Il fermo del giovane Jihadista 17enne conferma l’allarme lanciato dal SIULP da anni

0

Jihadista fermato a Teramo. ROMANO (SIULP): “Il fermo del giovane 17enne conferma l’alta professionalità della Polizia ma anche l’allarme lanciato dal SIULP da anni. Troppo fanatismo e giovani sempre più vulnerabili sul web”.  

A Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, un ragazzo di 17 anni, è stato fermato per propaganda eversiva. “Questi segnali, oltre a certificare l’alta professionalità del nostro antiterrorismo e delle Digos dislocate sul territorio che possono contare sul prezioso supporto dell’attività della Direzione Centrale della Polizia Cybernetica, confermano l’allarme che il SIULP ha lanciato da anni riguardo il rischio di una recrudescenza del fenomeno eversivo, ed in particolare quello di matrice jihadista, giacchè sono segnali allarmanti sui quali non si deve mai abbassare la guardia. Questo ragazzo di appena 17 anni, sui propri dispositivi elettronici, mostrava contenuti espliciti di violenza e aveva manifestato apertamente e con decisione, di voler compiere attività stragista”.

Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico. “Gli operatori della Digos di Teramo e dell’Aquila, cui va il plauso più sentito di tutto il SIULP, grazie ad un certosino lavoro info-investigativo, analizzando a fondo le chat e i collegamenti che il giovane aveva con altri esponenti non ancora identificati, aderenti allo stesso obiettivo eversivo, sono arrivati a fermare il 17enne prima che portasse a compimento le azioni che in più occasioni aveva manifestato di voler porre in essere”. Tra le cose rinvenute, anche un video di 8 minuti in cui erano riportati tutti i passaggi per l’assemblaggio di una bomba molotov perfettamente funzionante. “Questa del fanatismo, della propaganda neonazista, suprematista e di estremismo islamico – continua Romano – è una piaga che la Polizia di Stato tiene costantemente sotto controllo ma che negli ultimi tempi ha subito una preoccupante recrudescenza. In particolare, l’aspetto più allarmante che emerge da tali indagini, è il coinvolgimento dei nostri giovani a seguito della loro frequentazione degli ambienti web. Fatto quest’ultimo che richiede una strategia sinergica da parte di Istituzioni, Polizia di Stato e Famiglie. Ecco perché – conclude Romano – l’appello che lanciamo è quello di una campagna di sensibilizzazione che veda in primis coinvolte le agenzie educative, Famiglia e Scuola, quali attori principali da affiancare all’azione “militare” condotta da Magistratura e Polizia di Stato che da sola però non basterebbe. Educare i giovani alla legalità e alla presa di distanza da tutto ciò che inneggia all’odio e alla violenza e ad un uso improprio del web”.  

Roma, 13 Aprile 2026

 

Advertisement