che evidentemente vedono nella nostra organizzazione e nella ispirazione confederale su cui si fondano le politiche del Siulp come l’unico modello di rappresentanza in grado di offrire autorevolezza e credibilità.
CONSIDERA
Irricevibile la proposta di colmare la pur preoccupante carenza degli organici delle forze di polizia promuovendo modelli assunzionaliche ben poco hanno a che fare con quanto proposto dal SIULP, e cioè recuperareilvirtuoso modello degli Agenti Ausiliari assunti in passato in alternativa al servizio di leva obbligatoria. Le procedure accelerate e prive di adeguati criteri selettivi oggi in discussione, lasciano ampi margini di opacità nell’individuazione dei candidati idonei e sono per giunta impostate su modelli di lavoro interinale che non offrirebbero, dunque, stabili prospettive occupazionali. Verrebbe così introdotto un inedito quanto sconcertante precariato e per giunta con una formazione ridotta all’essenziale, che immetterebbe nei ruoli delle forze dell’ordine migliaia di giovani privi di esperienza e competenze, sfruttati per un paio di anni e lasciati poi in balia di se stessi. Una sorta di caporalato di Stato che le pur oggettive esigenze di ripianamento degli organici non possono bastare a giustificare.
OSSERVA
Con altrettanta preoccupazione l’ostinata ricerca di scorciatoie che, in luogo di inserire nell’agenda delle priorità ponderati investimenti per il settore della sicurezza interna per rafforzare la specificità, quindi l’operatività a favore della sicurezza dei cittadini ma anche a tutela dei diritti dei poliziotti attraverso l’implementazione della prevenzione, non riescono ad andare oltre soluzioni ad effetto, quali lo schieramento di carri armati in prossimità delle stazioni, che non solo non producono alcuna concreta deterrenza per le degradate condizioni in cui versano zone sensibili delle aree metropolitane, ma pure, non riuscendo a contenere i fenomeni di devianza, acuiscono la percezione di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni.
DA’ MANDATO
Alla Segreteria Nazionale di procedere con le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro seguendo due precise direttive. Assicurando innanzitutto, in assenza di nuove e congrue risorse destinate a finanziare la specificità, la destinazione della maggiorparte delle risorse sulle voci tabellari fisse, ponendo quale pregiudiziale per la sottoscrizione dell’intesa l’integrale finanziamento della parte residuale degli appostamenti necessari a mettere finalmente a regime l’istituto della c.d. “previdenza dedicata” per attutire i nefasti effetti che si produrranno sul personale assunto dopo il 1995, che secondo le stime più ottimistiche potrà contare su un assegno di pensione tagliato di oltre il 30% dell’ultima retribuzione percepita.
CONSIDERATO
invero che gli stanziamenti attuali consentono un recupero del potere di acquisto pari a meno del 6%, quindi ampiamente inferiore sia alla perdita secca del 10% accumulata per l’iperbole inflattiva che ha caratterizzato il triennio contrattuale precedente, sia alle poco rassicuranti prospettive macroeconomiche, che registrano un andamento dei prezzi di beni di consumo influenzato dalla destabilizzazione del contesto geopolitico, ritiene che il Governo debba essere chiamato a confermare l’impegno pubblicamente assunto nel corso dei lavori di approvazione della legge di bilancio per l’anno 2026, allorquando i titolari dei dicasteri di riferimento avevano garantito come, una volta ottenuto l’auspicato rientro dalla procedura di infrazione comunitaria, vi sarebbero stati margini per recuperare fondi per incrementare i capitoli di spesa destinati al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Al riguardo investe la Segreteria Nazionale del compito di sollecitare puntuali riscontri del decisore politico rispetto ai solenni proclami con i quali si era presentato alle rappresentanze sindacali dell’intero Comparto nello scorso mese di dicembre.
RITIENE
Prioritario porre a base delle rivendicazioni per la categoria importanti investimenti a sostegno delle politiche abitative, stimolando per un verso interventi diretti da parte dell’Amministrazione per acquisire complessi immobiliari da destinare a soluzioni abitative idonee ad ospitare nuclei familiari del personale, e per l’altro sensibilizzando il Ministro dell’interno a porre quale pregiudiziale della sottoscrizione dei patti per la sicurezza con gli enti territoriali la riserva di un congruo numero di appartamenti al personale delle forze di polizia, presupposto essenziale per incentivare la permanenza di giovani operatori in zone nelle quali il mercato immobiliare è fuori dalla portata della loro capacità reddituale. Si sta infatti registrando una frattura generazionale che rende impraticabile un ricambio in uffici per i quali l’esperienza e la conoscenza del territorio sono requisiti essenziali per acquisire e preservare l’imprescindibile know how per una efficace attività info investigativa, con irrecuperabile pregiudizio per le strategie di contrasto della criminalità.
RIBADISCE
Con fermezza che il Siulp non è in alcun modo interessato – e mai ha chiesto o invocato – scudi penali o ipotesi di impunità e/o immunità per gli operatori delle Forze di Polizia, se non altro per la palese incompatibilità che una simile disposizione sconterebbe sul piano dell’illegittimità costituzionale. Ha invece denunciato con forza in ogni sede che il legislatore avrebbe dovuto semplificare le annose e defatiganti procedure per ottenere l’erogazione dell’anticipo delle spese legali onde poter rendere effettivo il diritto alla difesa nel processo. Condivide quindi la delusione esplicitata dal dossier elaborato dalla Segreteria Nazionale che, diversamente dalle enfatiche dichiarazioni rilasciate da altre organizzazioni sindacali, ha puntualmente evidenziato non solo la sostanziale irrilevanza che agli effetti pratici disvelano le modifiche all’art. 335 del codice di procedura penale, ma pure la mancata traduzione in legge di molte delle promesse di qualificati rappresentanti dell’esecutivo per interventi ordinamentali da tempo attesi, la cui necessità era stata dagli stessi paradossalmente condivisa. Invita di conseguenza la Segreteria Nazionale a ricercare ogni spazio di confronto con le componenti parlamentari per sviluppare le proposte di emendamento che sono state opportunamente sollecitate.
IMPEGNA
La Segreteria Nazionale a rilanciare politiche di sostegno alla genitorialità, e stigmatizza la incomprensibile resistenza dell’Amministrazione nell’ adeguare i propri modelli organizzativi all’evoluzione sociale, opponendo una pervicace ostilità ad applicare istituti normativi recepiti nel nostro ordinamento per effetto di fonti sovranazionali. Su tutti l’aggregazione temporanea triennale prevista dall’art. 42 bis del D. Lgs. 151/2001, sistematicamente negato adducendo motivazioni pretestuose e stereotipate, precludendo così l’accesso ad un fondamentale spazio affettivo immaginato nell’interesse dei minori.
SOTTOLINEA
In questa prospettiva il lavoro svolto dal Coordinamento Donne e auspica che la Segreteria Nazionale dia seguito alla piattaforma elaborata dalle colleghe che lo compongono – che si allega integralmente al presente documento – finalizzata a rimuovere antistoriche discriminazioni quali quelle sull’uso differenziato delle uniformi, che finisce per penalizzare il personale femminile nelle fasi di selezione concorsuale, venendo valutata come ostativa all’accesso ai ruoli dell’amministrazione la presenza di tatuaggi in zone del corpo che invece non vengono considerati rilevanti per i candidati maschili, la irragionevole dotazione del medesimo tipo di armamento, che dovrebbe invece essere calibrato sulla diversa struttura fisica. Permane insomma nell’Amministrazione una impostazione culturale incrostata da una malintesa omologazione, che ignora le differenze di genere e finisce per imporre logiche discriminatorie che appartengono ad epoche storiche risalenti e vengono noiosamente perpetuate per l’incapacità dell’apparato di adeguare i propri schemi organizzativi.
Approvato all’unanimità



